Blizzard Entertainment riporta in vita StarCraft, ma cambiando genere. Il nuovo gioco, che si intitola semplicemente StarCraft, arriverà nel 2030 e sarà uno sparatutto open world: un tipo di produzione che lo studio californiano, oggi parte del gruppo Microsoft insieme al resto di Activision Blizzard, non ha mai realizzato nella sua storia.
L’annuncio è arrivato durante la cerimonia di apertura del BlizzCon 2026, la convention che l’azienda dedica ai propri marchi e che funziona da vetrina principale per le novità dell’anno. Il reveal ha chiuso settimane di indiscrezioni, alimentate anche da un teaser comparso sul sito ufficiale della serie: nel codice della pagina alcuni utenti avevano trovato messaggi nascosti che collocavano la vicenda circa settant’anni dopo gli eventi di StarCraft II: Legacy of the Void.
Cosa si è visto (e cosa manca)
Per ora Blizzard ha mostrato soltanto un trailer in computer grafica, senza una riga di gameplay. Si vede un soldato che si addestra, indossa l’armatura, viene calato su un pianeta alieno e comincia a combattere. Finisce le munizioni e muore in pochi secondi, in una scena che serve a ribadire quanto sia spietato questo universo. Non è stato chiarito nemmeno se l’azione si svolgerà in prima o in terza persona, e con una finestra di lancio così lontana è probabile che i dettagli concreti arrivino con calma. Le informazioni sono state diffuse dalla testata americana Polygon, presente all’evento.
Una serie ferma da quasi dieci anni
Vale la pena ricordare il peso del marchio. StarCraft debutta nel marzo 1998 e nel dicembre dello stesso anno riceve l’espansione Brood War: è uno dei titoli che costruiscono la reputazione di Blizzard prima dell’arrivo di World of Warcraft. In Italia la strategia in tempo reale è sempre rimasta un genere di nicchia, mentre in Asia, e in Corea del Sud in particolare, StarCraft è diventato un fenomeno televisivo e uno dei pilastri degli esport. Il seguito, StarCraft II: Wings of Liberty, esce solo nel 2010, seguito dalle espansioni Heart of the Swarm nel 2013 e Legacy of the Void nel 2015. Dopo il DLC Nova Covert Ops del 2016 e la riedizione StarCraft: Remastered del 2017 il marchio si è praticamente fermato. Nel frattempo diversi spin-off sono naufragati, dallo sfortunato StarCraft: Ghost a uno sparatutto interno noto con il nome in codice “Ares”.
Uscita e mercato italiano
Al momento non risultano annunci su piattaforme, prezzo, localizzazione italiana o data precisa: l’unico riferimento è il 2030. Trattandosi di una produzione Blizzard, è ragionevole attendersi una distribuzione internazionale in contemporanea, ma finché l’azienda non parla resta una previsione.
Il salto dalla strategia allo sparatutto è il vero nodo: nei prossimi anni si capirà se la community storica accetterà di vedere il proprio universo da dietro le spalle di un singolo soldato.



