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NerdPool > Blog > Film > Venom: The Last Dance – Recensione senza spoiler
Film

Venom: The Last Dance – Recensione senza spoiler

Andrea Castaldi
24 Ottobre 2024
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5 Min
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I cinema di tutto il mondo sono pronti ad accogliere nelle proprie sale l’ultimo capitolo della trilogia sul nemico numero uno di Spider-Man. Venom: The Last Dance segna il debutto alla regia di Kelly Marcel, già sceneggiatrice di dei primi due capitoli di Venom, e vede il ritorno nei panni del Protettore Letale di Tom Hardy; assieme a lui, un cast che vede pochi ritorni come quello di Stephen Graham e Peggy Lu ma, soprattutto, nuove aggiunte come: Juno Temple, Rhys Ifans e Chiwetel Eijofor.

Trama di Venom: The Last Dance

Dopo gli eventi di Spider-Man: No Way Home, il governo statunitense dà la caccia a Eddie Brock e a Venom. Nel frattempo, alcuni simbionti mandati dal creatore di Venom, Knull, giungono sulla Terra. Mentre il cerchio si stringe attorno a loro, i due protagonisti sono costretti a prendere una decisione sconvolgente che farà calare il sipario sulla loro relazione.

Il Miglior capitolo della trilogia

Partiamo con gli aspetti positivi del film: Venom: The Last Dance è, secondo noi, il miglior film della trilogia. Questo, senza ombra di dubbio, per demerito degli altri due capitoli che rendono quest’ultimo non un bel film, ma decisamente migliore rispetto ai precedenti. Piuttosto che concentrarsi su un nemico “terreno” del Protettore Letale, la scelta di introdurre Knull (seppure un pelo azzardata) è risultata interessante e più coinvolgente, capace di mostrare il passato e la storia di uno dei migliori nuovi antagonisti dei comics Marvel. 

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Sempre gli stessi errori

Dopo due film e diverse apparizioni, ormai lo abbiamo capito tutti: il Venom di Tom Hardy non è il Venom che abbiamo imparato ad amare con i fumetti. In questa versione altalenante, che alterna crudità a momenti comici per catturare l’attenzione del grande pubblico, sbilancia troppo l’identità del personaggio, andando a creare una creatura simile nell’aspetto ma diversa nella rappresentazione. Anche in questo capitolo, nonostante l’importanza della minaccia di Knull, molte azioni del protagonista sono imbarazzanti e al di fuori di ogni logica umana (e simbionte). Possiamo affermare che i film del Sony’s Spider-Man Universe sono all’apparenza cinecomics moderni ma nascondono sceneggiature tipiche dei primi prodotti (o esperimenti) sui supereroi degli anni 2000.

Knull, il Re in Nero

Come dicevamo prima, per la prima volta viene introdotto il King In Black, creatura ideata da Donny Cates e Ryan Stegman apparsa per la prima volta nel 2013 e già diventata icona. Nonostante le paure iniziali, la Sony sembra aver preso con le pinze il personaggio, andando a rendergli giustizia in un modo interessante e simile alla gestione di Thanos prima di Infinity War. Il minutaggio di Knull è giusto (lo avessero usato troppo lo avrebbero rovinato), il look sembra essere fantastico (anche se probabilmente lo miglioreranno) ed è minaccioso come solo un Dio dei Simbionti può essere!

Nuovi simbionti

Se per la gestione di Knull non abbiamo nulla da dire, di certo, su quella dei simbionti, la situazione è diversa. Dopo il ruolo secondario in Venom: Let There Be Carnage, torna Patrick Mulligan (Stephen Graham) e per la prima volta lo vediamo trasformarsi in Toxin, tecnicamente figlio di Carnage e uno dei più noti simbionti dell’universo ragnesco. A farci storcere il naso è stata la scelta del colore di Toxin, nei fumetti tipicamente rosso e nero mentre nel film trasformato in un verde cobalto. Una poca attenzione nei dettagli tipica della gestione di questi personaggi ma che, ogni volta, ci fa ricredere sulla poca cura e amore nei confronti dei personaggi rappresentati.

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Conclusioni

Al netto di tante (e anche in questo caso troppe) banalità di sceneggiatura (vedi la scena del ballo con la signora Chen), Venom: The Last Dance regala un’avventura semi interessante, con creature che ricordano un mix tra Predator e i mostri di A Quiet Place. Insomma, non un film memorabile sul personaggio ma decisamente interessante sotto alcuni punti di vista. La saga del simbionte si conclude con un film che chiude le porte ad un ritorno, eppure lascia sempre uno spiraglio aperto. Vedremo cosa succederà in futuro!

Voi cosa ne pensate? Siete curiosi di vedere la conclusione della Saga del Simbionte? Fatecelo sapere con un commento!

ARGOMENTI:RecensioneVenom: the last dance
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