Maurizio Zaccaro firma Bellissima dea. Storia di Clara Calamai, un romanzo biografico edito da Vallecchi Firenze che ripercorre la vita dell’attrice italiana che molto ha fatto parlare di sé.

TRAMA
Il regista e scrittore Maurizio Zaccaro ci restituisce il ritratto doloroso della prima vera donna proibita del grande schermo italiano.
Il libro si sviluppa come un racconto sospeso tra il presente e una fitta rete di flashback che ripercorrono la parabola di un mito. Dalle inquietudini giovanili nella provincia toscana, la narrazione ci trascina nel cuore degli anni Quaranta, quando la giovane Clara squarciò il velo del perbenismo fascista apparendo a seno nudo nel film La cena delle beffe di Alessandro Blasetti: un frame che sconvolse l’Italia, trasformando la donna nel sogno erotico dei soldati al fronte.
Ma la Calamai non era una diva da cartolina e l’anno successivo, nel 1943, rinunciò al trucco pesante, indossando i panni dimessi e strazianti della bottegaia Giovanna e inaugurando la stagione del Neorealismo in Ossessione di Luchino Visconti. L’unicità va, però, pagata: progressivamente, l’attrice si allontanò dai riflettori alla ricerca di normalità e affetti stabili, fino a cadere quasi nel dimenticatoio.
Ma nel 1975 sarebbe arrivata una chiamata inaspettata: Dario Argento le affida il ruolo della folle assassina in Profondo rosso, regalandole una nuova immortalità.
L’ho sempre presa sbagliata questa vita mia. Ho sempre pensato che non si può essere felici, con il padre e la madre che devono morire, con tutto questo dolore che si vede nel mondo.
RECENSIONE
Maurizio Zaccaro, attraverso il filtro romanzesco, traccia una biografia affatto fredda e accademica, ma un’opera che somiglia molto a una sceneggiatura cinematografica, che fonde il saggio di storia del cinema con la sensibilità del romanzo psicologico.
Clara Calamai viene spogliata da ogni cliché erotico per rivelarsi quale donna fragile e inquieta, schiacciata tra il desiderio di appagare il pubblico e la censura delle istituzioni.
Zaccaro riesce a portarci nella Cinecittà prima e dopo la guerra, facendoci quasi respirare l’aria da set e l’odore della pellicola perché, essendo del mestiere, sa come inquadrare le scene, anche su carta. Inoltre, il libro è una miniera d’oro di aneddoti per cinefili, dalle liti con Visconti alle intuizioni geniali e visionarie di Argento.
Fa da contraltare una struttura poco lineare che gioca su continui flashback e salti temporali che potrebbero disorientare i lettori alla ricerca di una racconto che sia più una cronistoria ben ordinata e, soprattutto, se non si è addentro all’evoluzione del grande cinema italiano che fu, la lettura potrebbe risultare lontana e meno accattivante.
Il libro potete trovarlo QUI
L’AUTORE
Nato a Milano, Maurizio Zaccaro è prima di tutto un acclamato regista e sceneggiatore cinematografico e televisivo. Cresciuto sotto l’ala protettrice di Ermanno Olmi, Maurizio Zaccaro si ifa conoscere da critica e pubblico nel 1991 con Dove comincia la notte (David di Donatello come miglior regista esordiente).
Nel corso della sua carriera ha firmato pellicole importanti come Il carniere (1997), Un uomo perbene (1999, sul caso Enzo Tortora) e il film Nour (2019), incentrato sulla crisi dei migranti a Lampedusa. Per la televisione ha diretto miniserie come Fernanda (2023).
La biografia di Clara Calamai non è la sua sola opera letteraria: sempre per Vallecchi Firenze, ha pubblicato La scelta nel 2020, dedicato al suo rapporto con Olmi.


