Manca pochissimo allo sbarco in sala di Toy Story 5, e l’hype attorno all’ultima fatica targata Pixar sta già raggiungendo livelli di guardia. Le prime recensioni internazionali gridano al miracolo, confermando che il franchise non ha perso un grammo della sua magia. Ma mentre i fan si preparano a tornare al cinema, la vera bomba l’ha sganciata Andrew Stanton: il co-creatore storico della saga ha rotto il silenzio sul futuro dei nostri giocattoli preferiti, lasciando la porta spalancata non solo a Toy Story 6, ma a una vera e propria espansione dell’universo narrativo.
In breve
- Toy Story 5 debutta questa settimana ed è già un trionfo di critica, forte di un clamoroso 93% su Rotten Tomatoes.
- Il co-creatore Andrew Stanton non esclude nuovi capitoli: un eventuale Toy Story 6 esplorerebbe gli “anni di Bonnie“.
- La saga è strutturata per passare il testimone di generazione in generazione, come dimostrato dal passaggio di grado da Woody a Jessie.
- La trama del quinto film affronterà lo scontro generazionale tra i giocattoli classici e l’ossessione dei bambini moderni per smartphone e tablet.
Il futuro dei giocattoli: verso gli “anni di Bonnie”
Durante una recente intervista con Ash Crossan di ScreenRant, Andrew Stanton ha regalato agli appassionati uno sguardo privilegiato dietro le quinte della mente creativa di Pixar. Alla fatidica domanda su eventuali sequel dopo l’uscita dell’imminente quinto capitolo, l’autore ha confermato che il terreno è già fertile per nuove storie.
Se Toy Story 6 dovesse ricevere luce verde, l’idea è quella di esplorare a fondo l’era attuale. “Spero davvero che questo diventi lo schema, se la saga dovesse continuare,” ha spiegato Stanton. “Ho sempre saputo che c’era la naturale possibilità di seguire semplicemente la vita di Bonnie, per vedere cosa succede ai giocattoli nel corso del tempo. Quel seme è sempre stato lì, piantato nella trama.”
La filosofia di sviluppo in casa Pixar, a quanto pare, ricorda quella di una serie televisiva di altissimo livello. “Lavoriamo come se fossimo una serie che non sa se verrà rinnovata per la stagione successiva,” ha precisato il co-creatore. “Chiudiamo sempre ogni film come se fosse il finale definitivo, ma alla fine del quarto capitolo abbiamo passato il distintivo da Woody a Jessie, proprio nel caso in cui la storia fosse andata avanti. È questa la mentalità che ci guida.”
Basta polemiche: perché abbiamo ancora bisogno di Toy Story
È il momento di sfatare un mito tossico che infesta i forum e i podcast della pop culture a ogni nuovo annuncio. Mentre Toy Story 3 era stato accolto come la chiusura perfetta, l’arrivo del quarto e ora del quinto film ha scatenato la solita, stancante tiritera: “avevamo davvero bisogno di un altro sequel?”
I numeri e la qualità parlano da soli. Con Toy Story 5 seduto comodamente su un 93% di gradimento su Rotten Tomatoes (basato su oltre 110 recensioni), il team Pixar ha chiaramente fatto centro di nuovo. Ma c’è di più: il nuovo film poggia su una premessa dannatamente attuale, mettendo i vecchi giocattoli faccia a faccia con l’inevitabile crescita dei bambini di oggi, circondati da schermi e dispositivi digitali. È una tematica matura, in grado di risuonare potentemente sia con i più piccoli che con i genitori.
Risulta quindi incomprensibile la diffidenza preventiva di una fetta di pubblico. Ogni pellicola di questo franchise ha saputo regalare momenti di pura estasi emotiva o vere e proprie mazzate al cuore, e tutto lascia presagire che il quinto capitolo seguirà la stessa scia. Se la qualità narrativa e l’impatto emotivo rimangono su questi standard di eccellenza cinematografica, non possiamo che dire: dateci Toy Story 6, 7 e tutti i sequel che Pixar avrà il coraggio di sognare.



