Macbeth è una delle tragedie più famose di William Shakespeare ed è stata oggetto di tantissimi adattamenti di ogni natura, dal cinema fino al fumetto, l’ultimo dei quali pubblicato da SaldaPress. Macbeth: Una storia di orrori è il titolo della storia scritta da Stefano Ascari e disegnata da Simone D’Armini che non vuole essere tanto una trasposizione fedele dell’originale quanto il racconto di una fiaba oscura, di una leggenda, che avrebbe ispirato il poeta nella stesura della sua celebre opera.

Salve a te, che sarai Re!
Nella Scozia medievale, Macbeth e Banquo sono due generali dell’esercito del re Duncan. Di ritorno verso casa, dopo una battaglia che li ha visti vittoriosi, si trovano di fronte tre streghe che pronunciano alcune profezie sul loro futuro. Poche parole che si insinuano nella mente dei due, in particolare di Macbeth, al quale è stato promesso un futuro regale e che, per far sì che si realizzi, dovrà necessariamente sporcarsi le mani e sacrificare ogni cosa, fino a perdere la propria umanità.
Nell’opera originale, Shakespeare voleva mettere in luce la natura malvagia degli uomini e come la sete di potere possa trasformare completamente un individuo, e lo faceva anche attraverso l’introduzione del sovrannaturale, che in questo fumetto è ancora più presente e acquisisce un ruolo centrale, sia nel dare il via alla vicenda che nella sua conclusione. I personaggi della storia sono come burattini nelle mani di tre streghe, anche chiamate le sorelle fatali, che con poche parole riescono a trascinare un uomo e un intero paese in una spirale di violenza e atrocità, ma che non sono le uniche forze interessate a Macbeth, sia dalla parte del bene che del male. Il design di queste tre creature è perfetto, ognuna diversissima dalle altre, ma tutte capaci di trasmettere una sensazione di malessere e malvagità assoluta. Lo stesso vale per gli assassini chiamati a uccidere i nemici del nuovo re e, in maniera opposta, per le forze messe in campo dagli avversari, un esercito di creature magiche che tenteranno di fermare la follia di Macbeth. Un contrasto messo in luce anche attraverso il colore, in una storia dove il rosso è onnipresente, a trasmettere una costante sensazione di tensione e malessere, e che solo verso il finale inizia a colorarsi anche di verde.

Compiere il proprio destino
Allo stesso modo, l’evoluzione dei personaggi principali è resa in maniera evidente tanto attraverso le loro parole che nel volto e nelle movenze. Il Macbeth che conosciamo nelle prime pagine è un uomo ambizioso ma stufo di combattere guerre, che vorrebbe solo godersi la pace con sua moglie e festeggiare la vittoria. Se inizialmente sembra titubante all’idea di compiere un assassinio, più avanti assume invece le fattezze di una bestia feroce, con gli occhi assetati di sangue e un’espressione sempre più mostruosa. Un percorso quasi inverso rispetto a quello di Lady Macbeth, che, con i suoi sussurri, spinge il marito a commettere il regicidio, ma finisce poi per provare repulsione per quello che sta accadendo, ossessionata da pensieri oscuri. Banquo, compagno d’armi e amico di Macbeth, pur essendo un soldato è forse il solo personaggio che potremmo definire buono e puro in questa storia, l’unico che comprende il pericolo portato dalle profezie e che cercherà di salvare la sua vita e, soprattutto, quella del figlio dalla ferocia del re.

Come affermato all’inizio, la tragedia di Macbeth, pur essendo ambientata in un tempo lontano e ricca di elementi fantastici, resta un racconto universale e atemporale su come l’ossessione per il potere possa portare un individuo a perdere ogni briciolo di umanità. Una caratteristica resa ancora più evidente in questo fumetto in una scena che coinvolge una delle streghe e che resta forse la più enigmatica del racconto. Il volume proposto da SaldaPress contiene infatti anche una postfazione dello stesso Stefano Ascari, in cui si accenna alla possibilità di tornare in futuro su questo aspetto (noi ne saremmo molto felici), e tantissimi studi dei personaggi e bozze di copertina commentate da Simone D’Armini. Che siate o meno estimatori dell’opera shakespeariana, vi consigliamo di non perdere Macbeth: Una storia di orrori.


