Quello del rider non è un lavoro semplice, ogni giorno costretto a correre da una parte all’altra sotto le intemperie per una paga miseria e per soddisfare le richieste di clienti che il più delle volte non hanno neanche la cortesia di ringraziare. Arlen, nome d’arte di Arianna Lentini, deve averlo provato sulla sua pelle e ha scelto di partire dalla propria esperienza per il suo fumetto d’esordio come autrice e disegnatrice, Una notte da rider, pubblicato da Bao Publishing.

Caccia all’uomo
Malakia è un ragazzo che vorrebbe lavorare come programmatore di videogiochi e nell’attesa cerca di guadagnare qualcosa facendo il rider per un ristorante etnico. Una sera, il suo capo gli chiede di fare diverse consegne in poco tempo, così Malakia parte con il motorino verso la prima destinazione. Sembrerebbe una normale notte di lavoro, se non fosse per il contenuto di un pacco del quale il ragazzo è completamente all’oscuro. Il gestore del locale, infatti, ha degli accordi con la criminalità organizzata e uno dei pacchi contiene dei gamberi perla, una nuova droga in circolazione che aumenta a dismisura la forza di chi la assume. Per Malakia i problemi iniziano quando, durante il viaggio, i pacchi cadono e il ragazzo finisce per scambiare le etichette, sbagliando le consegne. Un errore che sembrerebbe innocuo ma che invece scatena una caccia all’uomo per le strade della città. Starà così al ragazzo, con l’aiuto di un paio di fidati alleati, cercare di arrivare al mattino incolume.

Un ragazzo tra animali antropomorfi
Come recita anche il titolo, Arlen costruisce un racconto che si svolge quasi tutto nell’arco temporale di una notte, iniziando in maniera più lenta per poi proseguire in un crescendo di azione e di emozioni. Il protagonista Malakia è ben riconoscibile, anche perché sembrerebbe l’unico personaggio umano in un mondo popolato da animali antropomorfi. Come le rane che gestiscono il ristorante etnico, gli sciacalli che danno la caccia al ragazzo o il topo Igor, grande amico di Malakia e che giocherà un ruolo importante in questa storia. Tante creature bizzarre, appartententi a specie diverse e rese sempre in maniera super espressiva e spesso caricaturale.

Un lavoro ingrato ma avventuroso
Anche l’ambientazione di Una notte da rider è ben costruita e molto realistica, seppur non riferita a un luogo specifico. Nel suo viaggio in motorino, Malakia attraversa una città che sembra fatta di tante viette strette e di grandi strade trafficate, che potrebbero far perdere il senso dell’orientamento a un turista di passaggio, ma non al protagonista che le percorre ogni notte.
A livello di colorazione, colpisce molto l’alternanza di diverse palette, che accompagnano ogni cambio di scena e che aiutano a trasmettere nel lettore le emozioni evocate dal racconto. Con grande abilità, Arlen riesce infatti a costruire una storia che è in tutto e per tutto un noir e un thriller, ma narrata in maniera leggera e divertente, merito anche dell’aspetto dei personaggi e di alcune simpatiche gag. In tal senso, Una notte da rider diventa anche un modo per ironizzare su un lavoro perlopiù ingrato e sfiancante, ma che in questo fumetto diventa improvvisamente avventuroso ed epico come non mai.



