Dieci donne spagnole nate sotto la dittatura franchista si raccontano nel nuovo, meraviglioso romanzo di Gemma Ruiz Palà, che torna in Italia ancora una volta con Voland (e la traduzione di Tiziana Camerani e Francesco Ferrucci) per regalarci un libro potente, commovente, necessario: Le nostre madri.

Trama
Un invito a cena dà finalmente occasione a dieci donne di parlare di sé. C’è Lali, a cui la dittatura franchista aveva inculcato la “scienza della famiglia”; Dolors, costretta a sdoppiarsi per nascondere la propria omosessualità; Gabriela, che deve convivere con l’amputazione dalla famiglia dopo essere emigrata; Bet, architetta sopraffatta dal carico mentale; Lana, nipote di un eroe georgiano e filologa, imprigionata nello stereotipo della donna dell’Est; Mireia, insegnante in rivolta contro programmi scolastici obsoleti.
Tutte hanno lottato e lottano per prendere in mano il proprio destino, diventando protagoniste di piccole e grandi rivoluzioni personali.
Lo sappiamo come si torna a casa dopo una cena tra donne: cariche a più non posso. Endorfine e dopamina che ballano l’ultimo pezzo in piedi sui subwoofer della pista. Finché non si accendono le luci: perché è un’euforia che svanisce in fretta quella di una sera al mese contro ventinove. E per dire basta, bisogna raccogliere tutte le forze. Ed è difficile impuntarsi quando sei a pezzi. Anche se i soldi non ti mancano. E tutte arrivavano alla sera così esauste che rimandavano sempre al giorno dopo. E a forza di “ci penserò domani” passano gli anni.
Recensione
Vincitore del prestigioso Premio Sant Jordi, il libro affronta la questione femminile, parlando di attivismo e di sorellanza.
Gemma Ruiz Palà lo dice forte e chiaro: per riconoscere ciò che abbiamo oggi e che, talvolta, diamo per scontato, bisogna ricordare ciò che hanno vissuto le nostre madri, zie e nonne.
Le loro storie non si limitano infatti a raccontare il passato, ma sono come uno specchio per farci guardare in faccia il presente.
Dieci donne, dieci vite diverse ma unite dallo stesso identico destino: sopravvivere al grigiore, alla violenza sistemica e alle restrizioni del patriarcato nella Spagna franchista e degli anni successivi.
Ciò che rende questo romanzo speciale è che le donne qui raccontate non sono figurine bidimensionali da commiserare: sono madri, figlie, lavoratrici, amiche che, tra le pieghe di una quotidianità opprimente, riescono a trovare spazi di micro-resistenza. Le loro vicende vi faranno emozionare, ridere e commuovere, in loro potrete riconoscere persone a voi molto familiari, come le vostre nonne o le figure femminili della vostra infanzia, e dopo la lettura non le guarderete più con gli stessi occhi.
Gemma Ruiz Palà compie un lavoro straordinario: gettare luce e spalancare lo sguardo, portare in primo piano le difficoltà e le lotte quotidiane di quelle donne che, prima di noi, hanno iniziato quel faticosissimo lavoro di trasformazione della società.
In queste pagine c’è chi lotta per un briciolo di indipendenza economica, chi per il diritto di desiderare qualcosa in più rispetto al ruolo di “angelo del focolare”, e chi, semplicemente, custodisce il fuoco della solidarietà femminile.
La scrittura di Ruiz Palà è un concentrato di ritmo ed energia: una prosa polifonica che dà voce a chi per decenni ha dovuto parlare sottovoce. È un omaggio generazionale che scava nella memoria collettiva per restituirci la genealogia delle nostre stesse conquiste.
Le nostre madri è un romanzo necessario perché ricorda a noi donne che i diritti di cui godiamo oggi non sono piovuti dal cielo, ma sono il frutto di compromessi, sofferenze e ribellioni silenziose di una generazione di donne che la storia ufficiale ha spesso cercato di dimenticare.
Ma questo libro è un romanzo necessario anche, e soprattutto, per gli uomini. Per loro rappresenta un’occasione preziosa per guardare la storia da una prospettiva diversa, per sviluppare un’empatia profonda verso un vissuto che spesso è rimasto confinato nel silenzio delle mura domestiche.
Leggere queste pagine significa, per un lettore, riconoscere i fili invisibili dei privilegi ereditati e, al contempo, comprendere che la liberazione da gabbie di genere e stereotipi soffocanti è un percorso che arricchisce e libera tutti, nessuno escluso.
Una lettura intensa, a tratti dolorosa, ma straordinariamente luminosa.
Il libro potete trovarlo QUI.
(…) era stufa di non essere nessuno.
Tutto sempre lui: lui per aprire un conto in banca, lui per lavorare fuori casa, lui per prendere la patente, lui per vendere l’appartamento senza nemmeno consultarla, lui la patria potestà sulla creatura che stava per nascere, ah! e lui il diritto di ucciderla se l’avesse beccata in fragrante con un altro!
L’Autrice
Nata nel 1975 a Sabadell, Gemma Ruiz Palà nel 1997 inizia a lavorare per la Televisió de Catalunya specializzandosi in cronaca culturale. Esordisce in narrativa nel 2016 con il best seller Argelagues, che racconta le vicende di tre donne impiegate nell’industria tessile durante la guerra civile, e nel 2020 pubblica il suo secondo romanzo, da Wenling (Voland 2023), tradotto anche in inglese. Vincitore del prestigioso Premio Sant Jordi 2022, Le nostre madri ha ricevuto in Catalogna e, nella sua versione spagnola, in America Latina un’accoglienza straordinaria di critica e pubblico, diventando un fenomeno letterario con oltre 60.000 copie vendute.



