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NerdPool > Blog > Film > Il fenomeno Max Porter: SHY approderà su Netflix
FilmLibri

Il fenomeno Max Porter: SHY approderà su Netflix

Daniela
2 Maggio 2025
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6 Min
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Qualche settimana fa è stata rilasciata la notizia secondo cui il libro di Max Porter, pubblicato dalla casa editrice Sellerio, Shy, sarà il soggetto di un lungometraggio prodotto dalla piattaforma Netflix.

Non è ancora chiaro quando uscirà, probabilmente nel corso del 2025, sappiamo solo quale sarà il titolo: Steve, con protagonista Cillian Murphy.

TRAMA

Contrariamente a quanto dice il suo nome, Shy non è un ragazzo timido, ma un giovane vittima di se stesso e della confusione che l’adolescenza porta con sé. Alla sua età ha già “spruzzato, sniffato, fumato, imprecato, rubato, tagliato, preso a pugni, corso, saltato, schiantato una Escort, distrutto un negozio, distrutto una casa, rotto un naso, accoltellato il dito del suo patrigno”.

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Ha quindici anni, è stato espulso da scuola due volte, ammonito e arrestato. Vive in un centro per giovani delinquenti del West Country. Il Last chance è gestito da Steve, mentore e guida di Shy, deputato a indagarne la psiche, gestire i suoi scatti d’ira e trovarlo dopo le sue innumerevoli fughe.

Proprio in questo modo comincia la storia, con il ragazzo che imbraccia un pesante zaino pieno di pietre, diretto non si sa bene dove. Solo alla fine lo scopriremo in uno stagno nel quale si immergerà piano e, in preda al delirio, incontrerà qualcosa di agghiacciante che lo spingerà fuori dall’acqua e gli farà fare ritorno al centro.

Qui, sfogherà tutta la sua frustrazione nella violenza, coinvolgendo gli altri ragazzi e costringendo Steve a un ultimo disperato tentativo per fargli capire che nessuno è mai davvero solo nei suoi tormenti.

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Shy, Max Porter, Cillian Murphy, Netflix

RECENSIONE

In centoventotto pagine, Max Porter condensa i ghirigori mentali di un ragazzo che combatte con un mondo a cui non si sente di appartenere e una famiglia che vede lontana e respingente, per poi accorgerci che queste sono solo le sue percezioni e tutti, lì fuori, sono disposti a stargli vicino.

L’autore delinea un preciso quadro adolescenziale con la figura di Shy, ma non perde occasione per allargare il senso di impotenza ad altro.

“QUANDO UN MEMBRO DELLO STAFF CHIEDE DI COSA SI PREOCCUPI SHY, LUI RISPONDE DELLE FORESTE PLUVIALI”

Appare evidente quanto Porter voglia condannare la società per i drammi vissuti dai giovani e quanto questi vengano mostrati più sensibili di quanto si pensi. Ma non abbastanza da unirsi in una social catena: Shy incontra spesso lo sbeffeggiamento dei suoi compagni e a salvarlo, nelle ultime pagine del romanzo, sarà proprio l’adulto Steve.

Il finale cerca la via più semplice e melensa, ma scalda abbastanza il cuore e conferma che, spesso, un abbraccio vale più di mille terapie e reclusioni.

Nonostante la storia si semplice e abbastanza lineare negli sproloqui del protagonista, l’intenso flusso di coscienza rende difficile mantenere la concentrazione. Si susseguono pagine e pagine senza punteggiatura alcuna, intervallate da dialoghi sotto forma di intervista e battute che occupano intere pagine fino ai bordi.

Sia narrativamente, che strutturalmente, il libro si presenta come un particolare esercizio stilistico che potrebbe non piacere ai lettori dei romanzi più tradizionali.

Il libro potete trovarlo QUI

CENNI STORICO-SOCIALI SULLE STREET GANG

Le street gang sono un fenomeno antico che affonda le radici nell’industrializzazione e nella conseguente globalizzazione. Il significato dell’espressione è “gruppo di persone che vanno in giro insieme” con lo scopo di trovare un comune punto di aggregazione, perché i membri che ne fanno parte si sento emarginati dalla società.

La gang diventa, dunque, un embrione in cui autogestirsi nell’ascesa sociale; negli anni Venti del Novecento, a chiudersi in questa sorta di ghetto, non furono soltanto esponenti della comunità afroamericana, ma anche irlandesi, italiani e polacchi appena giunti negli Stati Uniti d’America.

Il fenomeno ha mantenuto il suo antico stereotipo razziale e implementato la criminalità al suo interno, tramite il gioco d’azzardo, l’usura e il racket delle estorsioni. Inoltre, la gang produce altre gang che rispondano una all’altra, generando un vizio di forma che sfugge al controllo della autorità.

Del resto, sembra impossibile sradicarle, dal momento che vivono non solo di un vecchio retaggio storico-sociale, ma si nutrono anche di giovani adolescenti: sono, cioè, legate al passaggio dei ragazzi all’età adulta. La loro presenza infatti, si delinea in quegli strati e in quei quartieri dove ci sono uno scarso livello di integrazione e di coesione sociale.

CHI È MAX PORTER

Max Porter, classe 1981, è uno scrittore inglese che, nel 2015, ha esordito nella narrativa con Il dolore è una cosa con le piume, vincitore del Premio Dylan Thomas dell’anno seguente.

Con il romanzo Lanny del 2019, è entrato ufficialmente nella longlist del Booker Prize, come miglior romanziere inglese.

Oltre che scrittore, è stato anche libraio e direttore editoriale della rivista Granta.

Shy, Max Porter, Cillian Murphy, Netflix
ARGOMENTI:cinelibreriaCinemalibriSELLERIO
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