Mondadori ci presenta l’ultimo romanzo di Ken Follett dal titolo “Il cerchio dei giorni“, con la traduzione curata da Annamaria Raffo. In questo viaggio straordinario, lo scrittore britannico ci porta alla scoperta di Stonehenge, uno dei monumenti più misteriosi e affascinanti di sempre.

Trama
2500 a.C. Nella Grande Pianura è tutto pronto per il rito di Mezza Estate, un’occasione importante non solo per incontrare e fare scambi commerciali con le tribù della zona, ma anche un modo per ammirare il Monumento, una struttura sacra costruita per la maggior parte in legno. A prendersene cura sono un gruppo di sacerdotesse che quattro volte all’anno danzano attorno a esso e, contando i giorni, tramandano tradizioni e storie. Il giovane cavatore Seft arriva al Monumento con suo padre e i suoi due fratelli per vendere la selce, anche se il suo desiderio è quello d’incontrare nuovamente la pastora Neen, figlia di Ani, membro del consiglio degli anziani. I due sono innamorati e Seft spera che il loro amore possa allontanarlo definitivamente da una situazione familiare difficile, in cui subisce continuamente soprusi dalla sua famiglia, facendolo entrare a far parte della tribù dei pastori. La sorella di Neen, Joia, rimane talmente affascinata dai riti di Mezza Estate che decide di lasciare la sua vita per diventare una sacerdotessa.
Mentre sono tutti alla cerimonia, i coltivatori decidono di impossessarsi del Varco, un passaggio che collega i campi al mare, per poterlo arare e coltivare. La notizia getta nello scompiglio le tribù della Grande Pianura, iniziando così una escalation che porterà a continui disordini. Gli screzi e i dispetti si susseguono fino a quando il capo dei coltivatori, il tiranno Troon, decide di far bruciare il Monumento come avvertimento. La situazione si placa ma il pensiero comune è che sia solo una pace temporanea.
Dieci anni dopo, la Grande Pianura viene colpita dalla siccità che mette a dura prova l’armonia precaria tra le tribù, nel quale lo spirito di sopravvivenza prevale sulla condivisione, facendo compiere alle persone anche atti estremi. Nel mentre, Joia è diventata una sacerdotessa importante che spera di realizzare un’impresa: ricostruire il Monumento interamente in pietra per evitare i continui incendi, sia accidentali che dolosi. L’idea di Joia è sostenuta da Seft, diventato nel frattempo suo cognato, il quale le mostra la valle delle Grandi Pietre, ove è possibile trovare moltissime pietre enormi da poter utilizzare per il Monumento. Bisognerebbe solo trascinarle, ma come fare?
Il progetto è ambizioso e diventa per Joia la sua missione di vita, cercando di convincere più persone possibili a seguirla in un’impresa impossibile. Ma dietro l’angolo si celano pericoli che aspettano il momento più opportuno per agire e distruggere tutto. Ce la farà Joia a portare a termine la sua missione?
“…Costruiremo un Monumento che susciterà per sempre la meraviglia della gente. Persone che oggi non sono ancora nate, e i loro figli, guarderanno il nostro Monumento di pietra e si domanderanno: “Chi lo ha concepito? Quali donne e uomini coraggiosi hanno superato ogni ostacolo per innalzarlo? Chi sono i giganti che lo hanno realizzato?”. E la risposta sarà…noi!”
Recensione
Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1986, il sito neolitico di Stonehenge è uno dei monumenti più affascinanti e misteriosi che sono pervenuti fino ai giorni nostri. Il sito richiama non solo milioni di turisti, ma è diventato anche un luogo di pellegrinaggio dei seguaci del celtismo e di altre religioni neopagane. Nonostante sia uno dei monumenti più iconici al mondo, in realtà se ne sa molto poco e nel corso degli anni ci si è posti molte domande: come e perché è stato costruito? Ma soprattutto, chi lo ha voluto? Ken Follett ha cercato di raccontare quella che potrebbe essere l’ipotetica storia sulla costruzione di Stonehenge, utilizzando i pochi dati reali a disposizione.
Lo scrittore britannico parte dalla descrizione di come poteva essere il territorio inglese dello Wiltshire oltre 4000 anni fa e dei suoi abitanti: la Grande Pianura è delimitata da tre grandi fiumi, il North River vicino alle colline, l’East River a ridosso della pianura e il South River, tra il bosco e il mare. Le tribù che ci vivono sono principalmente quattro, ovvero i pastori, i coltivatori, gli abitanti del bosco e i cavatori. Come quinto gruppo sociale troviamo anche le sacerdotesse, impegnate a tramandare storie e leggende, oltre che prendersi cura del Monumento, una struttura circolare per metà in legno che rappresenta la sacralità e il fulcro del territorio.
Ogni tribù rappresenta un lato complesso della natura umana, in continuo conflitto: i coltivatori sono coloro che vogliono governare attraverso la forza e la paura, sono i disturbatori che non accettano i successi degli altri e fanno di tutto per affossare il prossimo. Nella comunità dei coltivatori non esiste il concetto di condivisione, per tanto ognuno cura il proprio interesse e ricorre alla violenza quando è necessario. La donna viene vista solo come uno degli oggetti che gli uomini possiedono e chi si ribella, rischia la vita. Il capo dei coltivatori è Troon, un tiranno spietato che considera le altre tribù una minaccia alla sua, per tanto provoca continui incidenti che portano soltanto ad altre situazioni aggressive. Dall’altro lato troviamo i pastori, ovvero i mediatori che cercano di trovare sempre una soluzione senza ricorrere alla violenza. Lo spirito di comunità è molto sentito, in cui la libertà personale, soprattutto quella delle donne, è un concetto a cui tengono molto. Vi è un momento per il lavoro, uno per il riposo e un altro per il divertimento; in questo modo si riesce a mantenere l’armonia nel gruppo. A coordinare le decisioni vi è un consiglio di anziani capitanano da Ani, una donna saggia che cerca di placare gli animi più focosi, come quello di Scaggia. Gli abitanti dei boschi rappresentano la via di mezzo tra coltivatori e pastori, i quali agiscono principalmente per i loro interessi personali. Se una specifica cosa attira la loro attenzione possono diventare violenti, ma allo stesso modo le persone più ospitali e gentili che si possano trovare. A capo degli abitanti dei boschi vi è Bez, un uomo pacato che all’occorrenza sa essere spietato con chi si azzarda a mettere in pericolo la sua tribù. Infine vi sono i cavatori, gente dedita al duro lavoro e non curante dell’igiene personale. Seft proviene da questa tribù alla quale sente di non appartenere. Alla prima occasione scappa dalla sua famiglia violenta e decide di entrare a far parte della tribù dei pastori, sposando Neen e diventando un falegname molto rispettato.
Al centro della storia vi è il Monumento, un’enorme struttura composta da un cerchio di pietre all’esterno e uno di legno all’interno. Nessuno sa come il mio primo cerchio sia stato realizzato, ma la sacerdotessa Joia e Seft vogliono completare l’opera, eliminando la parte in legno per renderla più resistente. Ken Follett ci racconta che i protagonisti trovano le pietre nella valle delle Grandi pietre e che le trasportano sopra delle enormi slitte. Su questo dettaglio, gli storici concordano sul fatto che le pietre furono trasportate probabilmente su delle strutture che scivolavano su rulli di legno, tirate con corde di cuoio da centinaia di persone. La cosa che colpisce maggiormente è il fatto che l’origine delle pietre venga da un territorio che dista oltre 30km da Stonehenge, rendendo l’impresa al limite dell’umano. Per convincere centinaia di persone a trainare pietre dal peso di oltre 25 tonnellate potrebbe essere stata una figura carismatica, un leader capace di coinvolgere tutti in un’impresa titanica. Non avendo un nome, da qui nasce l’idea dell’autore di creare il personaggio di Joia, una sacerdotessa che, grazie al suo coraggio, al suo carisma e alla sua determinazione, è riuscita a intraprendere quest’avventura. Joia non sa quale sia il suo posto nel mondo ma di una cosa è certa: è disposta a mettere a repentaglio la propria vita pur di portare a termine il progetto.
Purtroppo il monumento che vediamo oggi non corrisponde esattamente a come doveva presentarsi migliaia di anni fa, a causa soprattutto del riposizionamento delle pietre restanti fatto da ingegneri tra l’Ottocento e il Novecento. Le modifiche introdotte furono sostanziali, per fortuna però durante il solstizio d’estate, la posizione del sole all’alba combacia perfettamente con il centro del Monumento, mostrando la sua magnificenza attraverso le pietre. Questo dimostra che la funzione primaria di Stonehenge era quella di essere un osservatorio astronomico preistorico, resta ancora un grande mistero chi sia stato il vero artefice del progetto.
Il risultato finale è un romanzo epico e travolgente che, sebbene presenti 700 pagine, riesce a coinvolgere il lettore senza mai annoiarlo. Ogni singolo dettaglio dell’ambientazione è curato alla perfezione, a dimostrazione dell’enorme lavoro effettuato dallo scrittore. I personaggi presentano dei caratteri ben delineati e alcuni di essi ci rivelano la loro vera natura attraverso una involuzione volontaria, per mostrarci che non sempre l’essere umano sceglie la via più pacifica. Questo dettaglio rende la storia veritiera e umana, come vuole fortemente l’autore: Ken Follett ama raccontare storie di persone comuni che realizzano opere straordinarie e apparentemente impossibili. Nel far ciò racchiude in un microcosmo una serie di figure molto diverse tra loro, che possono scontrarsi o stringere rapporti di collaborazione. Il tutto sotto gli occhi attenti e vigili del lettore, che riesce a sentirsi parte della storia, arrivando anche a schierarsi per una o per l’altra tribù (l’autore ha parlato dell’argomento alla presentazione del libro tenutasi a Milano il 12 ottobre, potete trovare l’articolo qui)
Nella società contemporanea, sempre attiva e scattante, il romanzo “Il cerchio dei giorni” ci mostra come abbiamo ancora bisogno di assaporare le cose lentamente, scoprendole pagina dopo pagina e godendoci il piacere della lettura. Se poi il prodotto è scritto magnificamente, il piacere è ancora più soddisfacente.
Il libro lo potete trovare qui
Autore
Ken Follett è uno degli autori più amati al mondo, con 38 libri pubblicati e oltre 198 milioni di copie vendute. È tradotto in più di 80 paesi e in 40 lingue. Il suo primo bestseller è stato La cruna dell’Ago (1978), una spy story ambientata durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1989 è uscito I pilastri della terra, diventato poi il suo romanzo più famoso, al primo posto nelle classifiche di tutto il mondo per mesi. I suoi sequel, Mondo senza fine e La colonna di fuoco, e il prequel, Fu sera e fu mattina, hanno avuto altrettanto successo e la serie di Kingsbridge ha venduto più di 50 milioni di copie. In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Mondadori. L’autore vive nell’Hertfordshire, in Inghilterra, con la moglie Barbara. Hanno cinque figli, sei nipoti e tre labrador.


