Giovanna Zucca torna in libreria con un nuovo capitolo dedicato alla celebre scrittrice inglese Jane Austen, dal titolo Miss Austen e il manoscritto scandaloso, edito da Fazi Editore. Più che un vero e proprio sequel del precedente Il mistero di Miss Austen, il romanzo è la continuazione di un viaggio letterario che unisce una precisa ricostruzione storica a una trama vibrante. Al centro della vicenda c’è un manoscritto scottante, capace di far tremare la facciata perbenista della borghesia inglese dell’epoca.

Trama
Londra, 1813. Subito dopo la pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen viene invitata a un esclusivo ricevimento della famiglia Wentham, desiderosa di conoscere la mente dietro il romanzo, nonostante sia stato stampato in forma anonima. Ospite nella capitale a casa del fratello Henry e della cognata Eliza, Jane si ritrova immersa nel cuore della Stagione londinese: è proprio durante questa serata, che riunisce le personalità più brillanti dell’alta società, che la scrittrice scopre l’esistenza di un testo clandestino, ritenuto altamente scandaloso per la morale dell’epoca.
A diffondere la voce è Euphemia Crowley che, oltre a possederne l’unica copia, insinua maliziosamente che l’autrice dell’opera sia proprio Jane. Quella stessa notte, però, il prezioso volume scompare nel nulla, gettando la donna nel panico. In seguito, Jane riesce comunque a leggerne una pagina grazie a Octavia Langford, la giovane protetta della celebre scrittrice Helena Fairleigh; le basta un’occhiata per rendersi conto che lo stile somiglia in modo impressionante al suo, risultando persino troppo moderno e tagliente per il tempo. A peggiorare le cose ci pensa Lord Redgrave, un cronista che alimenta i sospetti sulla paternità dell’opera attraverso i giornali scandalistici.
Sospirò… non era la storia a turbarla davvero, bensì il pensiero che qualcuno avesse concesso ai suoi personaggi ciò che lei aveva sempre negato loro: non la felicità, ma la libertà.
Il mistero del manoscritto si intreccia a doppio filo con un intrigo sentimentale che vede protagonisti la stessa Octavia e Thomas Wentham. Quest’ultimo è uno degli scapoli più ambiti e indomabili di Londra; dal canto suo Octavia si rivela una donna libera, intelligente e innamorata, decisamente troppo emancipata per i gusti del tempo. La sua è una figura che non desidera soltanto amare, ma intende cambiare le regole del gioco e prendere in mano il proprio destino.
Jane osserva e studia ogni minima sfumatura dell’alta società, decisa a proteggere il proprio anonimato e a fare luce sull’enigma. Il mistero di questo testo clandestino si trasforma così in una riflessione più profonda: cosa accade quando una donna rifiuta il ruolo di semplice spettatrice e sceglie di diventare l’autrice della propria vita?
Una giovane perbene che osa scegliere, che rifiuta di essere punita per il proprio sentimento e che sfida le convenzioni sociali con una serenità disarmante è ben più scandaloso di qualsiasi effusione appasionata, mia cara sorella.
Recensione
A oltre due secoli di distanza, il fascino di Jane Austen e del suo mondo che ha così accuratamente descritto è più vivo che mai, alimentato da continui adattamenti cinematografici, festival dedicati e dal ritorno di fiamma del Regency, seppur in chiave pop, in serie tv come Bridgerton. In questo panorama si inserisce la scrittrice italiana Giovanna Zucca che, da fiera e appassionata Janeite, trasforma la sua autrice preferita nella protagonista di una storia capace di fondere una meticolosa ricostruzione storica a una trama mystery dalle sfumature gialle, emulando con ironia l’inconfondibile stile austeniano.
Il più grande pregio del romanzo risiede proprio nella capacità dell’autrice di calarsi nelle atmosfere dell’epoca senza mai scivolare nella sua banale imitazione. La prosa è fluida, con dialoghi brillanti e ricchi di quel sottile sarcasmo che gli amanti della Austen conoscono bene. In questo contesto, la Londra del 1813 non fa da semplice sfondo, ma vive attraverso le dinamiche dei salotti e la costante pressione delle convenzioni sociali. A convincere particolarmente è la gestione dei personaggi storici: l’autrice ambienta la vicenda subito dopo la pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio, dato alle stampe in forma anonima dall’editore Thomas Egerton, quando il nome di Jane aveva già iniziato a circolare nei salotti. Zucca tratteggia una Jane Austen arguta e vitale, mossa da una curiosità intellettuale, dotata di uno sguardo acuto e di una lingua affilata come un rasoio, che le permette di diventare l’osservatrice più lucida della società che la circonda. La figura di Henry Austen, invece, è tratteggiata come quella di un fratello affettuoso e complice, in perfetta armonia con la moglie Eliza. Nota per il suo spirito cosmopolita e anticonformista, avendo vissuto i drammi della Rivoluzione Francese, Eliza offre a Jane i consigli perfetti per muoversi tra le insidie della mondanità londinese. Accanto a loro, i personaggi d’invenzione completano l’affresco, a partire da Octavia Langford. Attraverso di lei, una donna intelligente e desiderosa di fare le proprie scelte in autonomia, l’autrice non mette in scena una banale o anacronistica ribellione, bensì una lucida e sofferta consapevolezza dei limiti imposti al proprio genere, regalando al lettore un potente messaggio di emancipazione.
Ma cos’ha di così scandaloso questo misterioso testo da agitare così tanto i salotti? Il manoscritto è considerato oltraggioso non per la descrizione di scene erotiche, ma per la natura dei personaggi intrinsecamente sovversiva: è audace e spaventosamente sincero nel mettere a nudo le ipocrisie che soffocano l’indipendenza individuale. Il vero elemento di rottura, che accende l’indagine di Jane, è che lo stile dell’opera somiglia in modo impressionante ai suoi romanzi. Diventa così una minaccia diretta al suo anonimato. L’autrice trasforma un elemento tipico del genere mystery in una potente metafora sul potere della verità: la scrittura si rivela l’unico mezzo capace di far tremare le reputazioni e rompere l’impalcatura puritana della borghesia dell’epoca.
In definitiva, Miss Austen e il manoscritto scandaloso si rivela una lettura piacevole e straordinariamente scorrevole. Il romanzo è un atto d’amore dell’autrice verso l’universo austeniano, capace non solo di descrivere un’epoca, ma anche di far riflettere e sensibilizzare su tematiche femminili che ancora oggi è fondamentale ricordare e difendere. Ne emerge un potente messaggio di emancipazione che risuona modernissimo, pur restando strettamente fedele allo spirito del tempo.
Il libro lo potete trovare qui
Autrice
Giovanna Zucca (Chivasso, 15 agosto 1964) è una scrittrice italiana e infermiera. Residente a Treviso, lavora come infermiera strumentista di sala operatoria e, parallelamente, ha portato avanti gli studi accademici laureandosi in Filosofia e teoria del pensiero presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo esordio letterario avviene nel 2011 con il romanzo Mani calde, che ottiene ottimi riscontri di critica e vince, l’anno successivo, il Premio Rhegium Julii Opera Prima. Da sempre appassionata “Janeite“, l’autrice ha dedicato gran parte della sua produzione successiva proprio alla figura di Jane Austen. Il suo secondo romanzo, Una carrozza per Winchester (2013), ispirato direttamente agli ultimi mesi di vita della scrittrice inglese, riceve una menzione d’onore al Premio Merck Serono 2014. Successivamente, la Zucca mette nuovamente l’amata autrice britannica al centro di Il segreto di Miss Austen, uscito nel 2025. Con il recente Miss Austen e il manoscritto scandaloso, firma il suo terzo romanzo incentrato su questa icona della letteratura, consolidando un fortunato sodalizio con la casa editrice Fazi Editore, che ha pubblicato tutte le sue opere.



