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NerdPool > Blog > Film > Mother/ Android: la recensione del nuovo film Netflix
Film

Mother/ Android: la recensione del nuovo film Netflix

Chiara Daniela Zoja
9 Gennaio 2022
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7 Min
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Il 7 gennaio Mother/ Android ha debuttato su Netflix, ottenendo subito un posto nella top 10 della piattaforma streaming. Il film thriller fantascientifico racconta la lotta per la sopravvivenza di una giovane coppia, in una realtà apocalittica. Come suggerisce il titolo, i protagonisti si apprestano a diventare genitori in mondo in cui gli androidi minacciano la specie umana. Sam e Georgia cercano di raggiungere un luogo sicuro attraversando “la terra di nessuno”. Nel cast troviamo Chloë Grace Moretz (Georgia), Algee Smith (Sam), Raúl Castillo (Arthur), Tamara Hickey (Signora Olsen) e Owen Burke (Ufficiale Norton). Il film è scritto e diretto da Mattson Tomlin, al suo esordio come regista. Tra altri nomi, Matt Reeves si è occupato della produzione. Di seguito, trovate la sinossi ed il trailer di Mother/Android:

In un mondo postapocalittico scosso da una violenta rivolta di androidi, una giovane incinta ed il suo compagno cercano disperatamente di mettersi in salvo.

Ecco la recensione senza spoiler di Mother/ Android.

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Una riflessione sull’attualità

Come Don’t Look Up, Mother/ Android lancia un grido dall’arme riguardo alla società e alla realtà in cui stiamo vivendo. Se il film con Leonardo DiCaprio e con Jennifer Lawrence propone una riflessione in modo brusco e con cruda onestà, Mother/ Android lo fa in modo più velato. Apparentemente, la trama del film potrebbe sembrare abbastanza banale: una famiglia che cerca di sopravvivere dopo l’apocalisse, minacciata dai robot. Tuttavia, offre una riflessione – seppur in termini estremi – sulla tecnologia e sul progresso di cui disponiamo. All’inizio del film, i protagonisti vivono circondati dai comfort derivanti dal progresso tecnologico. Innanzitutto, vediamo come gli androidi, degli ausili dalle sembianze umane finalizzati a migliorare la quotidianità, in maniera quasi superflua ed eccessiva, si trasformino nella peggiore minaccia per l’umanità.

Gli esseri umani sono gli stessi artefici dei loro nemici più spietati, avendo sbagliato nello spingere troppo oltre il progresso. In questo caso, hanno cercato di fabbricare delle macchine perfette, di creare la vita meccanicamente. Gli esiti catastrofici di questo desiderio ricordano quelli di Frankenstein, mostrando l’inquietudine che gli esiti della tecnologia sfuggano dal controllo dell’uomo. Nel corso di Mother/ Android, i protagonisti rimpiangono le comodità più semplici ed essenziali di cui prima disponevano prima, ad esempio dei calzini puliti.

La dicotomia tra l’umanità e gli androidi

Proprio come indica ill titolo, il film è giocato sulla dicotomia tra gli umani e le macchine. La maternità rappresenta in tutti i suoi aspetti più naturali ed emotivi l’umanità. Come spiega Arthur, gli androidi non sono capaci di provare sentimenti e per questo vincono sugli esseri umani. Georgia, invece, è in balia delle emozioni che variano dalla paura di diventare madre nella sua situazione, al terrore di essere catturata dai robot, alla gioia per la formazione della sua nuova famiglia. Senza troppo romanticismo, Mother/ Android si conclude in modo realistico: non sempre è possibile un lieto fine e, soprattutto, non sempre la conclusione migliore è quella che avremmo immaginato. Nel film, sono presenti scene emozionanti che mostrano soprattutto la complicità tra Sam e Georgia di fronte a una realtà inaspettatamente tragica.

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Le scene d’azione ed i colpi di scena

Per essere un film thriller apocalittico, Mother/ Android non presenta moltissime scene d’azione, concentrandosi soprattutto sull’aspetto emotivo e personale dei personaggi. Da una parte, ciò costituisce un punto di forza del film che gli permette di non cadere nella banalità. Dall’altra, il ritmo ne risente soprattutto nella prima metà della storia, dove un po’ di adrenalina avrebbe aumentato l’attenzione degli spettatori. Nel corso del film, si trova fondamentalmente un colpo di scena: risulta ben sviluppato ed efficace per una riflessione sulle false apparenze, anche se vagamente prevedibile.

Due unici protagonisti

In Mother/ Android compaiono principalmente due personaggi, Sam e Georgia, da cui la telecamera non si distoglie mai. Non sono previsti coprotagonisti e anche i cattivi non sono incarnati da figure specifiche, ma piuttosto da un gruppo indistinto di androidi. La psicologia della coppia è approfondita: i due personaggi conoscono momenti di difficoltà, anche per ragioni molto umane ed ordinarie. Se inizialmente Georgia era indecisa sulla sua relazione con Sam, il loro si rafforza tra le mille difficoltà ed incomprensioni, nel corso di Mother/ Android. Tutte le interazioni e i dialoghi avvengono tra loro due. Questa scelta rende la trama semplice da seguire, siccome c’è un’unica storyline. L’interpretazione di Chloë Grace Moretz e di Algee Smith regge il gran numero di scene di cui sono i protagonisti assoluti, la chimica tra loro risulta abbastanza credibile. Al contrario, non arrivano mai a degli exploit attoriali sorprendenti a cui il film si presta, per via dell’importante aspetto emotivo.

In generale, Mother/ Android non presenta grandi elementi rivoluzionari, ma risulta comunque un film molto piacevole. Al di là delle prime impressioni, alcune idee si rivelano profonde ed non scontate: ad esempio, vediamo il tipo di sacrifico che i genitori si spingono a fare per il loro bambino. Si tratta di un topos narrativo abbastanza comune, ma che nel contesto del film ci colpisce maggiormente. La vita da esuli dei protagonisti, la difficoltà di raggiungere una meta sicura e la paura per il futuro di loro figlio ricordano delle situazione tristemente reali, come la realtà dell’immigrazione ai giorni nostri.

La fotografia di Mother/Android crea un’ottima atmosfera per la narrazione dei fatti, le location sono caratteristiche e azzeccate. In una durata di circa due ore, alcuni spunti – come le motivazioni che spingono gli androidi alla rivolta – sono soltanto accennati. Ciò è dovuto al budget limitato, oltre che alla mancanza di tempo.

Che cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti e non dimenticate di iscrivervi alla nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati su Film e Serie TV.

ARGOMENTI:Chloë Grace MoretzMatt Reevesmattson tomlinNetflix
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DiChiara Daniela Zoja
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Mi chiamo Chiara Daniela Zoja e sono una ragazza appassionata di DC Comics. La mia città ideale è Star City. Dopo anni passati a guardare film e serie TV, credo nell'impossibile. Colleziono e creo action figures, funko pop e lego.
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