Mentre la lunga attesa tra una stagione e l’altra continua a protrarsi, Andy Muschietti, co-creatore di IT: Welcome to Derry — la serie prequel del film IT del 2017 — ha condiviso alcuni dettagli sullo stato dei lavori della seconda stagione, oltre ad alcune anticipazioni su ciò che i fan possono aspettarsi da questa agghiacciante serie. E considerando quanto sia stata impressionante la prima stagione (con un punteggio dell’80% da parte della critica e dell’82% da parte del pubblico), il prossimo capitolo ha un’eredità decisamente pesante da raccogliere — anche se, con un Bill Skarsgård (l’interprete di Pennywise) alto un metro e novantaquattro, l’impresa non sembra affatto impossibile.
La seconda stagione adotterà tuttavia un approccio narrativo diverso rispetto alla maggior parte degli show. Invece di seguire una linea temporale lineare, la Stagione 2 andrà a ritroso nel tempo, ambientandosi negli anni ’30 anziché negli anni ’60, epoca in cui si svolgono gli eventi della prima stagione. Quando la testata Variety gli ha chiesto di far luce sui piani per i prossimi episodi, Muschietti ha dichiarato: «Siamo molto entusiasti; in questo momento ci troviamo nella stanza degli sceneggiatori». La nuova stagione si concentrerà su un evento del romanzo noto come il massacro della banda Bradley, incentrato su un gruppo di fuorilegge che si nasconde dall’FBI proprio nella cittadina di Derry. Ma quello che parte come un tentativo di mantenere un profilo basso si trasforma presto in un’ondata di rapine e omicidi che scatena il caos in città.
La seconda stagione supererà l’orrore della prima stagione di Welcome to Derry?

Muschietti sembra convinto di sì — anche se forse non per i motivi che potrebbero venire in mente a prima vista. Nel dettaglio su ciò che i fan dovranno aspettarsi da questo nuovo salto nel passato di Derry, il regista ha spiegato: «Ci sarà molta di quella frenesia e disperazione tipica dell’epoca della Grande Depressione nell’aria e nei nostri personaggi. Tutti cercano di tirare avanti e sopravvivere alle circostanze, e faranno cose folli. E, naturalmente, non tralasceremo le orribili dinamiche sociali e culturali che caratterizzavano quel periodo storico». Oltre a mostrare l’orrore che gli esseri umani sono capaci di infliggersi a vicenda — anziché fare di Pennywise l’unica fonte di terrore della serie —, questa scelta di andare indietro nel tempo getta perfettamente le basi per una terza stagione.
Proprio come nella prima stagione erano stati disseminati vari indizi sul massacro della banda Bradley, ci saranno sicuramente citazioni e allusioni a un altro ciclo di risveglio di Pennywise: l’esplosione delle ferriere Kitchener del 1908, un’altra terribile tragedia che mise a dura prova la città. Il vero orrore che Derry si troverà ad affrontare nella seconda stagione, tuttavia, secondo Muschietti risiede nella pura e semplice disperazione di quell’epoca storica: «In questo caso, in superficie, Derry è quasi un cimitero. È la carcassa di qualcosa, perché le persone sono sfinite, povere, stanche, disoccupate e senza tetto. I ragazzi non vivono una vita di periferia comoda e rassicurante: si trovano in una situazione completamente diversa».
Nel complesso, sembra che la seconda stagione di IT: Welcome to Derry stia prendendo una direzione nettamente differente rispetto al contesto suburbano della prima — il che non può che essere un ottimo segnale per una serie che continua a evolversi e a definire la propria identità.



