Accento Edizioni presenta A te penseranno gli avvoltoi, il folle e rocambolesco romanzo d’esordio di Matteo CM Casiraghi, pubblicato all’interno della collana Accento Acuto. Protagonisti della storia sono due ragazzi della provincia milanese che si imbarcano in una missione a dir poco delirante: scovare e farla pagare nientemeno che a Tim Burton. Il torto gravissimo che subiscono trascinerà l’improbabile coppia di amici in un’avventura totalmente al limite delle loro possibilità.

Trama
Matteo e Iurmiz “di Bollate” sono due ragazzi della provincia milanese che, durante una serata segnata da un forte abuso di sostanze, hanno un’illuminazione a dir poco geniale: scrivere un cortometraggio porno-gore basato sulla figura della fatina dei denti. Convinti che l’idea possa sbancare qualsiasi festival, decidono di inviare il progetto direttamente a Tim Burton. Dopo mesi di silenzio, durante i quali il regista ignora totalmente le innumerevoli e deliranti mail dei due, accade l’impensabile: Burton trionfa alla notte degli Oscar con un film basato esattamente sul loro soggetto.
..Segue sul grande schermo della Notte degli Oscar un’intervista a Tim che parla dalla sua piscina placcata d’oro mentre beve copioso champagne che ha comprato con le badilate di money che sta facendo con il suo film. Si ma **** però, conclude Iurmiz di Bollate. Tim Burton infame, per te solo lame.
Scoperto il furto e feriti nell’orgoglio, i due si imbarcano in una folle spedizione punitiva alla volta di Los Angeles per fargliela pagare. Il loro piano, improvvisato e privo di qualsiasi senso logico, deve però fare i conti con la dura realtà: tra il budget limitato e il tentativo surreale di imbarcare armi artigianali, l’impresa si trasforma in un’epopea totalmente fuori controllo. Quella che doveva essere una semplice missione di vendetta diventa così un’assurda, grottesca e disperata lotta per la sopravvivenza, tra irruzioni nelle ville hollywoodiane, incontri ravvicinati con celebrità e guai serissimi con la giustizia.
Recensione
La curiosità intorno a questo romanzo è nata qualche mese fa, quando la casa editrice Accento ha coinvolto i lettori sui social per sceglierne il titolo. La scelta è ricaduta su A te penseranno gli avvoltoi, un’espressione dal doppio significato: da un lato suona come uno spietato avvertimento in stile western o pulp indirizzato al celebre regista americano, colpevole di aver rubato l’idea ai protagonisti. Dall’altro è la metafora perfetta dello show business hollywoodiano, un sistema cinico che si nutre del talento altrui per poi lasciare solo carcasse a chi sta alla base, proprio come fanno gli avvoltoi.
I “divorati” di questa storia sono Matteo e Iurmiz. Matteo, la voce narrante, è un alter ego dell’autore che si muove in un costante gioco metanarrativo tra realtà e finzione. Iurmiz è il complice di Bollate, l’amico fedele e scapestrato con cui concepisce un bizzarro corto porno-gore e che lo segue ciecamente in una folle spedizione punitiva. I due non sono certo eroi positivi: sono disfunzionali, alterati da sostanze e privi di filtri morali. Eppure, la totale ingenuità con cui sfidano un colosso come Tim Burton e il sistema giudiziario americano li rende irresistibili, ma allo stesso tempo irritanti.
Il romanzo vive inoltre di un fortissimo contrasto geografico e culturale. Si parte dal grigiore monotono della provincia milanese, descritta con realismo cinico e ironico, per atterrare bruscamente nelle strade artificiali di Los Angeles. La Hollywood descritta da Casiraghi non è quella dei sogni, ma un enorme e spietato tritacarne popolato da squali, ipocrisia e sfarzo.
Il legame tra i due protagonisti è il vero motore emotivo di tutta la storia: i due si assecondano a vicenda in un piano palesemente suicida, dimostrando una lealtà cieca che diventa l’unico punto fermo in un mondo caotico e privo di senso. La loro frustrazione per il torto subito apre una riflessione sul valore delle idee nel mondo contemporaneo, dove i grandi nomi dell’industria monopolizzano il mercato, lasciando agli altri poco spazio o costringendoli a subire la mancanza di qualsiasi riconoscimento. La missione di Matteo e Iurmiz non è mossa dal desiderio di arricchirsi, ma da una pura e semplice sete di riscatto: la vendetta diventa così l’unico mezzo rimasto per sfidare i giganti del sistema, trasformando il torto in un’ossessione che giustifica ogni follia.
A colpire particolarmente è lo stile della narrazione, definita dalla casa editrice come un esilarante tripudio di cultura pop a metà strada tra pulp fiction e metanarrativa. L’autore gioca costantemente con il lettore rompendo la quarta parete e mettendo continuamente in dubbio le proprie parole, così da disorientare su cosa sia reale e cosa sia inventato. La prosa è priva di tempi morti e ricca di dialoghi serrati che richiamano lo stile cinematografico di Quentin Tarantino o dei fratelli Coen, unito a una componente splatter e gore volutamente strana. Il testo è pieno di riferimenti alla cultura pop degli anni ’90 e 2000, con citazioni che non fanno solo da sfondo, ma muovono gli eventi stessi con una forte dose di ironia e cinismo.
Sebbene l’originalità di trama e scrittura sia lodevole, lo stile può risultare a tratti urtante. L’estrema caratterizzazione dei personaggi e una narrazione densa di citazioni e digressioni continue creano un flusso che affascina all’inizio, ma rischia di stancare a metà lettura, specialmente chi ama uno stile più classico. Il narratore non fa nulla per mettere il lettore a proprio agio; al contrario, ne provoca la costante irritazione attraverso azioni e parole provocatorie, con il chiaro intento di destabilizzare. Ci si ritrova così scaraventati in un trip allucinogeno che scuote, diverte, sorprende, ma a tratti può persino annoiare. È un mix estremo di emozioni inconciliabili che può spaccare il pubblico: o lo si ama o lo si odia. Per questo motivo, la lettura è caldamente sconsigliata a chi cerca una narrazione equilibrata o lineare. Se invece siete pronti a farvi destabilizzare e volete tentare un folle salto sulle montagne russe, allora è esattamente il libro che fa per voi.
Il libro lo potete trovare qui
Autore
Matteo C.M. Casiraghi è un accademico in ambito politologico. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi Politici presso l’Università degli Studi di Milano e attualmente lavora come Assistant Professor di Relazioni Internazionali presso l’Università di Groningen, nei Paesi Bassi. “A te penseranno gli avvoltoi” è il suo romanzo d’esordio, edito da Accento Edizioni e pubblicato nel settembre del 2026.




