Marsilio Editori pubblica il nuovo libro di Sarah Gilmartin, scrittrice e giornalista culturale irlandese, che dopo il successo del suo romanzo d’esordio, Dinner Party, torna in libreria con un romanzo dalle tematiche profondamente attuali: Il ristorante.

Trama
Sono passati dieci anni dall’estate in cui Hannah, prima di riprendere le lezioni al college, ha lavorato come cameriera al T, il locale più glamour di tutta Dublino. Allora, a renderlo celebre era Daniel Costello, carismatico chef stellato e geniale artista del gusto. Oggi, però, il T è chiuso e Daniel, denunciato per molestie sessuali, deve affrontare un processo, mentre sua moglie Julie, divisa tra la difesa istintiva della famiglia e il bisogno di sapere cosa sia successo davvero, si trova a fare i conti con una versione inedita dell’uomo che ha sposato, l’uomo che aveva la capacità di trasformare non solo gli ingredienti, ma anche il corso della vita di chi gli era vicino.
Hannah ricorda lo stupore di fronte al mondo luccicante della ristorazione, e la sensazione di privilegio nel farne parte. Ricorda lo sfarzo e l’adrenalina a mille, le bevute coi colleghi e gli eccessi dopo l’orario di chiusura. Ricorda anche la tensione che si respirava in cucina, le gerarchie, i turni impossibili e l’invadenza dei clienti. Soprattutto, ricorda il comportamento di Daniel, le sue attenzioni non richieste, la sua gentilezza inopportuna, il suo fascino pericoloso, che l’avrebbe segnata per sempre. Circondati dalle macerie di un passato ambiguo, Hannah, Daniel e Julie sono costretti a rivedere sotto una luce nuova tutto quello che è accaduto al ristorante, tra le spezie, le salse e gli avanzi.
“All’improvviso sono furiosa, la stessa rabbia incontenibile che provai quella notte, subito dopo, sapendo che sebbene non fossi stata io a causare il problema sarebbe toccato a me rimediare. Perché il mondo non si stanca mai di lasciare alle donne il lavoro sporco”.
Recensione
“Il sistema giuridico irlandese presenta molti ostacoli che rendono incredibilmente difficile per le vittime denunciare stupri e reati di violenza sessuale”. Così in una nota a fine libro l’autrice Sarah Gilmartin rende manifesti i motivi che l’hanno portata a scrivere questa storia, una vicenda che si dimostra essere, purtroppo, universale.
Sulla scia del #MeToo, movimento contro le molestie sessuali e la violenza contro le donne sul luogo di lavoro che ha avuto inizio nel 2017, il romanzo racconta la storia di Hannah, una giovane universitaria che per le vacanze estive trova lavoro come cameriera in un ristorante stellato, considerato il migliore di Dublino. Qui, la giovane si trova a fare i conti con una realtà tutta nuova e inaspettata, fatta di rigore, disciplina e turni massacranti, ma anche di mance generose, eccessi di ogni genere e una particolare attenzione da parte del proprietario, lo chef geniale, affascinante e terribile, Daniel Costello.
Abbagliata dalle luci del mondo del ristorante, la giovane e ingenua Hannah finisce impigliata nelle maglie di un mondo controverso, nel quale domina il più “forte” (sempre uomo, ovviamente) e dove le donne sono relegate al ruolo più basso della catena, quello di cameriere e lavapiatti. Un universo scintillante, dove però tutto è concesso: eccessi di rabbia, battute sessiste, becero cameratismo, attenzioni non richieste da parte di colleghi e di clienti molesti. Il ristorante è un ambiente in cui tutto, dal cibo al personale, viene sessualizzato.
Al punto di vista di Hannah si uniscono però anche quelli dello chef Daniel (l’uomo che non deve chiedere mai, come nella famosa pubblicità anni ’80 di Denim) e di Julie, sua moglie. Inserire le loro voci è stata una mossa davvero vincente, perché ha permesso di creare una profondità di prospettiva sugli eventi narrati che altrimenti sarebbe venuta meno e con essa la consapevolezza, terribile, che anche la persona che pensiamo di conoscere e che amiamo, potrebbe essersi macchiata di colpe impensabili.
Sarah Gilmartin riesce nell’impossibile: farci piacere (per buona parte del libro) un uomo come Daniel. Lui si crede sinceramente innocente e si sente ingiustamente accusato. La sua preoccupazione per l’impatto che tutta la vicenda avrà sulla sua famiglia e sui suoi figli, è reale. Eppure col proseguire del processo iniziano i dubbi… Forse ha sottovalutato l’impatto di alcuni suoi comportamenti? Le sue riflessioni riescono a mettere il lettore nelle condizioni di provare pena per lui e dubitare, di conseguenza, della veridicità delle accuse che lo coinvolgono. Tutto questo nonostante sia ben chiaro, fin dal principio, che qualcosa di terribile sia accaduto ad Hannah e che il colpevole sia proprio lui.
Ma è qui che entra in gioco la prospettiva di Julie: il suo ruolo è difatti fondamentale per scoprire le falle, le bugie e le false giustificazioni di Daniel. Grazie a un’analisi introspettiva profonda e terribilmente dolorosa, Julie mette in luce l’uomo che è realmente, smascherato dalla persona che più di tutti dovrebbe conoscerlo bene: sua moglie, appunto. Al contempo, Julie mostra tutte le incrinature che possono nascere col tempo in un matrimonio e il fardello di supportare un marito accusato pubblicamente, sempre divisa tra il bisogno viscerale di proteggere la propria famiglia e quello di sapere tutta la verità.
Lo stile di Sarah Gilmartin è davvero coinvolgente e accattivante, la scelta di alternare i tre punti di vista risulta assolutamente vincente per dare una spinta ulteriore alla trama già di per sé intrigante. I personaggi sono tutti ben costruiti, contestualizzati e con una psiche complessa che li rende molto credibili.
Il ristorante è quindi un romanzo che affronta temi delicati ma estremamente attuali, capace di generare domande importanti e interessanti spunti di riflessione su delle problematiche, purtroppo, molto diffuse anche nel nostro Paese.
Il libro potete trovarlo QUI.
L’Autrice
Sarah Gilmartin, scrittrice e giornalista culturale, è una delle autrici più talentuose della narrativa irlandese contemporanea. Ha curato l’antologia letteraria Stinging Fly Stories e ha conseguito un Master of Fine Arts presso l’Università di Dublino. I suoi racconti sono stati pubblicati su The Dublin Review, New Irish Writing e The Tangerine. Il suo romanzo d’esordio, Dinner Party, selezionato nella categoria miglior opera prima agli Irish Book Awards e al Kate O’Brien Award, è stato un bestseller. Il ristorante è stato uno dei libri dell’anno per il Washington Post, l’Irish Times, l’Irish Independent, il Sunday Independent e il Sunday Business Post.


