Prima con Fiaba di Cenere e poi con Cuore, Simone Pace è sempre riuscito a mettere in luce al meglio la sua grande bravura sia come narratore che al tavolo da disegno. Passando da un’ambientazione fantasy a una più di fantascienza, ogni suo fumetto è qualcosa di nuovo e inaspettato, anche se con l’ampliarsi della sua bibliografia si inizia pian piano a intravedere una poetica e un’estetica che li accomuna tutti, compreso il nuovo Belmiele, che vi presentiamo oggi, e che unisce il western ad elementi steampunk e fantasy per raccontare in qualche modo anche il nostro presente e il mondo in guerra nel quale viviamo.

Eroina o criminale?
Belmiele, una bandita odiata e temuta da alcuni, un’eroina per altri. Insieme ai suoi compagni, la ragazza dai capelli dorati ha iniziato ad assaltare e a dare fuoco alle banche della Faglia d’Oro, una zona finora pacifica in mezzo a diversi stati in guerra tra loro. I direttori delle banche più importanti del paese decidono allora di mandare il Sergente scelto Alano, il soldato più spietato dell’esercito, a uccidere Belmiele. Prende il via una caccia feroce, mentre il gruppo di banditi continua a lasciarsi alle spalle una scia di fuoco e distruzione.

Proprio il fuoco è un elemento onnipresente nelle opere di Simone Pace e che va ad assumere spesso una duplice valenza. Può essere sia una forza distruttrice, che uccide gli innocenti e chiunque si trovi sul suo cammino, che un’arma di ribellione e di rivalsa nelle mani dei più deboli contro la tirannia dei potenti. Nel corso del racconto, scopriamo che Belmiele è legata ad esso sin da quando era una ragazzina. Pur essendo cresciuta in una famiglia benestante all’interno della Faglia d’Oro, a differenza delle sue coetanee, è rimasta sempre incuriosita dal mondo esterno, e un giorno l’incontro con una signora e il suo strano animaletto le cambia la vita per sempre. Di lì a poco, infatti, a causa di un incendio si ritrova a lasciare la propria abitazione e ad avventurarsi a Penombra, una zona di confine dove viene in contatto con una realtà di sofferenza e morte che non aveva mai conosciuto fino a quel momento.
Lottare per un mondo migliore
Come nelle opere precedenti, Simone Pace costruisce in Belmiele un mondo che all’apparenza sembra quasi fuori dal tempo, dai tratti medievaleggianti ma anche contemporaneo. La guerra combattuta dagli eserciti è brutale e avviene con mezzi moderni, mentre sia l’arma impugnata dalla protagonista che la natura stessa di Alano nascondono qualcosa di tecnologico ma anche di magico. Il tratto dell’autore è sempre molto preciso e riconoscibile, e i colori contribuiscono a veicolare la potenza e la drammaticità del racconto. Predomina il rosso ma la palette cambia spesso nel corso di tutto il volume.
Dal punto di vista dei personaggi, viene dato il giusto spazio anche ad alcuni dei compagni di banda di Belmiele. Tra questi troviamo Caino, un disertore che ha capito il male perpetrato dall’esercito per cui combatteva e ha deciso di rivoltarsi contro di esso; Ninetto, un ragazzino che stringe un bel legame di amicizia con la protagonista sin dal suo arrivo nel campo profughi, e Bulenov, un abilissimo costruttore di armi. Anche il personaggio di Alano non è solo una semplice macchina da guerra, ma porta con sé un carattere ben più complesso.

Se pensiamo a quello che sta succedendo al giorno d’oggi in tante parti del mondo, la realtà di guerra in cui vive Belmiele non ci appare troppo distante e irreale. I metodi che la protagonista utilizza sono sicuramente violenti, ma il suo scopo è nobile e, con i suoi compagni, cerca di portare un po’ di giustizia in un mondo di disuguaglianze sociali. Attraverso questo fumetto, Simone Pace riesce a fare qualcosa che era già in nuce nelle opere precedenti, ma che qui diventa ancora più esplicito: portare il lettore a porsi domande sul presente, e in questo anche il finale è molto coerente. Ribellarsi e combattere serve a qualcosa ed è davvero il modo migliore per provare a cambiare il mondo? Questa è solo una delle riflessioni che emergono e che non hanno una risposta precisa…sta a voi scegliere da quale parte schierarvi e se considerare, quindi, Belmiele come un’eroina o una criminale.



