Nel fumetto ci sono autori che costruiscono mondi, e altri che li attraversano, lasciando un segno riconoscibile in ogni passaggio.
Valerio Piccioni appartiene a questa seconda categoria e sarà ospite al Lanciano nel Fumetto 2026. Disegnatore romano, il suo percorso si sviluppa nel tempo con coerenza e continuità, muovendosi tra alcune delle realtà più importanti del fumetto italiano e costruendo una carriera fatta di storie, collaborazioni e crescita costante.
Gli inizi e l’ingresso nel fumetto italiano
L’esordio arriva nel 1995 con una storia di Max Living, pubblicata da L’Arca Perduta, a cui seguono due storie brevi per L’Intrepido, rivista storica che ha rappresentato un passaggio fondamentale per molti autori italiani.
Fin da subito emerge un percorso che si radica nella tradizione del fumetto seriale, fatto di studio, gavetta e costruzione progressiva del proprio segno.
L’esperienza con Sergio Bonelli Editore
Una tappa centrale della carriera di Piccioni è l’ingresso nel mondo di Sergio Bonelli Editore.
Dopo un periodo a Genova, collabora con Maurizio Mantero in un episodio di Zona X (Il segreto della magia) ed entra a far parte dello staff dei disegnatori di Julia: Le avventure di una criminologa, testata per la quale realizza ben 17 numeri.
Un’esperienza che lo inserisce stabilmente all’interno di una delle realtà più solide del fumetto italiano, affinando il suo stile e consolidando il suo ruolo nel panorama bonelliano.
Dylan Dog e le collaborazioni artistiche
Negli anni successivi, Piccioni prosegue il suo percorso lavorando su una delle serie più iconiche del fumetto italiano: Dylan Dog.
Nel 2016, sul Maxi Dylan Dog n. 26, viene pubblicata la storia Il lago nero, disegnata da Piccioni con le chine di Maurizio Di Vincenzo.
Una collaborazione che continua nel Dylan Dog Color Fest n. 18 (Diabolo the Great) e nel n. 366 della serie regolare (Il giorno della famiglia). Il lavoro su Dylan Dog rappresenta un passaggio importante, non solo per la rilevanza della testata, ma anche per la costruzione di una sinergia artistica che si sviluppa nel tempo.
Tra Zagor, Oldboy e nuove storie
La collaborazione con la Bonelli prosegue anche su altri fronti. Insieme a Maurizio Di Vincenzo, Piccioni realizza il n. 1 e il n. 4 della miniserie Zagor, le origini.
Firma inoltre Cuore cattivo, pubblicata su Dylan Dog Oldboy n. 2, e Le pareti del cervello su Dylan Dog Oldboy n. 11, continuando a muoversi all’interno di un universo narrativo che richiede solidità, ritmo e grande attenzione al dettaglio.
Tra insegnamento e mercato internazionale
Accanto al lavoro sulle tavole, Piccioni affianca anche l’attività didattica: dal 2018 insegna presso la Bugs Academy, contribuendo alla formazione di nuovi disegnatori.
Nel 2019 collabora con Makyo al volume Les Pierres Rouges, Tome 2, pubblicato dall’editore Delcourt, portando il suo lavoro anche nel mercato internazionale.
Parallelamente, insieme a Maurizio Di Vincenzo ed Emiliano Tanzillo, realizza le copertine del mensile Samuel Stern per Bugs Comics.
Un segno che evolve nel tempo
Il percorso di Valerio Piccioni è quello di un autore che ha attraversato il fumetto italiano costruendo, nel tempo, una presenza solida e riconoscibile.
Dalle prime pubblicazioni agli anni in Bonelli, fino all’insegnamento e alle collaborazioni internazionali, il suo lavoro racconta una crescita costante, fatta di esperienza, confronto e continuità.
E forse è proprio questo il tratto che lo definisce di più: non la ricerca di un’unica direzione, ma la capacità di restare nel tempo, evolvendo insieme alle storie che disegna.


