Si sa, la Marvel da Civil War di Mark Millar in poi ci ha abituato a numerosi crossover annuali, alcuni più riusciti, altri meno. Tuttavia la sensazione che il lettore prova davanti a questi crossover è spesso la loro impalpabilità, ovvero l’assenza di vere conseguenze di lungo periodo degli eventi narrati sullo status quo Marvel. Sarà così anche per One World Under Doom? Per scoprirlo on vi resta che continuare a leggere.
Ciò che è certo è che non era così ai tempi dalla già citata prima guerra civile tra supereroi, che poi ha avuto strascichi importanti che hanno a loro volta portato a Secret Invasion prima e Dark Reign poi. Ai tempi infatti si aveva la sensazione che ciò che si leggeva contava e avrebbe avuto un peso nel futuro dell’universo condiviso.
Ma è almeno dai tempi del bellissimo ma anche molto discusso Secret Wars di Hickman (2015), fatta forse eccezione per il comunque centrato King in Black, e per il divisivo Secret Empire, che i crossover sono sembrati più deboli, auto referenziali e circoscritti nelle loro conseguenze.
Lo stesso non si può dire di Blood Hunt invece, che ideato da Jade Mckay (Moon Knight, Avengers) che pur essendo decisamente splatter e action, non solo era assai godibile, ma anche e soprattutto, gravido di conseguenze.
Ripartiamo proprio da Blood Hunt e con qualche spoiler sull’evento, recentemente pubblicato in Italia da Panini, per parlarvi del futuro dell’universo Marvel targato One World Under Doom!

Gli errori si pagano
La terra si è da poco ripresa da una terribile invasione su scala globale di vampiri. Per maggiori informazioni non vi resta che leggere Blood Hunt, che trovate in spillato sia in versione regular che red band per gli stomaci forti. Ma, non tutto è andato come doveva andare. Nel senso che gli eroi hanno vinto, ma hanno anche perso. Questo perché per sconfiggere i vampiri, ci si è dovuti affidare a Destino.
Destino infatti, era l’unico preparato contro l’invasione dei vampiri, avendo predisposto uno scudo intorno al suo dominio personale Latveria. Doctor Strange, che ha subito le peggiori conseguenze immaginabili durante il crossover (di nuovo) nella sua forma astrale è andato da Doom, chidendogli aiuto. I due hanno stretto un patto, Strange avrebbe ceduto il titolo di Stregone Supremo a Doom (già noto per le sue capacità di stregone) finché questo non avesse “reso sicura la terra”. Il problema? Quando una società o in questo caso la Terra è davvero sicura?

La società del rischio
Si sa, quando si firma un contratto il diavolo è nei dettagli. Doom infatti, rifiuta di restituire il titolo a Strange perché la Terra non è ancora davvero sicura. Come potrà diventarla davvero? Unificandola sotto il pugno di Doom con il Dottor Destino appunto, che diventerà Imperatore della terra.
Senza voler fare troppi spoiler quindi vi diciamo le nostre impressioni sul primo numero, uscito a Febbraio negli Usa. Personalmente abbiamo letto fino al due, ma addentrarci troppo significherebbe rovinarvi la lettura su una storia che in Italia deve essere ancora pubblicata, quindi ci manterremo su considerazioni di carattre abbastanza generale.

Il crossover
Partiamo dal “superfluo”. Ci sono varie serie parallele che in Italia verrano con tutta probabilità pubblicate su brossurati compendium alla serie pubblicata in spillato su Marvel Crossover (visti i precedenti). Noi ne abbiamo lette tre.
Doctor Strange of Asgard, con Doctor Strange che diventa stregone supremo di Asgard, ci viene da dire solo per fan duri e puri del personaggio. Hulk Rosso di Benjamin Percy, abbiamo letto il primo numero con Hulk Rosso imprigionato da Doom e molto arrabbiato, solo per chi cerchi una storia molto ”tamarra” per passare dieci minuti. Poi la nuova miniserie dedicata alla Strange Accademy, probabilmente la più godibile per il suo tono dark e i bellissimi disegni di Pasqual Ferry. Non sono gli unici tie-in, ma questi sono probabilmente i più “importanti”.
La miniserie in se One World Under Doom, di Ryan North (Fantastici 4) è invece una delle cose più belle in fatto di crossover da un po’ di tempo a questa parte in Marvel.
Brutale, epica, Destino ruba la scena architettando un piano tanto “classico” quanto ben orchestrato. Il suo colpo di mano lo potremmo definire un vero e proprio fait a complit, che mette gli avversari di fronte al fatto compiuto e sostanzialmente incapaci di reagire.
La cosa bella? Il modo in cui Destino ce la fa, ovvero sfruttando le divisioni tipiche del sistema internazionale. Questo è per definizione anarchico, mettendo al centro gli Stati, che non riconoscono nessuna entità superiore a loro stessi in termini di sovranità. Il caro vecchio Dottore invece, proprio volendo abolire ogni guerra e pacificare il mondo rende i diversi stati province del suo Impero, e i vari primi ministri e cancellieri governatori delle sue province, purché questi riconoscano la sua indiscussa autorità. Chi invece non dovesse farlo rischia davvero grosso.
Ovviamente, ci saranno forme di resistenza, ma Doom in qualche modo, con sostituzioni e omicidi mirati, sembra essere sempre un passo avanti a tutti portando avanti la sua grande strategia verso il potere assoluto.

Le nostre impressioni
Si nota prima di tutto il ritorno di una programazione di più ampio respiro. Certo, c’è indirettamente l’influenza del MCU e del ruolo che in questo avrà Destino. Ma One World Under Doom, non sembrerebbe essere il solito crossover buttato lì, ma un arco narrativo gravido di conseguenze e ben orchestrato.
Gode infatti di una scrittura superba e di disegni pazzeschi, di R.B. Silva, vedere per credere. North è amato e odiato per il suo ciclo sui Fantastici 4, che presto sarà rilanciato negli Usa sempre con lui al timone ma con i disegni di Ramos, ma questo crossover è davvero ben centrato e riuscito.
La qualità la testimonia anche il numero di vendite del numero 1, già in ristampa negli Usa. Se è pur vero che le vendite non sono sempre sinonimo di qualità, beh in questo caso ci sentiamo assolutamente di affermare il contrario. Se poi, come affermato da Marvel, il crossover avrà conseguenze di lungo periodo e non si esaurirà nell’arco di cinque numeri canonici, allora avremo davanti qualcosa di davvero meritevole, per una volta.
One World Under Doom è quindi una distopia dai toni oscuri ma anche tremendamente attuali, con Doom nei panni di un Leviatano di hobbesiana memoria. Una riflessione sul potere senza sconti un nuovo status quo per l’universo Marvel!


