L’effetto amarcord questa volta non ha funzionato. Riot Games ha annunciato ufficialmente che League of Legends Classic, la modalità nostalgica lanciata per riportare i giocatori alle prime stagioni del celebre titolo, andrà offline a gennaio 2027, a soli sei mesi dal debutto. Nonostante un avvio promettente, la maggior parte dei player è già tornata sulla versione standard del gioco.
Un’operazione amarcord durata troppo poco
Riot Games aveva ideato la modalità Classic come un vero e proprio tuffo nel passato: mappa della Landa degli Evocatori (Summoner’s Rift) d’epoca, rimozione di quasi tutti i campioni e kit introdotti dal 2013 in poi, e un piano di pubblicazione accelerato per i vecchi eroi.
I numeri attuali, però, spiegano una realtà diversa:
- Ritorno al presente: Come confermato da un portavoce di Riot, dopo un’inizialeondata di entusiasmo, la quasi totalità dei giocatori è rientrata sulle modalità classiche.
- Nuovo formato: Il corso attuale di Classic si concluderà a gennaio, ma Riot non esclude di riproporre il format in futuro come evento a tempo limitato con modifiche e aggiustamenti.
- Rimborsi garantiti: I contenuti acquistati e resi obsoleti dalla chiusura della modalità verranno rimborsati.
Il canto del cigno e il feedback della coomunity
Nonostante il destino della modalità sia già segnato, il supporto non si fermerà immediatamente. Nelle prossime patch verranno comunque introdotti almeno 7 campioni aggiuntivi:
- Patch 26.21: Arrivo di Mordekaiser, Yorick, Hecarim e Lucian.
- Aggiornamenti futuri: Rilascio pianificato per Volibear, Urgot e Udyr.
A spiegare le motivazioni di questo fallimento ci ha pensato anche l’ex pro-player Alex Chu, noto com Xpecial. Secondo Chu, la nostalgia nei MOBA svanisce in fretta perché ogni giocatore ha una diversa idea di cosa sia “classic” in base a quando ha iniziato a giocare. A differenza di MMORPG come World of Warcraft, il quale ritorna a novembre con WoW Forever, dove il mondo di gioco rappresenta un ambiente sociale rilassante in cui abitare, League of Legends rimane un titolo fortemente competitivo e hardcore, dove le dinamiche del meta moderno finiscono inevitabilmente per prevalere.
Dove altri (generi) hanno avuto successo…
Il tentativo di Riot dimostra quanto sia difficile replicare l’operazione “Classic” al di fuori del genere MMORPG. Un MOBA vive di ritmo, bilanciamento continuo e frenesia; riproporre meccaniche e limiti del 2013 poteva funzionare come parentesi temporanea per fare un paio di partite con vecchi amici, ma non come esperienza a lungo termine.




