Ogni volta che un maestro della cinematografia come Christopher Nolan lancia un nuovo capolavoro sul grande schermo, la community dei cinefili italiani torna a porsi la stessa identica domanda, perché in Italia non possiamo godere dell’esperienza IMAX 70mm? Mentre in alcuni Paesi esteri le proiezioni su pellicola analogica da 70mm registrano il tutto esaurito per settimane, nel nostro Paese ci si deve accontentare della versione digitale, la risposta non risiede nella mancanza di interesse del pubblico, bensì in una complessa equazione fatta di costi di gestione, vincoli logistici e continuità dell’offerta.
Il confronto tra le tecnologie e la realtà delle sale italiane

L’IMAX rappresenta senza dubbio l’apice dell’esperienza cinematografica per immersività, qualità visiva e resa sonora, tuttavia è fondamentale comprendere la netta differenza tra l’IMAX digitale o a laser e l’IMAX in pellicola da 70mm. Il primo rappresenta la tecnologia attualmente diffusa nelle sale moderne e offre immagini ad altissima definizione e colori brillanti tramite proiettori digitali, il secondo, invece, è il formato analogico preferito dai grandi autori, capace di offrire una risoluzione teorica stimata intorno ai 18K e un aspetto visivo unico impresso direttamente sul film, attualmente in Italia sono presenti otto sale IMAX, ma tutte adottano proiettori digitali a laser e nessuna di esse è equipaggiata per la proiezione in pellicola da 70mm.
Una scelta dettata dalla sostenibilità economica

L’ostacolo principale per l’installazione di una sala IMAX 70mm è legato agli ingenti costi di struttura e gestione. In Europa, la realizzazione o l’adeguamento di una sala di questo tipo richiede un investimento iniziale di almeno un milione e mezzo di euro, a cui si aggiunge un costo di mantenimento annuo di circa duecento o trecentomila euro. Considerando che in Italia il prezzo medio per uno spettacolo IMAX si aggira intorno ai quindici euro, un cinema dovrebbe staccare più di centomila biglietti all’anno solo per rientrare dell’investimento iniziale e andare in pari con i costi di manutenzione del primo anno. Si tratta di un volume di ingressi decisamente complesso da sostenere per una singola sala nel mercato locale.
La scarsità dei film prodotti in pellicola

Oltre all’impatto economico, esiste un secondo problema critico legato alla continuità della programmazione, girare in IMAX 70mm richiede budget giganteschi e competenze tecniche di altissimo livello, essendo pochissimi i registi con i mezzi e le capacità per affrontare una produzione simile, i film distribuiti in questo specifico formato sono estremamente rari, con una frequenza di uscita pari a un solo titolo all’anno o persino uno ogni quattro o cinque anni. Per una struttura cinematografica sarebbe quindi estremamente difficoltoso stare dietro ai costi di costruzione e manutenzione a fronte di un numero così ridotto di pellicole da proiettare nel corso del tempo.
La complessità logistica del formato analogico

Accanto ai costi e alla rarità dei titoli, la gestione della pellicola IMAX 70mm comporta difficoltà pratiche non indifferenti. Le bobine necessarie per un singolo lungometraggio arrivano a pesare centinaia di chilogrammi e richiedono macchinari imponenti per la movimentazione, oltre a cautele estreme per la conservazione e il trasporto. Al contrario, i sistemi digitali eliminano del tutto il peso fisico e la responsabilità legate alla conservazione delle pellicole. I proiettori laser consentono un cambio di programmazione molto più semplice e flessibile, offrendo ai cinema la possibilità di programmare più spettacoli al giorno e di gestire il palinsesto in modo molto più dinamico ed economico.
Dove trovare l’esperienza IMAX nel nostro Paese
Nonostante l’assenza della pellicola analogica, gli appassionati del grande schermo possono comunque fruire dell’elevatissima qualità visiva dell’IMAX digitale in diverse strutture distribuite sul territorio nazionale, la tecnologia laser è infatti presente in Lombardia presso l’UCI Cinema di Orio al Serio, l’UCI Cinema di Pioltello e il Notorius Cinema Sarca. In Veneto è attiva la sala dell’UCI Cinema di Verona, mentre in Liguria l’esperienza è disponibile all’UCI Lux Fiumara di Genova. Scendendo lungo la penisola, si trovano le sale dell’UCI Lux a Campi Bisenzio in Toscana, dell’UCI Cinema Porta di Roma nella capitale e dell’HappyMaxi ad Afragola in Campania. In definitiva, la scelta di adottare esclusivamente il digitale ha permesso ai cinema italiani di abbattere i costi e offrire una programmazione costante, lasciando la pellicola 70mm come un’esperienza di nicchia confinata a poche e storiche strutture nel mondo.



