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NerdPool > Blog > Videogiochi > Un nuovo livello di Brutalità per Doom
Videogiochi

Un nuovo livello di Brutalità per Doom

Giacomo Pedemonte
24 Maggio 2025
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9 Min
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Eccoci qua, con il terzo capitolo della nuova serie di Doom, iniziata nel 2016, con molte novità!
Abbiamo potuto provarlo con GamePass e dopo quasi 20 ore di gioco, siamo pronti a darvi la nostra opinione.

Doom The Dark Ages si era presentato con la promessa di falciare orde di nemici in una guerra dove il protagonista, il DoomSlayer, è l’ultimo baluardo contro l’inferno stesso.
E questa promessa sono riusciti a mantenerla, nonostante qualche pecca.


IdSoftware ha reinventato ancora una volta il gameplay della saga, permettendoci di affrontare interi eserciti come un inarrestabile carro armato alimentato dal sangue demoniaco delle orde infernali, dandoci spietatezza e brutalità con il suo classico ritmo frenetico condito con l’iconica musica Metal che, nonostante non collaborino più con Mick Gordon (compositore di Doom (2016) e Doom Eternal), riesce a trasportarti nel campo di battaglia e farti sentire un vero Slayer.

Una trama interessante

In questa epopea medievale, in cui si fondono elementi dark fantasy e Sci-Fi, ci ritroviamo nel pieno del conflitto tra le armate di Argent D’Nur e quelle infernali, dove viviamo in prima persona le storie che potevamo scoprire nei precedenti titoli.
Per quanto possa essere sempre stata un po’ scarna, là dove i precedenti titoli ci raccontavano la lore tramite i Codex che potevamo trovare nascosti nei livelli, tra un massacro e un altro, in questo titolo stiamo rivivendo quelle stesse leggende affiancando l’umanità in questa guerra totale contro i demoni.

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In questa campagna, composta da più di 20 missioni, non saremo più soli contro le orde infernali ma staremo affiancando il popolo di Argent D’Nur nella loro guerra contro le forze infernali.
Incroceremo il cammino con diversi personaggi alleati centrali alla trama, mentre scopriremo vari intrighi tra le fazioni e come in tutto siano coinvolti i Maykr, le creature pseudo-celestiali che hanno sostituito le vecchie divinità.
Si potrebbe dire che sia la trama più forte e complessa della saga, ma se dobbiamo essere completamente onesti, il livello da superare non è mai stato troppo alto.

Livelli e battaglie su una scala mai vista

In questo titolo si rinuncia alla verticalità dei livelli e alle acrobazie, per cui Doom Eternal era stato elogiato, per donare allo slayer un senso di onnipotenza mentre affronta orde di nemici.
Bisognerà imparare ad affrontare più strategicamente gli scontri, controllando le risorse e scegliendo quali nemici eliminare prima per guadagnare vantaggio sul campo di battaglia.
La potenza dello Slayer porta anche sensazione di pesantezza in ogni passo, facendoci sentire più lenti ma non infierendo sulla capacità di schivare i colpi dei nemici, anche perché i proiettili degli attacchi a distanza sono parecchio più lenti e ci danno qualche secondo di tempo per scegliere come reagire.
Anche l’esplorazione stessa delle aree intacca il ritmo adrenalinico a cui si poteva essere abituati ai precedenti titoli, nei quali i percorsi labirintici celavano possibili scontri dietro ogni angolo, e il passaggio tra le aree con in nemici può richiedere lunghe camminate.

Segreti ma non così Segreti

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Per i maniaci completisti (come me) è necessario esplorare tutti i livelli in lungo e in largo, interrompendo ancora di più il ritmo di gioco per andare alla ricerca delle varie risorse utili agli upgrade, alle skin per le armi e le statuine collezionabili con protagonisti lo Slayer e i suoi nemici.
Però direi che, più che di Segreti, si tratta più di una caccia al tesoro, in quanto basta consultare la mappa per saperne l’esatta posizione.

Vecchi e Nuovi compagni

Ad accompagnarci non manca il fedelissimo fucile dello slayer, sempre in grado di dilaniare i nemici più potenti e polverizzare quelli più piccoli.
Buona parte dell’equipaggiamento invece regredisce in favore di armi più fisiche e brutali, più in linea con l’ambientazione.
La motosega, in grado di eliminare gran parte dei nemici in un colpo, viene sostituita da diverse armi da mischia, come il Guanto del potere, in grado di concatenare più colpi per infliggere danni devastanti, o il Flagello, una grossa palla chiodata in grado di devastare le corazze degli avversari.
Mentre per un po’ di sano Crowd Control nulla di meglio che un lanciagranate o il Polverizzatore che tritura teschi di demoni per spararne le schegge in un ampio raggio.

Captain ArgentLo scudo-sega si era già presentato a noi nei trailer e fa da protagonista in questo titolo, sia per difendersi, che per attaccare e creare devastanti combo insieme alle armi equipaggiate.
Possiamo parare i colpi in arrivo e di rispedirli al mittente, un’ abilità che conviene padroneggiare il prima possibile, per poter affrontare i nemici più ostici e mantenere il senso di invincibilità che questo gioco vuole trasmettere.
Utilizzarlo per l’offensiva invece ci fa sentire un po’ il Capitan America marcato IdSoftware, lanciando il nostro scudo tra le orde di nemici, tranciando tutti i demoni sul suo cammino e stordendo quelli più potenti, oppure lanciandoci noi stessi a scudo alzato contro i nemici generando un devastante impatto.

L’aggiunta dei veicoli

I trailer ci avevano annunciato l’arrivo di due importanti novità di gameplay, il Mech e il Drago.
Ma provandole, abbiamo storto un po’ il naso.

Il Mech ATLAN

Nei titoli precedenti potevamo trovare sparsi per l’inferno gli imponenti Atlan, ricordi di battaglie passate, di cui erano rimasti solo i resti.
In The Dark Ages però siamo tornati ai tempi di quelle battaglie e potremmo salirci a bordo e affrontare mastodontici Titani con colpi devastanti, portando distruzione su una scala mai vista.
O questa era l’idea.
Il Mech ha il suo momento di gloria con una gigantesca mitragliatrice, ma purtroppo il resto degli scontri è un simulatore di boxe, contro enormi nemici estremamente lenti.

Il Cyber-Drago

E che medioevo fantasy sarebbe senza Draghi? ed ecco che anche qui siamo soddisfatti con l’aggiunta di queste cavalcature sputafuoco al servizio delle Sentinelle di Argent D’Nur.
Ma non ci sarà un drago normale, bensì una furiosa belva cyborg, in grado di rivaleggiare con le orde infernali e i loro velivoli.
Non sputerà fuoco dalle fauci ma da una torretta che sarà controllata dallo Slayer, e un potente reattore per aumentare la velocità di volo.

Un frutto che doveva maturare

Nuove modalità che cercano di donare nuova linfa al gioco, sono il frutto del desiderio di reinventarsi e evolversi, ma è un frutto ancora acerbo.
Un gameplay che rimuove la necessità di strategia per affrontare gli scontri limitando le azioni e armamenti disponibili e risultando un po’ ripetitivi.
La parte più bella? le cinematics.
Fortunatamente però sono solo brevi intermezzi e anche poco frequenti, quindi non intaccano troppo il ritmo dei livelli.
Il destino di queste modalità, che potrebbero diventare interessanti, rimane in mano di IdSoftware.
Butteranno questo frutto o lo faranno maturare per coglierlo più avanti, in un futuro titolo o espansione?

Requisiti hardware elevati su Pc

Il motore IdTech di IdSoftware dona una grafica spettacolare in 4K, ma purtroppo, per poterne usufruire senza intaccare le prestazioni servono componenti non da poco.
Ma anche con un livello di dettaglio inferiore il gioco è più che godibile.

ARGOMENTI:DOOM: The Dark AgesGame PassIdSoftwareRecensione
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DiGiacomo Pedemonte
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Classe 96, sono appassionato di videogiochi da "Super Mario Land 2", di Star Wars da "La Vendetta dei Sith" e di natura da che ne ho memoria. Amo i giochi RPG e i cooperativi, mi piace perdermi in svariati mondi e scoprire tutte le chicche che vengono nascoste al loro interno. Il mio punto debole? i giochi Bethesda e il sorriso di Todd Howard
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