Di recente, il personaggio di Spider-Man Noir è salito sempre più alla ribalta grazie alla serie tv uscita su Prime Video con protagonista Nicolas Cage. La sua storia editoriale a fumetti è però molto più lunga, infatti questa versione alternativa di Peter Parker è nata nel 2009 sulle pagine della miniserie omonima, scritta da David Hine e Fabrice Sapolsky con i disegni di Carmine Di Giandomenico. Trovate sul sito un articolo dedicato alle sue prime apparizioni. In questo caso vogliamo, invece, parlarvi della sua ultima avventura, raccolta da Panini Comics nel volume Spider-Man Noir: L’affaire Gwen Stacy, che vede Erik Larsen ai testi, Andrea Broccardo e Marika Cresta ai disegni, Rachelle Rosenberg ai colori e Simone Di Meo alle copertine.

Chi ha ucciso George Stacy?
È il 1939, Peter Parker ha accumulato esperienza con il costume e i poteri di ragno, avendo anche combattuto diverse battaglie con altri eroi nel multiverso, ma ora si ritrova nuovamente nella sua New York e deve risolvere alcuni problemi nella sua vita privata. Inoltre, non se la passa proprio bene economicamente, così, quando la giovane Gwen Stacy si presenta alla sua porta chiedendogli di indagare sulla morte del padre, Peter accetta subito l’incarico senza immaginare di essere coinvolto in qualche modo nel suo omicidio.
Erik Larsen ci porta nella New York di fine anni ‘30, una città che brulica di gang criminali e nella quale il nazismo inizia a serpeggiare sempre più forte, portando idee di discriminazione razziale che lo stesso Spider-Man cerca di combattere a suo modo, con le ragnatele…e con la pistola. Infatti, un elemento che ha caratterizzato da sempre la versione Noir di Peter Parker è proprio l’utilizzo di un’arma, che il vigilante vede come necessaria per difendersi. Rispetto alle apparizioni precedenti, in L’affaire Gwen Stacy, il protagonista è più consapevole dei propri mezzi e non esita a sfruttarli. Le avventure vissute in giro per gli universi lo hanno portato, però, a sacrificare la sua relazione con Mary Jane e il rapporto con la zia non è sempre idilliaco, ma chissà che con Gwen Stacy non possa nascere qualcosa di romantico.

Il contesto sociale
Indagando sull’omicidio di George Stacy, Peter inizia a scoprire una fitta trama legata ad esperimenti nazisti e ai loro risultati, che danno vita a creature dall’aspetto e dai poteri imprevedibili, decise a diffondere morte per la città e a intralciare gli atti di eroismo di Spider-Man. Tutto questo permette a Larsen di far risaltare un concetto molto importante, ripetuto in più di un’occasione nel corso della miniserie e del quale il protagonista vuole farsi paladino. Peter Parker vede infatti l’America per quello che è sempre stata, ovvero un melting pot, una nazione fondata da immigrati e crogiolo di culture diverse, dove il nazismo, e il razzismo che si porta dietro, non può e non deve proliferare in nessun modo.

Dal lato artistico, Andrea Broccardo, con il supporto di Marika Cresta nel terzo capitolo, compie un lavoro egregio nel rendere vivo e credibile il contesto storico nel quale si muovono i personaggi. Il design di Spider-Man Noir è quello ormai iconico, con cappello, occhiali da aviatore e la lunga giacca di pelle, tutto rigorosamente nero, in modo da poter incutere timore in chi si trova ad affrontarlo.
Spider-Man Noir: L’affaire Gwen Stacy si conferma quindi una buona lettura, che non deluderà gli amanti di questa versione del ragno e che può accompagnare la visione della serie tv. Se invece siete a digiuno del personaggio, magari vi consigliamo di partire da uno degli altri volumi proposti da Panini Comics, che contiene le sue prime avventure, anche solo per apprezzare le tavole di un altro grande disegnatore italiano, Carmine Di Giandomenico.



