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NerdPool > Blog > Anime > La mia fuga alcolica di Kabi Nagata – Recensione
Anime

La mia fuga alcolica di Kabi Nagata – Recensione

Marianna Rainolter
7 Aprile 2022
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7 Min
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Kabi Nagata torna a raccontare i suoi dolori fisici e mentali in La mia fuga alcolica Scappando dalla realtà, un nuovo volume di questa amata mangaka edito sempre da J-POP Manga. Qui l’autrice parla del suo problema con l’alcool e di una malattia che le cambierà la vita. Scoprirete con noi questo volume autobiografico potente e toccante.

Un’autrice sul baratro

Un forte dolore alla pancia costringe Kabi Nagata ad andare in ospedale. Li scoprirà di avere una pancreatite acuta da curare immediatamente con un ricovero. Questa malattia è stata provocata dall’eccessivo consumo di alcolici da parte della nostra mangaka. E qui come nelle sue altre opere biografiche si svela e rivela al lettore partendo dal suo problema con l’alcolismo già citato in Lettere a me stessa. Un modo per esorcizzare il suo senso di colpa a seguito della pubblicazione dei suoi manga, al dolore provocato alla sua famiglia e alla sensazione che bere le provoca, di rilassarsi e dimenticare finché non è sobria i suoi problemi.

La mia fuga alcolica

Ma l’eccessivo consumo di alcol la porta a quel momento, con una malattia che mette a rischio la sua vita. Ed è costretta ad un ricovero di una ventina di giorni, ad una terapia con flebo, medicinali e una dieta che dovrà seguire anche in futuro, una volta uscita dall’ospedale. Questioni difficili da affrontare perché non è facile pensare ad una rinuncia definitiva di alcool o di determinati cibi. E la paura di una ricaduta, del rischio della vita per un goccio in più… Riflessioni che paiono esagerate dall’altra comprensibili da chi ha una malattia ed è costretto ad una cura costante e a delle regole anche non rigide. E Kabi Nagata affronta tutto anche con una vena ironica e non solo tragica che cerca di stemperare

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Kabi Nagata

Ma a partire da questi problemi di salute, La mia fuga alcolica affronta anche un altro tema che noi colleghiamo a Kabi Nagata e alle sue opere. Il fatto che metta a nudo nei manga la sua vita e i suoi problemi. Problemi comuni a noi tutti, che troviamo anche noi difficoltà ad ammettere, affrontare e condividere con altre persone. E lei lo fa pur con tutte le conseguenze. Intanto quelle legate ai suoi problemi psicologici che cerca di esorcizzare anche con il mezzo dei manga che crea. Dall’altra il giudizio e le sofferenze che ha provocato con la sua famiglia nel svelare questioni private e problematiche.

Ciò l’ha portata a rinunciare a opere di tipo biografico e personali a favore della fiction. Ma questo problema di alcolismo che deve affrontare mentre si cimenta in questo tipo di opere e trova difficile da farle. Sente come il bisogno di parlare della sua esperienza in ospedale e quello che le è successo dopo. Riflessioni su se stessa e il suo lavoro, quello di condividere esperienze con chi la legge e la bellezza di questo tipo di opere.

J-POP Manga

La mia fuga alcolica e la potenza del raccontarsi di Kabi Nagata

La mia fuga alcolica è bello per questa parte che pare inizialmente non collegarsi al tema dell’alcolismo ma lo diventa pian piano arrivando ad una conclusione non definitiva. Sul finale infatti vediamo l’autrice proporre i temi che saranno al centro della sua successiva opera, l’amore e la solitudine. (J-POP Manga ha già annunciato questa nuova opera prevista nei prossimi mesi.) Perché Kabi Nagata ha questa forza nel raccontare temi a noi vicini come la dipendenza da qualcosa che può essere diverso dall’alcol, rendendoci conto della sua pericolosità troppo tardi.

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Poi il suo disegno semplice ma efficace nel raccontare la sua esperienza, anche con simpatia, creando un bellissimo contrasto tra il bianco e il nero e colori tenui e positivi. Prima avevamo il rosa, ma in questo volume c’è un arancione quasi fluo molto bello e che amplifica certe tavole con questo colore così particolare.

Kabi Nagata

Perché volenti o nolenti, pronti o meno perché conosciamo Kabi Nagata, le sue opere e il suo stile, rimaniamo sempre colpite da esse. Colpiscono qualcosa nel nostro intimo, ci ritroviamo nelle situazione che racconta e ne traiamo conforto. Non ci sentiamo soli perché troviamo qualcuno che parla di cose che abbiamo provato e forse ci tormentano allo stesso modo.

E un po’ come l’autrice tenta di esorcizzare le sue paure e timori nel disegnare manga, noi lettori ci ritroviamo a pensare a noi stessi, a confrontarci con quei pensieri che non diciamo ad alta voce ma leggiamo sulla carta. E la potenza di riflessioni e disegno non smettono mai di colpire nel profondo ed emozionare perché così comuni, così umane in pregi e difetti. Kabi Nagata si svela nella sua umanità spingendoci a fare altrettanto: non avere paura di chiedere aiuto e affrontare le difficoltà ma sopratutto noi stessi.

La mia fuga alcolica

Ringraziamo la casa editrice J-Pop Manga per averci fornito una copia del volume per poterlo recensire. Vi ricordiamo le nostre recensioni degli altri volumi di Kabi Nagata usciti in Italia: La mia prima volta My Lesbian Experience with Loneliness e Lettere a me stessa Dopo la mia prima volta. Voi avete letto anche La mia fuga alcolica e cosa ne pensate? E quale è il volume di questa mangaka che più vi ha colpito? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguire Nerd Pool per essere sempre aggiornati sui vostri manga e anime preferiti!

ARGOMENTI:biografiajpop mangakabi nagatala mia fuga alcolicala mia prima volta my lesbain wxperience with lonelinessLettere a me stessa. Dopo la mia prima voltaMangaRecensione
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DiMarianna Rainolter
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In costante over-booking di letture. Blogger per caso su Bookmarks are Reader's Best Friends; fanatica di anime e manga (sportivi e BL, ma non solo), collezionatrice seriale di segnalibri. Legge in silenzio, ma scrive con musica K-pop a palla perché la aiuta a sentirsi ispirata
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