Sappiamo già che l’attesissimo reboot televisivo di Harry Potter targato HBO si discosterà notevolmente dai film originali della Warner Bros, ma ora abbiamo un’ulteriore conferma su uno dei personaggi più amati del franchise. Nick Frost, il nuovo volto di Rubeus Hagrid, ha recentemente svelato quanto la sua interpretazione del Mezzogigante sarà lontana dall’iconica e amatissima versione del compianto Robbie Coltrane, ammettendo candidamente che questo cambiamento strutturale potrebbe far storcere il naso a più di un fan storico.
In breve
- Nick Frost interpreterà Hagrid nella nuova serie TV di Harry Potter prodotta da HBO.
- L’attore ha confermato che il suo Hagrid si allontanerà da quello di Robbie Coltrane: sarà più sfaccettato, infantile e caratterizzato da un lato a tratti violento.
- Le ispirazioni dirette per il personaggio includono uno zio dell’attore e la figura di John Coffey (interpretato da Michael Clarke Duncan) ne Il Miglio Verde.
- La serie espanderà in modo massiccio la lore originale di J.K. Rowling, introducendo personaggi tagliati dai film originali come Pixie il Poltergeist.
Le Ispirazioni Inedite per Rubeus Hagrid
In una recente intervista rilasciata al The Times, Nick Frost ha approfondito il lavoro tecnico e psicologico dietro la costruzione del suo nuovo Hagrid. L’attore ha spiegato di essersi ispirato in primis a suo zio Emy, rimasto “bloccato” emotivamente all’età infantile dopo aver contratto la scarlattina a dieci anni. Ma la vera sorpresa per gli appassionati è l’accostamento a John Coffey, il gigantesco detenuto interpretato da Michael Clarke Duncan ne Il Miglio Verde. Frost ha descritto la sua versione del Guardiacaccia di Hogwarts focalizzandosi su tre aggettivi fortissimi: “enorme, violento ma infantile”.
L’inclusione della violenza come tratto esplorabile segna un distacco netto dalla versione tendenzialmente pacifica di Robbie Coltrane, che nei film lottava costantemente contro i pregiudizi del Mondo Magico sulla sua presunta pericolosità. Frost è assolutamente cosciente di questa rottura: “Ho cercato di prendere ciò che ha fatto Robbie e di onorarlo. Ma io avrò a disposizione otto ore per ogni stagione, mentre Robbie ne aveva due e mezza: deve esserci per forza qualcosa di più in lui. Quindi: viene da Bristol. È simpatico, un po’ silenzioso…”. L’attore britannico ha poi aggiunto con assoluto pragmatismo: “A qualcuno non piacerà. Diranno: ‘Non è il mio Hagrid’. E va bene così.”
Perché i Cambiamenti Fanno Bene al Reboot di HBO
I cambiamenti confermati per il remake di Harry Potter e la Pietra Filosofale sono ormai numerosi, fisiologicamente legati a un minutaggio molto più esteso rispetto alle pellicole cinematografiche. Gli showrunner stanno puntando a una fedeltà certosina verso i romanzi originali di J.K. Rowling. Basti pensare che è già stato confermato il casting per Pixie il Poltergeist, assenza storica dei film, e assisteremo a scene che il regista Chris Columbus aveva dovuto lasciare sul pavimento della sala di montaggio, oltre all’inserimento di sequenze completamente inedite.
La prima immagine di Nick Frost nei panni del personaggio aveva scatenato reazioni contrastanti online, con alcuni membri della community che criticavano una presunta eccessiva somiglianza visiva col passato. Le parole dell’attore smentiscono però queste paure, confermando una profonda ricalibratura caratteriale. Già in precedenza ai microfoni di Collider, Frost aveva anticipato la volontà di non imitare il passato: “Sebbene sia consapevole di ciò che mi ha preceduto con l’incredibile performance di Robbie, non cercherò mai di essere lui. Cercherò di fare qualcosa, non dico ‘diverso’ perché bisogna essere rispettosi del materiale originale, ma all’interno di questo c’è spazio per le minuzie. Ho sempre visto Hagrid come un bambino adorabile, perso, violento, divertente e caloroso.”
In un progetto inevitabilmente divisivo, evitare paragoni diretti è probabilmente l’arma vincente per HBO. Lo stesso principio si applicherà a personaggi complessi da ereditare come Severus Piton, reso immortale da Alan Rickman. Distanziarsi consciamente dalle interpretazioni cinematografiche originali non è solo una scelta creativa coraggiosa, ma un asset fondamentale per garantire alla nuova serie una propria identità duratura.


