Dal 30 Maggio 2025 è disponibile su Netflix Lost in Starlight, primo film d’animazione coreano diretto dalla regista Han Ji-won e prodotto dalla stessa piattaforma. Animato da Climax Studio, questa storia d’amore sincera e matura, tra romance e fantascienza, ci racconta come due innamorati provano ad affrontare le dure sfide che la vita gli pone davanti.

Trama
Seoul 2051. Nan-Young è una giovane astrobiologa che ha come obiettivo il ricreare un habitat su Marte per far crescere l’Adonis amurensis, un fiore giallo simbolo di rinascita. La sua determinazione è dettata anche dalla volontà di ricongiungersi alla defunta madre, anch’essa astronauta, morta venticinque anni prima nello spazio. Il ritrovamento di un disco in vinile spezzato appartenuto alla madre, fa crescere in lei la voglia di ascoltare la musica del passato e per questo motivo, decide di cercare un posto che possa riparare il vecchio giradischi dei suoi genitori. Ed è proprio qui che incontra Jay, un ragazzo che lavora in un negozio di riparazioni di apparecchiature vintage. Tra loro scatta subito la scintilla che li porterà ad innamorarsi, anche se le loro vite si trovano ad un bivio: da un lato troviamo Jay, ormai disilluso dalla vita tanto da nascondersi dal mondo della musica, nel quale vorrebbe farne parte. Dall’altro lato, invece, Nan-Young sta per realizzare il suo sogno più grande. Il loro amore viene messo a dura prova quando Nan-Young viene finalmente scelta per guidare la quarta spedizione su Marte. Jay, spinto dalla paura di perderla, cercherà in tutti i modi di persuaderla a non partire, ma il desiderio di ritrovare anche una sola traccia della madre nello spazio, la spinge a salire su quella navicella. Da qui inizia la grande sfida del loro giovane amore, che verrà messo a dura prova non solo dalla distanza fisica ma anche da quella emotiva. Un viaggio interstellare pieno di sogni e speranze, con un finale che esplode in un turbinio di fiori e sentimenti.

Recensione
Lost in Starlight può sembrare il classico kdrama coreano, nel quale una giovane coppia s’innamora e affronta le sfide quotidiane che mettono a dura prova la loro unione. La prima parte, di fatti, si concentra sull’incontro tra i protagonisti e la nascita del loro dolce amore. Ben presto, però, la storia si evolve e diventa molto più di questo, andando a scavare nella profondità delle loro anime imperfette, fino a raggiungere luoghi che vanno ben oltre lo spazio in cui viviamo.
Personaggi e Ambientazione
La Seoul del 2051 si presenta come una città tecnologica che convive con il suo passato glorioso. Droni, treni superveloci e ologrammi s’intrecciano con oggetti vintage, come un giradischi o un disco in vinile spezzato. É in questo ambiente futurista e nostalgico che si muovono i nostri protagonisti, ossia due ragazzi diametralmente opposti, ma accomunati dalla ricerca della bellezza nel senso più puro del termine. Nan-Young insegue fin da piccola il mito della madre, famosa astronauta che ha partecipato alla prima spedizione su Marte, che aveva come obiettivo il ricreare un ambiente favorevole per far crescere i fiori. A causa di un avvenimento non del tutto precisato, la navicella sulla quale viaggiava esplode, uccidendo tutto l’equipaggio. Il padre di Nan-Young non crede del tutto alla morte della moglie e da oltre venticinque anni cerca di mettersi in contatto con lei, lasciando dei messaggi nello spazio e sperando che vengano un giorno ascoltati. In questo turbinio di emozioni, Nan-Young cerca di raggiungere la madre sia attraverso il lavoro da astronauta, portando avanti la sua opera lasciata a metà, sia attraverso l’ascolto della musica che amava. Non ammette distrazioni perché il suo obiettivo è andare nello spazio, ma il destino le pone davanti Jay e lì la sua vita prende una piega del tutto diversa. Jay è un sognatore che ha provato a tradurre in musica i suoi sentimenti e turbamenti. La sua insicurezza lo ha portato a non credere più in se stesso e a rinchiudersi in un negozio vintage, scappando dal suo talento e dal richiamo della musica. Nonostante sia un ragazzo disilluso, possiede ancora il dono di riconoscere la bellezza, trovandola nell’anima di Nan-Young.

La loro storia d’amore è semplice, dolce e sincera. Entrambi si trovano a dover fronteggiare un sogno: Nan-young lo vuole raggiungere a tutti i costi, mentre Jay si nasconde da esso. Nonostante ciò, ognuno rispetta il percorso di vita dell’altro, cercando di spronarsi a vicenda per tirare fuori il meglio di sé. Sono personaggi imperfetti e molto umani, la loro forza sta nell’ascoltarsi e nell’accettarsi così come sono. La loro intesa è talmente intima e tenera, che fa si che lo spettatore empatizzi con loro, creando un’affinità molto forte e reale. La loro relazione è accompagnata da una colonna sonora d’impatto che segue i loro sentimenti e le dinamiche della storia.

La seconda parte del film si concentra sul viaggio di Nan-Young nello spazio. Qui il Climax Studio ha dato il meglio di sé, realizzando un’animazione fluida e molto realistica. Lo spazio che ci viene presentato non è un nemico, ma una metafora che rappresenta la distanza tra quello che vorremmo essere e quello che siamo davvero, tra la speranza di raggiungere un obiettivo e il vuoto che un ricordo può provocare. Ogni sfumatura di colore va a pari passo con i sentimenti della protagonista, in un crescendo di tensione che esplode in un arcobaleno di fiori e colori. La Terra e Marte possono coesistere e fondersi per formare una nuova realtà, grazie all’amore che lega la giovane coppia, la cui forza supera la distanza interspaziale tra loro.
In Conclusione
Lost in Starlight si presenta come un film ben curato dal punto di vista visivo, i cui colori scintillanti ne fanno da padrone. Sebbene sia la prima produzione interamente coreana, il film mostra dei richiami sia allo Studio Ghibli che a Makoto Shinkai. Da Miyazaki, la regista ha preso spunto per la realizzazione di un’ambientazione poetica e sensibile; da Shinkai, invece, la capacità di combinare la musica con la fotografia, in un climax di tensione sentimentale. Nonostante ciò, rimane comunque un prodotto coreano e lo si evince dal modo di raccontare la storia d’amore, con quella sensibilità che troviamo soprattutto nei kdrama, tanto in voga in questo periodo.
La regista Han Ji-won, già nota per Clearer Than You Think, si conferma come una delle voci più promettenti dell’animazione coreana. La sua visione del mondo è minimalista ma efficace, in quanto abile a mostrare la parte fragile e autentica dei suoi personaggi. Non si perde in drammi “adolescenziali”, ma mette sempre al centro della scena i suoi protagonisti e i loro sentimenti. La sua opera è delicata, dolce e profonda che riesce ad emozionarci e a farci riflettere sulla bellezza dell’amore. Un esempio è come Nan-young, nonostante si trovi nello spazio, non smetta mai di tifare per il compagno e di spronarlo a tirare fuori il meglio di sé.
Il risultato finale è una favola romantica interspaziale, che racconta in modo semplice una storia d’amore, le cui dinamiche sono ben presenti nel panorama cinematografico. In alcuni punti la trama pecca di buchi narrativi, facendo percepire un cambio di registro quasi forzato per portare avanti la storia. Nonostante ciò, Lost in Starlight è un buon prodotto che ti permette di affezionarti ai suoi personaggi. La morale di questa storia è che la bellezza la si trova soprattutto nell’imperfezione, come in questo caso. In questo film.




