L’International Booker Prize 2026 parla taiwanese. A conquistare uno dei riconoscimenti più prestigiosi dedicati alla narrativa internazionale tradotta è stato Taiwan Travelogue, romanzo della scrittrice taiwanese Yáng Shuāng-zǐ, tradotto in inglese da Lin King. È una vittoria storica: si tratta infatti della prima opera originariamente scritta in mandarino taiwanese a ricevere il premio, un riconoscimento che negli ultimi anni si è affermato come una delle vetrine più importanti per la letteratura mondiale.
Assegnato ogni anno alle migliori opere di narrativa tradotte in inglese e pubblicate nel Regno Unito o in Irlanda, l’International Booker Prize celebra non solo gli autori, ma anche il lavoro dei traduttori, che condividono equamente il premio da 50.000 sterline. Un modo per ricordare come ogni traduzione sia, a tutti gli effetti, una nuova vita per un’opera letteraria.
Un viaggio nella Taiwan degli anni Trenta
Ambientato nella Taiwan del 1938, quando l’isola era ancora sotto il dominio coloniale giapponese, Taiwan Travelogue segue il viaggio della scrittrice giapponese Aoyama, invitata a documentare le bellezze del territorio. Ad accompagnarla c’è Chizuru, interprete taiwanese dal carattere riservato e sfuggente. Tra le due nasce un rapporto sempre più intenso che mette in discussione le gerarchie imposte dalla colonizzazione, intrecciando sentimenti personali e rapporti di potere.
La particolarità del romanzo sta anche nella sua struttura. Yáng Shuāng-zǐ costruisce infatti una sorta di falso diario di viaggio, arricchito da introduzioni, note e apparati che giocano continuamente con il concetto di traduzione, memoria e ricostruzione storica. Il risultato è un’opera che mescola romanzo storico, riflessione postcoloniale e storia d’amore, senza rinunciare a una forte componente metanarrativa.
Le motivazioni della giuria
La presidente della giuria Natasha Brown ha definito Taiwan Travelogue «un romanzo affascinante e scaltramente sofisticato», sottolineando come riesca a essere contemporaneamente una delicata storia d’amore e una lucida riflessione sul colonialismo. Secondo i giudici, il libro affronta temi complessi senza mai perdere il coinvolgimento emotivo dei personaggi, offrendo uno sguardo originale sulla storia di Taiwan e sulle dinamiche del potere.
Un riconoscimento che guarda oltre i confini
Negli ultimi anni l’International Booker Prize ha contribuito a portare sotto i riflettori opere provenienti da contesti culturali spesso poco conosciuti dal grande pubblico. La vittoria di Taiwan Travelogue conferma questa tendenza, premiando un romanzo che affronta temi universali come identità, appartenenza, memoria e amore attraverso una prospettiva profondamente legata alla storia taiwanese.
È anche un riconoscimento al lavoro della traduzione letteraria, troppo spesso relegata in secondo piano. Senza il lavoro di Lin King, infatti, la voce di Yáng Shuāng-zǐ difficilmente avrebbe raggiunto un pubblico internazionale così vasto.
Con questa vittoria, Taiwan Travelogue non si limita ad aggiungere il proprio nome all’albo d’oro dell’International Booker Prize: dimostra ancora una volta come la letteratura possa attraversare lingue, culture e confini geografici, trasformando storie profondamente locali in esperienze capaci di parlare a lettori di tutto il mondo.



