Ritorna, finalmente, l’archeologo più famoso del mondo in versione videoludica: Indiana Jones e L’Antico Cerchio, sviluppato dai talentuosissimi MachineGames (creatori di FPS come Wolfenstein The New Order e Wolfenstein The New Colossus) in un’inedita avventura che trascinerà Indy in giro per il mondo fra nazisti, antiche piramidi, e molte altre location.
Il mistero dell’avventura
L’avventura comincia trasportandoci al Marshall College (storica università dove insegna il professor Henry Jones Jr.), anno 1937 in tarda notte; il professor Jones si trova a lavorare fino a tardi e ad un tratto percepisce diversi rumori provenire da qualche parte, inducendolo ad indagare fino ad entrare in una stanza contenente vari reperti archeologici, fra cui un gatto mummificato e davanti ad esso un grosso e minaccioso uomo che, dopo aver rotto la teca di vetro, affronta Indy in una scazzottata avendo la meglio. Da questo evento scaturirà l’inizio del viaggio di Indy alla ricerca di questo prezioso manufatto, indagando assieme alla giornalista Gina, (interpretata dall’italianissima Alessandra Mastronardi) che potrebbe nascondere ben più di un semplice reperto storico, e non vedrete l’ora di scoprire come andrà a finire questa gloriosa avventura.

Nazisti… io odio questa gente
Si è molto discusso della tanto agognata visuale in prima persona del nuovo gioco di MachineGames, ma possiamo assicurarvi che mai scelta fu più azzeccata: il gameplay vi esorta ad esplorare le varie zone, a seconda delle quali vi permetteranno di ispezionare aree a corridoio (quindi con un percorso guidato che permette di avanzare in un’unica direzione per proseguire nella quest principale) oppure aree open map (zone un po’ più grandi con variazioni di percorso, che consentiranno di svelare ulteriori segreti, enigmi, documenti, e molto altro, al di fuori della quest principale). Nel corso della nostra avventura utilizzeremo molti strumenti, tra i quali l’iconica frusta di Indiana Jones, che ci permetterà di svolgere una moltitudine di funzioni tra le quali agganciarsi ad appigli per arrampicarsi o saltare un burrone, frustare i nemici in combattimento o distrarre i nemici provocando rumori.

Molta attenzione è stata rivolta al combattimento a mani nude, con vari attacchi, parate e contrattacchi, oltre a poter raccogliere oggetti nello scenario che permetteranno di stordire il nemico in un batter d’occhio, lanciando o picchiando a suon di badilate (e non solo!). Il combattimento con le armi da fuoco (pistole, fucili) non è il focus dell’esperienza, infatti, è meno curato rispetto ai vari Wolfenstein, ma si è scelto un approccio più realistico e, proprio per questo quando si spara, si farà molto rumore attirando così parecchi nemici. Il gioco propone due metodi di approccio, ovvero lo stealth (con alcune vibes a Dishonored) e l’approccio diretto consentendo al giocatore di confrontarsi come meglio crede con lo scenario ed i nemici, sorprendendo i nemici da dietro le spalle stordendoli, oppure adottando le classiche scazzottate o sparatorie, o ancora evitando approcci nascondendosi nell’ambiente (anche tramite travestimenti). L’I.A nemica non è infallibile e, seppur i tempi di reazione dei nemici siano nella norma per un’avventura di questo tipo, ci si aspettava qualcosa in più.

La varietà degli enigmi è molto ampia, come ad esempio lo sblocco di antiche porte tramite vecchie statue, oppure esplorando l’ambiente circostante in cerca di qualche leva od oggetto da utilizzare; riguardo la difficoltà di essi, la quest principale propone enigmi semplici da risolvere, mentre quelli nascosti nelle aree open map sapranno offrirvi un livello di sfida più alto.

Di fondamentale importanza l’utilizzo dei punti avventura, ottenibili tramite varie azioni del nostro archeologo (indagini sui segreti, risoluzione di enigmi, raccolta di libri in giro per gli scenari) che vi permetteranno di migliorare alcune specifiche caratteristiche del personaggio, sviluppandolo in base al vostro approccio di gioco, introducendo degli elementi simil-GDR.

Ti ho seguito in tante avventure, ma nel regno del mistero ci vado prima di te
Giocando il titolo, sembra di star guardando un degno seguito della trilogia cinematografica, fra colpi di scena ben piazzati e personaggi ben caratterizzati, oltre ovviamente ad un Indiana Jones perfettamente riconoscibile; la regia e le inquadrature delle cutscene sembrano dirette da Steven Spielberg in persona, i volti dei personaggi sono realistici, e la trama è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un capitolo cinematografico.
Lato gameplay, l’avventura procede senza intoppi e senza mai stancare: i combattimenti sono divertenti e ben congegnati, con qualche pecca lato animazioni dei personaggi, mentre la progressione del personaggio tramite i punti avventura è stimolante ai fini dell’avanzamento nel gioco; i livelli di difficolta (leggero, moderato, difficile, molto difficile) permettono una facile di esperienza di approccio ai neofiti del genere (definito dagli sviluppatori un gioco ADVENTURE ACTION, con focus sull’esplorazione) ed una sfida molto impegnativa al livello di difficoltà più difficile, con nemici più forti ed enigmi più impegnativi.
Comparto tecnico e grafico
Il videogioco utilizza il motore grafico MOTOR (motore degli ultimi videogiochi di Wolfenstein e DOOM) in una versione modificata dell’ID TECH 7 appositamente per il titolo: gli scenari sono bellissimi nell’insieme, con particolare attenzione al dettaglio di alcune texture (vasi, oggetti di varia natura, armi, libri), e garantiscono una perfetta immersività nel contesto. A livello di ottimizzazione, il titolo gira a 60 FPS in modo quasi cristallino su Xbox Series X e PC, dimostrando il gran lavoro del team di sviluppo con il motore grafico; ultimo, ma non per importanza, il reparto sonoro, con una grande colonna sonora riarrangiata per l’occasione dal compositore Gordy Haab (vincitore di un Grammy) che omaggia in modo eccellente le colonne sonore di John Williams, garantendo un’esperienza fuori dal comune per un tipo di prodotto del genere; gran lavoro svolto riguardo il sound design degli oggetti, fra impatti e rumori dell’ambiente circostante; buono il doppiaggio in italiano, ottimo in lingua originale.

La x è il punto dove scavare
In definitiva, il nuovo gioco dei MachineGames omaggia l’archeologo più famoso al mondo in modo perfetto: propone una storia intrigante e piena di colpi di scena degna dei migliori film della saga cinematografica, offre un gameplay molto ispirato fra combattimenti, esplorazione ed enigmi ben congegnati, elogia gli ambienti con un bel comparto grafico e tecnico, al netto di qualche sbavatura a livello di animazioni dei personaggi e qualche texture leggermente sgranata, accompagnando il tutto con un sound design davvero perfetto ed una colonna sonora che raggiunge picchi di eccellenza rielaborando in modo unico l’avventura. Indiana Jones e L’Antico Cerchio è un’esperienza che coinvolge, emoziona, diverte, e soprattutto omaggia la saga cinematografica, proponendo un’avventura che difficilmente dimenticherete, adatta ai fan della saga ed ai neofiti.


