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NerdPool > Blog > Libri > LA CENA DELLE ANIME di Maria Laura Berlinguer: recensione
Libri

LA CENA DELLE ANIME di Maria Laura Berlinguer: recensione

Eleonora Trevisan
3 Settembre 2025
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6 Min
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Il 2 settembre è uscito in libreria il nuovo libro di Maria Laura Berlinguer, in corso di pubblicazione in tutta Europa, un romanzo ambientato in una Sardegna misteriosa divisa tra passato e presente: La cena delle anime, edito HarperCollins.

Trama

In Sardegna, nella notte tra Ognissanti e il due novembre, le tavole vengono apparecchiate per accogliere i defunti. Per sa chena pro sos mortos si tirano fuori le migliori tovaglie ricamate, i piatti delle feste, l’aria si riempie di profumi di erbe e pane, in attesa che le anime tornino nelle case che hanno amato. Tutto questo Iride Dessì non lo ricorda più. Vive da anni lontano da Padria, il paese nel cuore aspro e luminoso del Meilogu, dove è cresciuta. È solo la morte del padre che l’ha riportata lì. Nella grande dimora dei Dessì, ricchi possidenti di Padria, tutto è rimasto com’era e nelle stanze cariche di memorie pare quasi di sentire gli avi sussurrare. È Tata, la donna che si è presa cura di lei quando era bambina, custode di saperi antichi e segreti mai rivelati, a guidare Iride tra le ombre che sembrano abitare ogni angolo. E che chiedono di essere ascoltate…
Per caso o per destino, una vecchia fotografia, ingiallita dal tempo, induce Iride a sfogliare le pagine del grande libro del passato, e a imbattersi in Mimì Oppes, trisavola ribelle destinata a un matrimonio infelice.
Così, Iride ripercorre una storia che ha il sapore della leggenda, rivive l’amicizia profonda tra Mimì ed Elisabeth Hope, donna inglese incredibilmente libera e indipendente, e l’amore travolgente e inatteso con Emanuele Manca, un leggendario bandito che faceva parlare di sé a Padria.

“Non tutti erano in grado di ascoltare certi sussurri. Avevano apparecchiato le tavole, offerto pane, vino, qualche dolce. Ma quanti avevano davvero accolto il dono invisibile delle anime?”

Recensione

Nella notte tra il primo e il due novembre, in zone come il Nuorese e la Barbagia, sopravvive la tradizione antichissima di imbandire la tavola per i defunti: sa chena pro sos mortos è infatti l’unico momento dell’anno dove gli spiriti possono, se lo desiderano, tornare e comunicare con i vivi.

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Proprio in prossimità di questo evento torna in Sardegna la protagonista del romanzo, Iride Dessì, in occasione del funerale del padre. Ma la lontananza dalla sua casa e dalla sua terra natia ha provocato un distacco molto forte dalle tradizioni sarde, distanza che però sembra destinata ad accorciarsi quando il passato torna a bussare alla sua porta.

La depositaria e simbolo della tradizione sarda e del legame con le anime dei defunti è Tata, colei che ha cresciuto Iride dopo la morte della madre e che ha una profonda conoscenza dei riti e dell’uso delle erbe, antichi saperi che stanno rischiando di scomparire. Non solo, Tata è anche la narratrice di una storia oscura e piena di segreti: quella di Mimì, trisavola di Iride scomparsa misteriosamente in mare. E quale momento migliore per riportare alla memoria questa storia, se non proprio la cena delle anime?

L’intreccio tra presente e passato, tra mistero e memoria, è uno dei punti forti della narrazione dell’autrice, che riesce a creare una storia avvincente e appassionante, capace di suscitare grande curiosità nel lettore. Il racconto dei rituali, delle ricette e dei simboli del folklore sardo contribuiscono a rendere infatti il romanzo una lettura davvero molto intrigante. I paesaggi brulli e selvaggi accompagnano e arricchiscono le vicende narrate, trasportando il lettore in una Sardegna antica e ricca di mistero.

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Poco originale invece la scelta del cliché del colpo di fulmine che coinvolge Mimì e la successiva trasformazione del marito Vincenzo in un villain senza pietà. Anche il segreto che viene celato a Iride da tutta la vita e che nemmeno suo padre ha avuto il coraggio di rivelarle, una volta scoperto non si rivela il colpo di scena che ci si aspetterebbe, risultando poco incisivo anche ai fini della trama stessa.

Nel complesso però questo è un romanzo molto godibile e coinvolgente, i personaggi sono molto interessanti e, in generale, ben caratterizzati. L’alternarsi di presente e passato è chiaro e coerente, i segreti e i misteri vengono a galla con un ritmo accattivante, coinvolgendo il lettore dall’inizio alla fine. Ma è la Sardegna la vera regina indiscussa del romanzo, con i suoi paesaggi mozzafiato, le sue tradizioni e i suoi misteri.

Il libro lo trovate QUI.

L’Autrice

Laureata in Giurisprudenza, Maria Laura Berlinguer ha presto lasciato la carriera forense per dedicarsi alla comunicazione e alle relazioni istituzionali. Nata a Sassari, oggi vive e lavora a Roma, ma porta sempre con sé il colore del mare e il profumo del mirto della sua terra. Dopo il successo di La notte è mia sorella, pubblica con HarperCollins La cena delle anime.

ARGOMENTI:harpercollinsRecensione
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2 commenti 2 commenti
  • Gabriella ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 16:20

    Anche un sei andava bene.
    La storia non coinvolge, Iride è un po’ “piatta”.
    La parte storico/antropologica del romanzo è molto bella ma fatica a stare attaccata ai personaggi

    Rispondi
    • Eleonora Trevisan ha detto:
      26 Settembre 2025 alle 9:41

      Grazie Gabriella per il tuo commento!
      Consigliaci un titolo da leggere assolutamente! 🙂

      Rispondi

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