NerdPoolNerdPoolNerdPool
  • Il Mio NerdPool
  • Serie TV
  • Film
  • Anime
  • Fumetti
  • Manga
  • Videogiochi
  • Libri
  • Tech
Stai Leggendo: STEPHEN KING E IL CINEMA: quando l’adattamento cinematografico fa infuriare l’autore
Condividi
Le novità per te! Mostra Altro
NerdPoolNerdPool
  • Il Mio NerdPool
  • Serie TV
  • Film
  • Anime
  • Fumetti
  • Manga
  • Videogiochi
  • Libri
  • Tech
Cerca
  • Il Mio NerdPool
  • Serie TV
  • Film
  • Anime
  • Fumetti
  • Manga
  • Videogiochi
  • Libri
  • Tech
Seguici
News, recensioni, interviste, curiosità e tanto altro!!! Copyright © 2026 - nerdpool.it - Vietata la riproduzione | Contattaci: info@nerdpool.it
NerdPool > Blog > Film > STEPHEN KING E IL CINEMA: quando l’adattamento cinematografico fa infuriare l’autore
FilmIn EvidenzaLibri

STEPHEN KING E IL CINEMA: quando l’adattamento cinematografico fa infuriare l’autore

Ilaria Derosa
16 Giugno 2026
Condividi
10 Min
Condividi

Il legame che unisce Stephen King all’industria cinematografica è una delle storie d’amore e odio più affascinanti e complesse: con oltre 100 adattamenti tra film e serie TV, King è sicuramente lo scrittore vivente dal quale il cinema ha tratto la maggior ispirazione. Alcune opere sono state ampiamente apprezzate dall’autore, come Le ali della libertà, Il miglio verde o Stand by Me, in quanto i registi sono riusciti a catturare l’umanità e i legami sociali che fanno da collante alle sue storie. Per altre, invece, King ha espresso pubblicamente un forte disappunto, arrivando persino a fare causa ad alcune case di produzione per far rimuovere il proprio nome dai titoli di testa.

Scopriamo insieme i tre casi più emblematici!

THE SHINING di Kubric: una bellissima Cadillac senza motore

Il rapporto tra Stephen King e l’adattamento cinematografico di Shining (1980), diretto da Stanley Kubrick, rappresenta uno dei più famosi e longevi dissidi artistici della storia del cinema. Nonostante il film sia universalmente considerato un capolavoro, King lo ha sempre detestato apertamente, dichiarando: Penso che The Shining sia un film bellissimo, ha una fotografia fantastica ma è come se fosse una grande, bellissima Cadillac senza motore al suo interno. È troppo freddo. Non c’è alcun investimento emotivo nei personaggi. Certe volte mi sento come se avessi dato a Stanley Kubrick una granata radiocomandata e lui ci si fosse buttato sopra eroicamente per proteggere tutti gli altri (snaturandola)..

- PUBBLICITÀ -
Ad image

Ma da dove nasce tutto questo risentimento? Il problema di fondo risiede nel modo in cui i due artisti concepiscono la vita: King crede fermamente nella redenzione, nel calore umano, nel bene che combatte il male e nella realtà del soprannaturale. Kubrick, al contrario, era un regista cinico, razionale, freddo e profondamente nichilista. Inoltre, non credendo ai fantasmi dell’hotel, riteneva che l’orrore risiedesse esclusivamente nella mente umana. Per questo motivo, King si sentì derubato dell’anima della sua storia quando constatò gli enormi cambiamenti effettuati dal regista:

  • l’hotel: nel romanzo, l’Overlook Hotel è un’entità malvagia vivente che possiede e corrompe Jack, uomo fondamentalmente buono. Kubrick eliminò il sovrannaturale per trasformare la storia in un horror psicologico e in una tragedia domestica.
  • La follia di Jack Torrance: nel libro, Jack è un eroe tragico che combatte contro l’alcolismo e l’albergo prima di cedere. Nel film, invece, Jack sembra pazzo fin dalla prima scena, annullando la drammaticità della sua graduale caduta nella follia. Lo stesso King ha dichiarato: Il personaggio di Jack Torrance non ha alcun arco narrativo in quel film! Tutto quello che fa Nicholson è diventare ancora più pazzo. Nel libro, invece, è un uomo che lotta per la propria sanità mentale e alla fine la perde..
  • la figura di Wendy: King definì la Wendy interpretata da Shelley Duvall come “una delle donne più misogine mai apparse sullo schermo”. Nel romanzo Wendy è una donna forte e indipendente, mentre nel film è ridotta a una vittima urlante e sottomessa.
  • la metafora finale: il romanzo si chiude con il fuoco, che per King rappresenta la distruzione del male e la redenzione del protagonista. Il film si conclude invece nel ghiaccio, simbolo della totale mancanza di speranza e della vittoria della follia. Lo stesso King dice: il libro è caldo, il film è freddo. Kubrick non riusciva a credere nel soprannaturale, quindi ha trasformato tutto in una storia di fantasmi in cui i fantasmi non esistono, ma sono solo nella testa del protagonista

Il disprezzo di King fu tale che nel 1997 sceneggiò e produsse una sua miniserie TV di Shining per la ABC, fedelissima al libro, che fu però stroncata dalla critica. Una parziale riappacificazione è avvenuta solo nel 2019, grazie al regista Mike Flanagan e al film Doctor Sleep (sequel di Shining), che è riuscito a fondere gli elementi del romanzo di King con l’estetica del film di Kubrick, ricevendo il plauso finale dello scrittore.

IL TAGLIAERBE di Brett Leonard e la storica causa legale

Il Tagliaerbe (The Lawnmower Man) è un thriller fantascientifico cyberpunk del 1992 diretto da Brett Leonard, con protagonisti Pierce Brosnan e Jeff Fahey. La pellicola rappresenta uno dei casi legali più bizzarri di Hollywood, poiché fu distribuito inizialmente con il titolo “Stephen King’s The Lawnmower Man” nonostante non avesse quasi nulla in comune con il racconto originale dello scrittore.

- PUBBLICITÀ -
Ad image

Il film nacque originariamente da una sceneggiatura autonoma intitolata CyberGod e la casa di produzione New Line Cinema, che deteneva i diritti di un vecchio e breve racconto di Stephen King del 1975 intitolato Il tagliaerbe, decise di fondere i due progetti solo per motivi commerciali. Gli sceneggiatori si limitarono a inserire un protagonista che tagliava l’erba, spacciando l’intera pellicola come un’opera dell’autore per attirare il pubblico. Furioso per l’inganno ai danni dei lettori, King intentò una causa legale storica (che prese il nome di King v. Innovation Books). Il giudice gli diede ragione, decretando che la dicitura “Stephen King’s” sulla locandina fosse una frode commerciale e ordinandone la rimozione. Quando la major tentò di reinserire il nome di King nelle edizioni home video, il tribunale la condannò per oltraggio alla corte, minacciando una multa da 10.000 dollari al giorno fino alla totale cancellazione del nome dell’autore dai crediti.

Nonostante le polemiche, il film ottenne un ottimo successo commerciale, incassando all’epoca oltre 30 milioni di dollari. La pellicola fu un’opera pionieristica grazie all’uso massiccio della computer grafica (CGI) in 3D per rappresentare il mondo virtuale. Sebbene oggi quegli effetti digitali appaiano estremamente primitivi, nel 1992 stupirono il pubblico, anticipando di diversi anni i concetti visivi che avrebbero poi reso celebre la saga di Matrix.

LA TORRE NERA di Nikolaj Arcel: un’occasione sprecata

La Torre Nera (The Dark Tower), uscito nelle sale nel 2017 e diretto dal regista danese Nikolaj Arcel, rappresenta uno dei fallimenti commerciali più clamorosi tra le trasposizioni delle opere di Stephen King. La pellicola, con protagonisti Idris Elba e Matthew McConaughey, ha provato a riassumere una monumentale saga letteraria composta da ben 8 romanzi, scritti nell’arco di oltre trent’anni, in un film di soli 95 minuti. Il risultato finale? Un disastro!

King ha spiegato apertamente i motivi del fallimento del film in diverse interviste, ammettendo di aver avuto forti dubbi sul progetto fin dall’inizio. Innanzitutto, il mondo descritto nei libri è spietato, brutale e cupo. La decisione della Sony Pictures di imporre un visto di censura PG-13 (vietato ai minori di 13 anni non accompagnati) per scopi commerciali ha completamente snaturato l’anima originale della storia: il comportamento umano e la violenza grafica, elementi centrali nei romanzi, sono stati totalmente ripuliti per creare un fantasy d’azione adatto alle famiglie. Inoltre, lo scrittore non ha apprezzato la struttura narrativa scelta dagli sceneggiatori, che hanno fatto iniziare la pellicola praticamente a metà della saga, disorientando i fan e lasciando perplesso il grande pubblico. Cercare di comprimere un’opera monumentale di oltre 3000 pagine in un film così breve significa dover sacrificare quasi tutto, riducendo la trama a un banale scontro tra il bene e il male.

Ma c’è un lieto fine. Il regista Mike Flanagan ha acquisito i diritti della saga e sta sviluppando un progetto colossale insieme ad Amazon MGM Studios. L’obiettivo dichiarato di Flanagan è chiarissimo: cancellare lo smacco del 2017 attraverso la produzione sia di una serie tv divisa in cinque stagioni (per coprire l’intera epopea dei libri), sia di due lungometraggi cinematografici (per narrare gli eventi e gli approfondimenti più imponenti della saga). Stephen King ha letto la sceneggiatura e ne è rimasto entusiasta: l’autore ha dato la sua totale benedizione a Flanagan, rassicurato dal fatto che il regista abbia promesso di iniziare esattamente come il primo libro (L’ultimo cavaliere), rispettando la violenza, l’oscurità e i toni da western distopico che il film aveva censurato. La prima stagione dovrebbe uscire tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028; non ci resta che aspettare!

ARGOMENTI:stephen king
Condividi Questo Articolo
Facebook LinkedIn Telegram Copia Link
Condividi
Articolo Precedente Tom Hiddleston a Pompei: Trailer e Data d’Uscita della Nuova Serie Disney+
Prossimo Articolo Toy Story 5: Un’operazione nostalgia (fin troppo) già vista
Nessun commento Nessun commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scelti per te

Toy Story 5: Un’operazione nostalgia (fin troppo) già vista
Il Signore degli Anelli: Anya Taylor-Joy entra nel cast de “La Caccia a Gollum”!
Giornate degli Autori: confermati Francesco Ranieri Martinotti e Giacomo Durzi ai vertici
Locarno Film Festival 2026: ad Asia Argento il premio alla carriera Life Achievement Award
MUBI FEST Napoli 2026, aperte le prevendite per la nuova edizione!
Al Casilino Sky Park la nuova edizione di Cinema sul Tetto – Visioni Periferiche, il primo cinema sospeso d’Italia
Ferzan Ozpetek ha iniziato le riprese del suo nuovo film!

Altro dal Multiverso di NerdPool

FilmIn Evidenza

Garda Cinema Film Festival chiude la sesta edizione con record di pubblico e sale gremite

Nicole Coscia
Nicole Coscia
4 Min
Film

Svelate le prime immagini di “The Love Hypothesis – Il teorema dell’amore”, in arrivo su Prime Video il 23 settembre

Nicole Coscia
Nicole Coscia
3 Min
Film

James Bond 26: Amazon MGM svela i nomi chiave per il rilancio del franchise

Davide Sangalli
Davide Sangalli
4 Min

WE ARE NERDPOOL

  • Scrivi per NerdPool.it
  • Collaborazioni
  • Chi Siamo
  • Contattaci
  • Note Legali

HOT

  • RECENSIONI
  • INTERVISTE
  • EDITORIALI
NerdPoolNerdPool
Seguici
News, recensioni, interviste, curiosità e tanto altro!!! Copyright © 2026 - nerdpool.it - Vietata la riproduzione | Contattaci: info@nerdpool.it
Welcome Back!

Sign in to your account

Username e Email
Password

Hai dimenticato la password?