Il ritorno di Resident Evil sul grande schermo porta la firma del regista Zach Cregger, e a quanto pare stiamo per assistere a qualcosa di brutalmente slegato dalle precedenti incarnazioni cinematografiche. Se i vecchi film si limitavano a inserire a forza personaggi iconici in trame discutibili, questa nuova pellicola prende una strada inedita e molto più survival. E la cosa più folle? Come notato da ComicBook.com, due dei mostri più spaventosi affrontati dal protagonista non provengono dal bestiario di Capcom, ma sembrano letteralmente strappati da altri due capolavori del gaming.
Attenzione! Seguono possibili spoiler! Proseguite nella lettura a vostro rischio e pericolo.
Un mostro in puro stile Inside
Il nuovo Resident Evil ci mette nei panni di Bryan, interpretato da Austin Abrams, un corriere medico inviato a Raccoon City per consegnare un pacco cruciale all’ospedale. Il caos esplode quando investe una donna su una strada innevata. Da lì, inizia un incubo a occhi aperti in cui Bryan, un protagonista totalmente impreparato (un tocco che rende il film paradossalmente più vicino alle sensazioni di impotenza dei primi survival horror), si ritrova braccato senza sosta.
La donna investita non solo sopravvive, ma cerca di ucciderlo. In una sequenza di puro body horror, il suo corpo si fonde con il cadavere di un uomo sfruttando dei grotteschi viticci carnali, creando un’enorme massa rotolante di parti umane. Non c’è nulla di esattamente identico nei giochi originali di Resident Evil, ma chi ha giocato a Inside (l’acclamato titolo di Playdead uscito nel 2016) riconoscerà subito l’influenza dell’inquietante creatura finale, nota come l’Huddle. Proprio come nel puzzle-platform, la mostruosità del film continua a inglobare vittime e a crescere a dismisura, inseguendo implacabilmente il nostro corriere fino ai corridoi dell’ospedale.
L’incubo nell’ascensore: un omaggio a Left 4 Dead
Arrivato all’ospedale di Raccoon City con il campione necessario per una potenziale cura, Bryan cede alla stanchezza. Dovendo raggiungere i piani alti di una struttura ormai devastata, sceglie di prendere l’ascensore invece delle scale. Pessima idea. Dal tetto della cabina inizia a piovere acido corrosivo.
Alzando lo sguardo, si ritrova faccia a faccia con un mostro grottesco che vomita un fluido in grado di sciogliere letteralmente l’intero ascensore. L’ispirazione qui urla Left 4 Dead a pieni polmoni. Il design grassoccio e ripugnante ricorda l’iconico Boomer, mentre l’abilità letale di secernere e sputare bile acida è un chiaro richiamo alla Spitter. Anche in questo caso, la creatura non fa parte del lore di Resident Evil, ma l’impatto visivo centra perfettamente il bersaglio.
Un body horror che funziona alla perfezione
Potrebbe sembrare un azzardo inserire mostri “alieni” al franchise per un adattamento tanto atteso, ma la verità è che queste aberrazioni si incastrano alla perfezione nel macabro universo di Resident Evil. L’infezione mostrata nel film di Zach Cregger richiama in modo evidente i letali parassiti visti in Resident Evil 4 e Resident Evil 5.
Accanto ai classici cani mutanti (presenti e letali fin dai primi minuti) e ad altre mostruosità canoniche, l’introduzione di una palla di carne umana e di un mutante sputa-acido dimostra che Cregger ha capito esattamente quale livello di disgusto e terrore richieda un adattamento horror. E per i fan dei videogiochi, è un brutale omaggio a tutto tondo al genere survival.



