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NerdPool > Blog > Libri > LA VITA DOPO KAFKA di Magdaléna Platzová: recensione
Libri

LA VITA DOPO KAFKA di Magdaléna Platzová: recensione

Eleonora Trevisan
22 Luglio 2025
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7 Min
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La casa editrice Voland pubblica La vita dopo Kafka dell’autrice Magdaléna Platzová, con la traduzione di Letizia Kostner. Un romanzo che, mescolando realtà e finzione, indaga sulla vita di Felice Bauer, la prima fidanzata di Franz Kafka.

Trama

È il 1935 quando Felice Bauer e la sua famiglia scappano dalla Berlino di Hitler: un anno e una fuga drammatici, costretti come sono a lasciare una vita agiata e tutti i loro beni per un futuro incerto. Eppure lei porta con sé le lettere che Kafka le aveva inviato durante la loro relazione. Ma chi era esattamente questa donna? Chi si nascondeva dietro l’indole pratica e la risata cordiale di cui ci parlano le famose Lettere a Felice? E fino a che punto si è allungata l’ombra di Kafka nella sua vita? Anni dopo a Manhattan un uomo che afferma di essere figlio di Kafka si avvicina al figlio di Felice: la storia che riferisce può essere vera?

“Deve pur esserci una forza. Nel rimanere insieme alle cose. E nella crescente fragilità, in cui non c’è quasi nulla da rompere perché tutto è in qualche modo già incrinato e intaccato.
Le parole traboccano dal diario in un romanzo come tessuto vivo che tiene insieme romanzo e vita.”

Recensione

Felice Bauer e Franz Kafka si incontrano per la prima volta nel 1912 durante una visita a casa dello scrittore boemo di lingua tedesca Max Brod, grande amico di Kafka e, in seguito, famoso per essere stato il suo biografo. La loro relazione travagliata dura cinque anni, tra alti e bassi continui, fino alla sua definitiva conclusione nel 1917, quando Kafka scopre di essere malato di tubercolosi. Due anni dopo Felice sposa l’impiegato di banca Marasse Moritz da cui ha due figli: Henry e Ursula. Nel 1931 decidono, con sommo dispiacere di Felice, di trasferirsi in Svizzera per sfuggire alle persecuzioni naziste che in quegli anni iniziano a manifestarsi, per poi emigrare definitivamente negli Stati Uniti cinque anni più tardi, nel 1936.

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Questo romanzo di Magdaléna Platzová si dipana su diverse linee temporali a partire proprio dal 1935, quando Felice soggiornava ancora a Ginevra prima dell’emigrazione oltreoceano, e il 1960, anno della sua morte. Ma il suo non è l’unico punto di vista: una carrellata di personaggi, reali e non, ci offrono il loro sguardo, inframmezzato dal racconto dell’autrice impegnata nel suo lavoro di ricerca durato ben dieci anni. Il risultato è un romanzo singolare, in cui è però complesso distinguere la verità dall’immaginazione, effetto acuito dalla scelta della Platzová di modificare alcuni dei nomi dei protagonisti.

Uno di loro, del quale ci viene mostrato a più riprese il punto di vista, è il figlio di Felice, “Henry alias Joachim”: solo un ragazzo nel 1935, diventato poi medico in età adulta, è stato intervistato dall’autrice quando era ancora in vita, episodio che ci viene narrato nei particolari e che forse ha spinto l’autrice a sceglierlo come punto di vista privilegiato sulla vicenda. Henry scopre solo in età adulta che sua madre era stata fidanzata con Kafka, poiché Felice non ne parlava mai. Eppure nella sua fuga dall’Europa questa donna precisa e pragmatica ha scelto di portare con sé le lettere che in quegli anni di fidanzamento Kafka le aveva scritto. Lettere private che Felice custodisce gelosamente e che non vuole mostrare a nessuno, ma di cui allo stesso tempo non riesce a disfarsi.

Sono molti a desiderare però che queste lettere diventino di dominio pubblico: suo figlio Henry pensa che dalla vendita si possa ricavare un buon profitto, utile a sostenere gli ultimi anni di vita di una Felice ormai anziana; Max Brod e il mondo letterario dell’epoca le considerano un lascito fondamentale dello scrittore ormai celebre; e poi c’è un uomo, un sedicente figlio illegittimo di Kafka, che spera di ottenere le lettere per scoprire di più su sua madre Grete (Margarete) Bloch.

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Amica intima di Felice prima della guerra, Grete Bloch è stata anche lei coinvolta in uno scambio epistolare con Kafka. Fuggita in Italia per colpa delle persecuzioni razziali, ha creato un caso dichiarando a più riprese di aver avuto appunto un figlio (apparentemente poi deceduto) proprio dall’autore. Una vicenda che negli anni ha suscitato molta curiosità, spingendo il germanista Giorgio Zampa e Enzo Tortora ad indagare, alla ricerca di documenti contenuti in una misteriosa valigia scomparsa.

E proprio qui entra in gioco la ricerca della Platzová, perché nel suo libro l’indagine storica si mescola all’immaginazione, la realtà dei fatti a ciò che potenzialmente sarebbe potuto accadere: davvero l’ombra di Kafka ancora opprimeva il cuore di Felice dopo tutti quegli anni? Qual è stato il ruolo di Grete Bloch nella rottura della loro relazione? È stato davvero soltanto il bisogno di denaro a indurre Felice a vendere le lettere all’editore Salman Schocken?

La vita dopo Kafka è un romanzo a più sguardi, un coro di voci che tra passato e presente prova a raccontare chi fosse in realtà il famoso scrittore, è una storia che riesce a incuriosire e che, grazie a una accurata ricerca e documentazione, mette in luce una figura come quella di Felice Bauer rimasta a lungo nell’ombra.

Il libro lo trovate QUI.

L’Autrice

Magdaléna Platzová (1972) è cresciuta nella Repubblica Ceca, ha studiato a Washington DC e in Inghilterra. Autrice di romanzi e raccolte di racconti, ha lavorato anche in ambito teatrale e giornalistico e insegnato alla New York University Gallatin School. Attualmente risiede a Lione, in Francia. La vita dopo Kafka, suo terzo romanzo, è stato tradotto anche in inglese, tedesco e francese.

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