Con l’uscita del nuovo film Supergirl: Woman of Tomorrow, una nuova luce si è accesa sul personaggio, che anche dal punto di vista fumettistico sta vivendo una seconda giovinezza. Quale miglior modo per scoprire il personaggio, dopo magari averlo visto sul grande schermo, che leggerne le avventure su carta? Supergirl – Disavventure a Midvale, scritto e disegnato da Sophie Campbell e pubblicato in volume da Panini Comics, offre un primo sguardo al personaggio e al suo mondo di riferimento in una lettura scanzonata e divertente che inaugura la nuova serie regolare.

Tra young adult e serialità
La storia vede Kara che, impegnata tra la sua attività da Supergirl nel mondo e anche come “pattuglia” nella città miniaturizzata di Kandor, decide di tornare a casa dei genitori adottivi a Midvale. Il ritorno a casa è però particolare: un’altra supergirl sembra essersi stabilita in città e aver assunto non solo la sua identità, ma anche il controllo dei genitori, che non la riconoscono più. Con questa premessa comincia la nuova serie Supergirl tutta al femminile, sia per autori (la già richiamata Sophie Campbell) che per protagonisti: a Supergirl si affianca infatti Lena, la figlia di Lex Luthor, e tutta una serie di comprimarie. A differenza della maggior parte delle letture supereroistiche moderne, la struttura adottata nella nuova serie di Supergirl è fresca e solare, scanzonata senza mai scadere nella banalità. Kara è tratteggiata in modo adulto, portando su pagina una maturità che deriva in primis dal suo vissuto e che le permette di empatizzare con i vari personaggi senza risolvere il tutto nelle classiche scazzottate.
Questa lettura permette un approccio a comprimari come Lena in modo originale, con nuovi rapporti e legami che si creano senza risultare estensioni di quelli precedenti (in questo caso il rapporto Superman/Lex). A fare da contorno a questi personaggi, già leggeri di per sé, contribuisce la presenza dei super amici di Kara, ossia Krypto il supercane e Streaky il supergatto. La loro presenza (a cui si aggiunge un super coniglietto e un “mini” super gorilla) rende la lettura estremamente leggera e spensierata: questa prima parte della serie di Supergirl non ha bisogno di fisici ipertrofici e combattimenti cruenti e ricchi di sacrifici, ma punta tutto sul cuore e la genuinità dei protagonisti, compiendo una scommessa vincente.

Super adorabili
Il lato artistico, curato principalmente sempre dalla Campbell a cui si affianca Paulina Ganucheau verso la fine del volume, continua quanto creato a livello narrativo: le linee sono morbide, con un aspetto quasi cartoonesco per accentuare visi ed espressioni, avvicinando il tutto più a un fumetto young adult che a una testata supereroistica regolare. Anche gli animali sono estremamente espressivi e rappresentati in modo dolce e “morbido”, quasi a poterci giocare.
Una supergirl per iniziare
Il leitmotiv del volume si focalizza sulla creazione di nuovi legami, sul difficile rapporto tra aspettative personali ed esterne, sull’avere fiducia in sé stessi e sul supporto emotivo che le persone vicine possono dare (e ricevere a loro volta). E in quest’ottica ben si apprezza tutta l’impostazione di questo primo arco narrativo, che sia graficamente che contenutisticamente esalta tutti questi aspetti e li tiene insieme in modo armonioso. Se nei volumi successivi probabilmente la storia assumerà dei toni più maturi, qui avvicinarsi al personaggio è estremamente facile e piacevole anche per chi non conosce nulla dell’immensa storia editoriale, sviluppando una forte connessione con i temi e con il loro svolgersi.
Supergirl – Disavventure a Midvale è un inizio di serie dalle forti tinte young adult che non dimentica il personaggio di riferimento, ma ne fornisce un punto di vista originale e inizialmente più leggero e scanzonato. Campbell realizza un primo arco narrativo dolce e pieno di sentimento, in cui a un aspetto super più gioviale si accompagnano siparietti comici e tanto cuore, capace di conquistare vecchi e nuovi lettori.




