Con la seconda stagione di The Last of Us, HBO ha introdotto elementi sempre più oscuri e complessi del mondo post-apocalittico ideato da Naughty Dog. Ma è bastata una sola battuta per cambiare radicalmente la percezione di un personaggio centrale nel culto dei Serafiti, ponendo le basi per un’importante svolta narrativa nella stagione 3.
La brutalità umana nel mondo di The Last of Us
Nel contesto del crollo della civiltà, le opere post-apocalittiche tendono a mostrare come l’umanità regredisca verso l’istinto primordiale. The Last of Us, pur restando ancorato a una rappresentazione più realistica rispetto a saghe come Mad Max o Snowpiercer, non è da meno: nella prima stagione abbiamo visto il gruppo di David sopravvivere agli inverni del Colorado ricorrendo al cannibalismo. Ora, nella stagione 2, viene introdotta una setta ancora più disturbante: i Serafiti, fanatici religiosi pronti a sventrare i loro nemici nel nome di un’entità divina.
All’inizio, i Serafiti sembrano addirittura vittime: vengono attaccati dalla Washington Liberation Front (WLF) durante una pacifica migrazione. Tuttavia, la narrazione ribalta presto le apparenze: il culto guidato da una figura misteriosa – ritratta in murales e simboli per le strade di Seattle – è altrettanto spietato.
SPOILER: cosa cambia rispetto al videogioco
Nel videogioco The Last of Us Part II, i Serafiti sono devoti a una sola profetessa, una donna bianca che muore prima che Ellie arrivi a Seattle. La sua morte scatena una guerra aperta tra il culto e la WLF. Ma la serie HBO cambia le carte in tavola.
Nel finale della stagione 2, Ellie nota un’opera che raffigura una nuova figura profetica, molto diversa da quella vista nei murales precedenti. “Ce n’è più di una?” si chiede la protagonista.
È una frase veloce, quasi casuale, ma rappresenta un cambio di rotta importante rispetto al gioco. Questo suggerisce che potrebbero esserci più figure profetiche all’interno del culto, o addirittura una scissione interna che potrebbe dare origine a fazioni contrapposte.
Le implicazioni per la stagione 3
Questa modifica aprirà nuove possibilità narrative nella terza stagione. Se nel gioco gli anziani prendevano il controllo dei Serafiti dopo la morte della fondatrice, la serie potrebbe scegliere una direzione diversa: una nuova profeta potrebbe assumere il comando, oppure il gruppo potrebbe dividersi, dando origine a un conflitto interno.
Tutto questo avrà ripercussioni dirette anche sulla storyline di Abby, soprattutto se – come suggerito – il nuovo leader dei Serafiti dovesse essere meno compassionevole e più incline alla violenza. Dato che la seconda stagione si chiude con la scena al teatro, è lecito aspettarsi che la guerra tra WLF e Serafiti sarà al centro degli eventi futuri.
Con questo piccolo ma potente cambiamento, The Last of Us conferma la sua volontà di discostarsi dal materiale originale per esplorare tematiche più profonde e imprevedibili. Restate connessi su NerdPool.it per non perdervi tutte le novità sulla stagione 3. E voi, cosa ne pensate della nuova possibile profetessa dei Serafiti? Scrivetecelo nei commenti!


