Dopo il notevole successo di 56 giorni, Catherine Ryan Howard torna in libreria con il romanzo Brucia il segreto, pubblicato da Fazi Editore con la traduzione curata da Sabina Terziani. Il nuovo thriller psicologico dell’autrice irlandese si concentra sul rapporto insolito e teso tra una scrittrice in crisi creativa e un presunto assassino, che cerca di affermare la propria innocenza attraverso le pagine di un libro autobiografico.

Trama
Dopo il clamoroso successo del libro La Testimone, la giovane scrittrice irlandese Emily ha un profondo blocco creativo che non le permette di scrivere il secondo romanzo, sebbene la casa editrice l’abbia già pagata con un anticipo di 25.000 sterline che lei ha ormai speso. Tormentata dalle scadenze editoriali e dai debiti, si trova costretta ad accettare l’ultimatum della sua editor: lavorare come ghostwriter per Jack Smyth, uno sportivo caduto in disgrazia. L’alternativa che Emily ha a disposizione è quella di restituire i soldi, perciò parte subito per Sanctuary, in Florida, per intervistarlo.
Ma chi è Jack Smyth? Jack è un ex ciclista professionista la cui vita è stata stravolta da una tragedia: la moglie Kate è morta in un incendio domestico un anno prima e il suo tentativo di salvarla lanciandosi tra le fiamme è stato vano. Inizialmente Jack viene visto come un eroe, tuttavia l’autopsia rivela che Kate è morta prima dell’incendio per un trauma cranico, facendo diventare Jack l’unico sospettato di omicidio. Per questo motivo decide di scrivere un’autobiografia, per poter riabilitare il suo nome e gridare la sua innocenza al mondo intero.
Emily si ritrova catapultata in una cittadina ancora in costruzione e quasi completamente deserta, dentro una villa isolata dove si devono seguire regole di riservatezza severissime. Fin dalla prima intervista si percepisce che Jack sia un narratore ambiguo e molto magnetico, mettendo Emily subito in difficoltà e innescando in lei un dubbio: sta mentendo oppure dice la verità?
Quella donna era morta a soli ventinove anni, tre meno di lei, e da morta era diventata una comparsa della propria vita. La sua storia era diventata un dettaglio della vita di Jack. Il libro sarebbe stato incentrato SOLO su di lui… sulla SUA sofferenza, su come lo avevano fatto sentire le accuse.. ed Emily lo stava aiutando a scriverlo
Più scava nel passato dell’uomo, più l’atmosfera all’interno della casa diventa claustrofobica: Emily si sente osservata e i messaggi minatori che inizia a ricevere le fanno temere per la propria vita. In un crescendo di tensione psicologica, Emily dovrà lottare per scoprire davvero cosa è successo quella tragica notte prima che il fuoco divori anche lei.
Recensione
Si dice che la stesura del secondo romanzo sia quella più difficile, soprattutto quando il primo ha riscosso un successo planetario e tutti si aspettano da te grandi cose. È quello che succede alla protagonista Emily, che ha già speso tutto l’anticipo che la casa editrice le ha versato e vive nel terrore di ricevere due telefonate, una dalla sua editor e l’altra da chi sa realmente che la trama del suo romanzo d’esordio non è del tutto inventata. La casa editrice la chiama e per salvarsi da una catastrofe finanziaria, decide di accettare il lavoro di ghostwriter, anche se non ha mai svolto questa mansione prima d’ora. Deve solo intervistare, ascoltare e trascrivere. Cosa potrebbe andare storto?
Beh, solo che viene mandata in una cittadina deserta della Florida ancora in costruzione, deve alloggiare in una villa isolata insieme a Jack Smyth, sospettato dell’omicidio della moglie, e viene continuamente osservata da estranei. Per questo Emily si sente in gabbia ma è costretta a portare a termine quanto indicatole per poter sopravvivere. Il faccia a faccia con il presunto assassino è piscologico e claustrofobico, in quanto Jack è ambiguo, manipolatore e ipnotico. Racconta la sua storia nei minimi dettagli, mostrando anche le terribili ustioni che ha sul corpo causate dal disperato tentativo di salvare la moglie dalle fiamme. Tuttavia, Emily inizia a notare delle incongruenze nei suoi ricordi e non sa più se sta aiutando una vittima di un tragico errore o se è rinchiusa in una villa insieme a un freddo assassino. Il libro che deve scrivere non serve a rivelare la verità, come detto alla casa editrice, ma a costruire una vita alternativa perfetta usando lei e il suo segreto come ricatto.
L’uso del doppio livello temporale, ovvero l’alternanza tra il presente a Sanctuary con flashback dal punto di vita della vittima Kate, permette alla suspence narrativa di crescere lentamente, rivelando i segreti un pezzo alla volta come un puzzle che si scopre del tutto solo nelle ultimissime pagine. L’introduzione di altri personaggi collegati alla morte di Kate provoca un’incertezza fino alla fine, facendo cambiare al lettore costantemente opinione sull’innocenza o la colpevolezza di Jack. Ci si chiede chi sta davvero controllando chi, poiché il confine tra vittima e carnefice è molto più sottile di quanto si immagini. Inoltre, la volontà di ambientare la storia in una cittadina disabitata aumenta maggiormente l’atmosfera soffocante e inquietante della storia, generando una sensazione di falsa sicurezza.
Tuttavia, il personaggio di Emily risulta poco approfondito e non del tutto incisivo, con la quale il pubblico non riesce a entrare completamente in sintonia a causa della sua passività in alcuni momenti della vicenda. Al contrario, Jack si rivela più carismatico e penetrante, grazie alla sua ambiguità che diventa il motore narrativo che tiene in piedi la trama. Sebbene l’autrice sia stata abile a incastrare tutti i tasselli al posto giusto, il romanzo presenta delle parti in cui la risoluzione della vicenda risulta affrettata e poco originale rispetto ad altri suoi lavori, come a esempio 56 giorni (trovi la nostra recensione qui).
Il risultato finale è comunque un discreto thriller psicologico e scorrevole, ideale per chi ama le storie ispirate a casi reali di true crime, come quello di O.J Simpson citato dall’autrice nelle note come sua fonte di ispirazione.
Il libro lo potete trovare qui
Autrice
Catherine Ryan Howard (Cork 1982) è una scrittrice irlandese nota per essere una delle voci contemporanee più audaci del genere crime. Dopo il liceo, si iscrive alla Lancaster University, ma abbandona gli studi dopo sole tre settimane, trasferendosi nel 2006 in Florida per lavorare come receptionist di un hotel nel parco Disney di Orlando. Al suo ritorno in Irlanda nel 2010, mentre lavorava in un B&B, inizia a pubblicare autonomamente i propri lavori e il suo blog diventa un punto di riferimento per il settore, scrivendo anche un manuale di successo dal titolo Self-Printed. ll suo primo romanzo con un editore tradizionale, Distress Signals (2016), è stato finalista ai CWA Dagger Awards e ha dato il via a una serie di successi tradotti in tutto il mondo. Al momento ha all’attivo 9 romanzi che sono diventati dei best sellers, soprattutto 56 Giorni, dal quale Amazon Prime Video ha tratto la serie tv con Dove Cameron. Brucia il segreto è uscito a fine Aprile 2026 in Italia, pubblicato dalla casa editrice Fazi Editore.


