Vincitore del prestigioso Hans Fallada Prize, E non è subito sera di Jenny Erpenbeck costruisce una riflessione originale sulle possibilità della vita, attraverso una struttura che moltiplica i destini della protagonista. È pubblicato in Italia da Sellerio Editore, con la traduzione dal tedesco di Ada Vigliani.

Trama
Una bambina muore nella Galizia asburgica di inizio Novecento. La madre, una ragazza ebrea sposata a un goj, un non ebreo, viene abbandonata dal marito e segue il proprio destino. Con la bambina muore anche la fanciulla che sarebbe diventata, l’adolescente, la giovane, la donna matura e infine la vecchia. Tante possibilità irrealizzate, ma che aleggiano da qualche parte proprio in quanto possibili. «Se per esempio quella notte la madre oppure il padre avesse preso una manciata di neve per infilarla sotto la camicia della bambina, allora forse la bambina avrebbe di colpo ripreso a respirare», allora il ventaglio dei vari futuri alternativi si sarebbe aperto. È quello che fa questo libro, in scanditi capitoli (separati da intermezzi) esplorando cosa sarebbe potuto essere della bambina nata nella Galizia asburgica.
C’era un intero mondo di ragioni perché la sua vita giungesse allora a una possibile fine, così come al tempo stesso c’era un intero mondo di ragioni perché lei adesso potesse e dovesse essere ancora in vita.
Recensione
Dopo aver consolidato negli anni una voce tra le più riconoscibili della narrativa europea contemporanea, Jenny Erpenbeck torna con E non è subito sera, un romanzo che si muove sul confine sottile tra possibilità e destino, interrogando con delicatezza il senso stesso dell’esistenza.
Al centro del racconto troviamo una sola protagonista, la cui vita viene però declinata in molteplici variazioni. La vediamo nascere, crescere, amare, per poi assistere ogni volta a un’interruzione improvvisa del suo percorso. E subito dopo, come in un movimento circolare, la storia ricomincia, aprendo a nuove traiettorie e a esiti differenti.
Questa struttura frammentata e reiterata permette all’autrice di esplorare le infinite possibilità che si celano dentro ogni singola vita: ciò che accade, ma anche tutto ciò che avrebbe potuto accadere e non è stato. Il risultato è un continuo slittamento tra realtà e alternativa, in cui il tempo non procede in linea retta, ma si ripiega su sé stesso, generando nuove prospettive.
Nel corso del romanzo, la protagonista attraversa epoche diverse, sfiorando alcuni dei momenti più drammatici della storia europea del Novecento. Tuttavia, la dimensione storica non si impone mai come elemento dominante: resta piuttosto uno sfondo mobile, capace di influenzare silenziosamente le vite individuali, senza mai esaurirne il significato.
Erpenbeck sceglie uno stile essenziale, quasi rarefatto, che rinuncia a ogni forma di enfasi per lasciare spazio a una riflessione più profonda. Le sue parole sembrano muoversi con cautela, come se ogni frase dovesse trovare il proprio equilibrio prima di posarsi sulla pagina.
Col susseguirsi delle diverse possibilità, emerge con sempre maggiore forza una domanda implicita: quanto della nostra vita dipende davvero dalle nostre scelte e quanto invece è il risultato di circostanze imprevedibili?
È proprio in questa tensione che il romanzo trova il suo nucleo più autentico. Ogni esistenza appare al tempo stesso unica e intercambiabile, fragile eppure ostinatamente presente, come se anche le vite interrotte lasciassero comunque una traccia, per quanto invisibile.
Alla fine, ciò che resta non è tanto una risposta, quanto una consapevolezza più sottile: che ogni vita, anche la più breve o incompiuta, contiene in sé una molteplicità di possibilità, e che forse è proprio in questa apertura mai del tutto realizzata che si nasconde il suo significato più profondo.
Il libro lo trovate QUI.
L’Autrice
Jenny Erpenbeck è nata a Berlino Est nel 1967 da padre di origini russe e madre polacca. Ha vinto con E non è subito sera (2012, Sellerio 2026) il prestigioso Hans Fallada Prize. Con questa casa editrice ha pubblicato anche Voci del verbo andare (2016), Premio Strega Europeo 2017, finalista al Deutscher Buchpreis, Di passaggio (2019), Storia del la bambina che volle fermare il tempo (2020), l’esordio che l’ha consacrata come astro nascente della letteratura tedesca contemporanea, Il libro delle parole (2022), Kairos, tradotto in molti paesi, vincitore l’International Booker Prize 2024.


