In occasione dell’uscita italiana delle prime raccolte in volume, torniamo anche qui sul sito a parlarvi del rinato universo Ultimate di casa Marvel, partendo da Ultimate Spider-Man, la serie scritta da Jonathan Hickman e disegnata da Marco Checchetto e David Messina.

Riprendersi i poteri
Sulle pagine di Ultimate Invasion, lo stesso Hickman ha piantato i primi semi di questa nuova realtà, mostrandoci come il Creatore, l’alter-ego malvagio di Reed Richards, sia approdato su Terra-6160 e ne sia diventato in qualche modo il dominatore assoluto, decidendo prima di tutto di sbarazzarsi alla radice di tutti quei supereroi che negli altri universi lo hanno sempre ostacolato. È intervenuto infatti sulla linea temporale per impedire, ad esempio, che i raggi cosmici potessero dare i poteri ai Fantastici Quattro o che un ragno radioattivo mordesse un ignaro studente. Come raccontato nella miniserie, però, qualcuno si sta opponendo al Creatore per ripristinare la realtà. In questo scenario si inserisce perfettamente Ultimate Spider-Man, che ci presenta un protagonista molto diverso a quello a cui siamo abituati, sposato e con due figli.
Peter è felice con la sua famiglia e ignora completamente come sarebbe potuta essere la sua vita senza l’intervento del Creatore. Tutto cambia quando un giovane Tony Stark si presenta di fronte a lui, per raccontargli la verità e consegnargli una tuta stealth. Peter capisce allora che è arrivato il momento di essere l’eroe di cui il mondo ha bisogno e che non è potuto essere per vent’anni, ma sarà tutt’altro che facile abituarsi a un cambiamento così grande.

Il rapporto con la famiglia
La scelta di Jonathan Hickman di avere un Peter sposato e con una famiglia accontenta sicuramente tutti quei lettori che chiedono da tempo una svolta nella vita del personaggio anche nell’universo canonico (e una volta sembravamo esserci vicini…vi ricordate Mefisto?), ma l’abilità maggiore dello scrittore, ben evidente in questi primi sei numeri, è quella di costruire una versione sia innovativa di Spider-Man e di tutti i comprimari che gli gravitano intorno, che in qualche modo simile e rispettosa della sua storia.
Ad esempio, il protagonista è un Peter adulto ma che, nell’indossare il costume per la prima volta, sembra come quel ragazzo alle prime armi, nella sua cameretta, che capisce di avere poteri straordinari, non ha neanche un nome da battaglia e indossa un costume sgangherato. Le dinamiche familiari, invece, sono qualcosa di relativamente nuovo per il personaggio e i rapporti tra genitori e figli sono resi in maniera molto credibile, facendoci subito affezionare a questa nuova famiglia Parker, in particolare alla piccola May, che ha un bel rapporto di complicità con il padre.

Reinventare nel modo giusto
Il bello degli universi alternativi è scoprire ogni volta come gli autori decidono di reinventare i personaggi che amiamo e sulle pagine di Ultimate Spider-Man la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Quelli che conosciamo come spietati criminali possono trasformarsi in grandi eroi e viceversa, o rivelarsi invece molto simili alle loro controparti più famose.
Ad esempio, le apparizioni di Goblin e Kingpin portano con sé delle interessanti svolte, ma due personaggi che funzionano benissimo in questa storia sono, forse a sorpresa, J. Jonah Jameson e Ben Parker. In questo universo, i due sono grandi amici da tempo, lavorano insieme come giornalisti al Daily Bugle e dimostrano un bellissimo rapporto di complicità.

In ogni numero Hickman aggiunge un piccolo tassello al suo mosaico narrativo, prendendosi tutto il tempo per presentare al meglio ogni personaggio e per imbastire una trama appassionante e mai banale. Non mancano le scene d’azione ma i momenti che colpiscono maggiormente sono quelli più intimi e familiari. Marco Checchetto realizza delle tavole spettacolari, esaltate dai colori di Matthew Wilson. Con il suo tratto molto preciso e realistico dimostra una grande cura dei dettagli e ottime trovate nel design dei personaggi, a partire dai costumi di Spider-Man. Nei numeri quattro e cinque il testimone passa poi a David Messina, il cui stile è meno dirompente di quello del collega, ma che funziona bene soprattutto nelle scene più tranquille e incentrate sui dialoghi.
Di recente, la Marvel ha annunciato che la serie si concluderà con il numero 24, in contemporanea con un evento che coinvolgerà tutti i personaggi dell’Universo Ultimate. Potremo quindi leggerla nella sua interezza in quattro volumi. La scrittura di Hickman, spesso fin troppo complessa, qui si rivela eccellente e, dopo anni di storie su Spider-Man poco interessanti, ci voleva una svolta, pur trattandosi di un Peter Parker alternativo. Nei prossimi giorni vi parleremo anche delle altre serie Ultimate, partendo da Ultimate Black Panther.


