Quando Jeff Lemire e Andrea Sorrentino hanno annunciato l’arrivo de Il Mito del Frutteto di Ossa, il loro universo narrativo horror, c’erano grandi aspettative per questo progetto. Un insieme di storie autoconclusive legate da un fil rouge che componevano un puzzle inquietante da svelare man mano. Dopo un breve preludio uscito per il Free Comic Book Day del 2022, Bao Publishing ha portato in Italia tutte le storie, ovvero Il passaggio, Diecimila piume nere e ora Tenement, purtroppo l’ultimo tassello. Infatti, come dichiarato dagli autori, il progetto è andato a chiudersi con questo volume, dieci numeri di puro terrore che hanno mostrato finalmente la natura del male e risposto a tante domande rimaste in sospeso. Una conclusione arrivata a malincuore troppo presto, ma con un grande fumetto horror che vi inquieterà per giorni.

Un palazzo, sette inquilini
In un condominio di Toronto vivono sette inquilini, ignari degli oscuri segreti che nasconde l’edificio, almeno fino a quando la morte di uno di loro, Felix, comincia a farli precipitare in un incubo. Amanda, Isaac, Justin, Tanya, Bob e Gary, persone che abitano vicine ma che quasi non si conoscono e che devono in qualche modo fare fronte comune quando le porte dell’abisso si spalancano davanti ai loro occhi. L’intero edificio si ritrova infatti trasportato in un paesaggio oscuro e tenebroso, mentre l’appartamento dell’uomo deceduto si rivela l’unica possibile via di fuga e la porta d’ingresso per una lunga scalinata che conduce nell’oscurità.

Tenement è quindi prima di tutto una storia corale, fatta di personaggi molto diversi tra loro e tutti ben approfonditi dalla sapiente penna di Jeff Lemire. Man mano che si scende nell’abisso, infatti, ogni maschera scompare e impariamo a conoscere ognuno di loro, nel bene e nel male. Amanda lavora come infermiera e vive con suo figlio Isaac, un ragazzino che sembra l’unico in grado di vedere oltre la realtà sin dall’inizio; Justin trascorre le giornate in cortile spacciando ai ragazzi della zona e ha una cotta per Tanya, una musicista che si rifornisce da lui e con la quale passa spesso le notti, ma che non è intenzionata ad avere una relazione; Bob deve prendersi cura della moglie malata ma non riesce a pagare i debiti e spreca i pochi soldi che ha con le scommesse sperando in un colpo di fortuna; infine c’è il custode del parcheggio Gary, che vive solo e si mostra scontroso con tutti, soprattutto con Felix. Quest’ultimo è il più misterioso e nessuno lo conosce realmente, come scopriranno a loro spese una volta entrati nella sua abitazione.
L’edificio in cui abitano i sette personaggi è lo scenario di quasi tutta la storia, ma l’orrore e i segreti che nasconde sono talmente vasti e inaspettati che ogni capitolo è come se fosse ambientato in un mondo a parte. Si passa così da scene che possono dare un senso di claustrofobia a paesaggi sconfinati e al tempo stesso raccapriccianti, che sembrano senza via di fuga.
La natura del male
Le storie precedenti di questo universo narrativo avevano mostrato solo piccoli scorci del mito che le legava, mettendo in scena trame completamente slegate, discorso che in parte vale anche per Tenement. Chi decidesse di approcciarsi al Mito del Frutteto di Ossa con questo volume si troverebbe, infatti, a leggere una storia che ha un inizio e una conclusione ben definita, ma per gli altri sarà bello ritrovare nelle rivelazioni degli ultimi numeri tutti i semi piantati in precedenza. Si delinea così un mondo dominato da divinità oscure e da una figura ancestrale, le cui origini appaiono chiare così come il piano che coinvolge i sette protagonisti della storia. Purtroppo, molti elementi restano solo nominati e mostrati in poche tavole, lasciandoci con l’amaro in bocca pensando a quelli che potevano essere i prossimi volumi di questo universo.

Complici le sempre incredibili tavole di Andrea Sorrentino, maestro assoluto nell’evocare l’orrore, colorate in maniera eccellente da Dave Stewart, la storia non ci lascia mai respirare, presi tra la voglia di andare avanti e una sensazione di crescente terrore davanti ai pericoli che affrontano i personaggi. Abbiamo elogiato il talento di Sorrentino in tante occasioni, soprattutto la sua continua sperimentazione nella costruzione delle tavole, e anche Tenement non fa eccezione, portando il lavoro del disegnatore a un livello sempre più alto.
In conclusione, se amate l’horror Il Mito del Frutteto di Ossa è un progetto imperdibile. Dopo le collaborazioni su Gideon Falls e Primordial, questi tre volumi sono stati in qualche modo la consacrazione per Lemire, Sorrentino e Stewart e, malgrado la chiusura anticipata, restano tra i migliori fumetti di questo genere usciti negli ultimi anni. Il nostro consiglio è di partire da Il passaggio e recuperarli tutti.


