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NerdPool > Blog > Libri > L’IMPOSSIBILE RITORNO di Amélie Nothomb: recensione
Libri

L’IMPOSSIBILE RITORNO di Amélie Nothomb: recensione

Ilaria Derosa
13 Marzo 2025
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11 Min
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Amélie Nothomb torna nelle librerie con il suo ultimo lavoro, edito da Voland. L’impossibile ritorno è il racconto del viaggio che l’autrice ha intrapreso in Giappone nel 2023, un’esperienza importante che le ha permesso di ritornare nei luoghi della sua infanzia e di rivivere emozioni ormai sepolte dal tempo.

Trama

Nel 2021 la fotografa Pep Beni si è aggiudicata un prestigioso premio per la sua magnifica raccolta di fotografie. Il premio consisteva anche nell’usufruire di un volo di lunga distanza per due persone. Pep pensa subito a due cose: la prima è dove andare, in Giappone, la seconda è chi portare, la sua amica più intima Amélie.

All’inizio Amélie è restia ad intraprendere questo viaggio, in quanto il suo è un ritorno alle origini della sua vita: suo padre era un diplomatico belga che si era trasferito a Kobe, ove la scrittrice nacque e visse i suoi primi cinque anni di vita. Dopo svariati traslochi dovuti al lavoro del padre, a 21 anni Amélie decise di tornare in Giappone, questa volta a Tokyo, con l’intento di restarci per sempre. La sua esperienza durò due anni e fu talmente traumatica, che ci vollero quasi 20 anni prima che ci rimettesse piede. Pensava che il Giappone fosse la sua vera casa, ma la vita la portò a Parigi, dove si sentì subito a suo agio.

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Da adolescente avevo giurato a me stessa che da adulta avrei trovato il luogo assoluto da cui in seguito non mi sarei più mossa. A ventun anni decisi che quel posto sarebbe stato Tokyo. Fu una catastrofe

Pep riesce a convincerla e, non appena mette piede sul suolo nipponico, Amélie prova una sensazione di beatitudine e meraviglia. Viene completamente travolta dalla nostalgia e dai ricordi, che pensava fossero persi per sempre.

Come ho potuto essere tanto restìa a intraprendere questo viaggio quando la semplice vista del territorio nipponico mi sconvolge a tal punto?

Le mete scelte sono Kyoto e Tokyo. Il viaggio che Amélie e Pep intraprendono è completamente diverso: da un lato vi è Pep che guarda tutto quello che la circonda con occhi ignari e curiosi; dall’altro lato troviamo Amélie che, man mano che il viaggio prosegue, abbandona il suo amatissimo champagne per il whiskey giapponese e s’immerge nei luoghi dell’infanzia con una nuova prospettiva. I suoni, gli odori e i piccoli angoli delle città le fanno affiorare i ricordi come se non avesse mai lasciato il paese. Sperimenta per la prima volta il Kenshō, ossia un’esperienza d’illuminazione provvisoria dove tutto si amplifica. Il cuore, il sangue, la pelle si dilatano per creare un varco di energia perfetta, in cui il tempo è abolito e prevale solo la leggerezza d’animo.

Tra ricordi, malinconia, peripezie e disavventure, la scrittrice ci racconta il Giappone del nuovo millennio, così ossessionato dal futuro tecnologico, ma allo stesso tempo così protettivo nei confronti del suo passato glorioso.

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Recensione

Come può un paese determinare chi siamo e quale sarà il nostro destino? Il Giappone è stato tutto ciò per Amélie Nothomb. La sua vita iniziò proprio lì, nel Kansai, nel 1967. I suoi primi cinque anni di vita furono spensierati, caratterizzati da giochi e momenti felici con la famiglia. L’unico ricordo triste fu quando il padre le comunicò che si sarebbero trasferiti in Cina. Il Giapponese era ormai diventata la sua lingua madre, ma con il passare degli anni, la perse completamente. Lei stessa la chiama “fantasma” perché riaffiora solo quando torna in Giappone. Spinta dai ricordi felici dell’infanzia, a 21 anni Amélie si convinse che poteva essere felice solo in Giappone, perciò ci tornò, questa volta a Tokyo, con l’intento di restarci per sempre. La Tokyo di fine anni ’80 non ha nulla che vedere con la tranquilla regione del Kansai. Ci vollero due anni durissimi per farle capire che quello non era il posto adatto a lei. Lo racconta molto bene nel suo romanzo Stupore e tremori, ove ci narra come il suo lavoro da traduttrice in un’azienda importante divenne gradualmente declassato a guardiana dei servizi igienici. Il disastro professionale la convinse a voltare pagina e le permise di comprendere che l’unico modo per essere pienamente felice era scrivere. Di fatti, due anni dopo, pubblicò la sua prima opera e fu subito un successo. Di quei due anni, Amélie ricorda solo con piacere un viaggio nel Kansai con il padre, con la quale condivise il passato nostalgico.

Il viaggio che Amélie intraprende tocca proprio due parti del Giappone che hanno rappresentato molto per lei. La narrazione si potrebbe dividere in due parti: l’infanzia e la maturità, la felicità e la disperazione. Kyoto è descritta come una città deliziosa: ogni odore, cibo, tempio o anche un piccolo angolo nascosto fa riaffiorare ricordi creduti perduti. La sensazione che prova è di una nostalgia beata e rassicurante. Lei stessa dice: “sono bombardata da emozioni senza fissa dimora”. Tokyo, invece, viene associata ad uno dei momenti più terribili della sua vita. Anziché crogiolarsi in una nostalgia triste, Amélie cerca di riscoprire la città, creandosi nuovi ricordi piacevoli e provando a viverla con gli occhi da adulta. Non è un caso che l’estasi totale, il cosiddetto Kenshō, sia avvenuto proprio in una piantagione di tè nel cuore della città. Lei stessa si chiede come mai qui, probabilmente “in questa città vi è una forza sconosciuta..Ti senti immerso nell’eternità e non ti poni il problema del divenire del tuo stato di trance”. É come se si fosse riappacificata non solo con il suo passato, ma anche con la città. Una seconda possibilità la si da a tutti, anche a se stessi.

Il titolo dell’opera è proprio la descrizione del momento esatto in cui la scrittrice si perdona per non avercela fatta a 21 anni e per aver lasciato tutto. Tornare in Giappone le ha permesso non solo di comprendere che quello non è il suo posto nel mondo, ma anche di accettarlo senza darsene una colpa. Sebbene provi un amore immenso per questo paese, ha dovuto perderlo e ritrovarlo per capire che, per stare bene, ha bisogno di stargli lontano. Il Giappone è rimasto più o meno uguale, siamo noi che lo percepiamo diversamente.

E Pep in tutto ciò? Beh, Pep siamo noi che viviamo il Giappone per la prima volta. Qualsiasi rumore, odore, cibo, gadget, luci, stranezza sono commentati con curiosità. I suoi occhi sono come una tela bianca che, man mano che il viaggio prosegue, si riempiono di colori. Sono ricordi nuovi che, nel bene e nel male, le permetteranno di farsi un’idea del paese.

Il risultato finale è un viaggio tra amiche diversissime tra loro che raccontano il Giappone, ognuna a proprio modo. Non mancano i momenti drammatici di Pep, come la sua fissazione per gli acari, o episodi divertenti, come il vivere l’ubriachezza pura. É un racconto che strappa un sorriso ma che fa scendere anche una lacrima. Dopo che giri l’ultima pagina, la prima cosa che vorresti fare è prenotare un biglietto aereo di sola andata per il paese del Sol Levante.

Il libro lo potete trovare qui

Autrice

Nata a Kobe, Giappone, nel 1967 da genitori diplomatici, ha vissuto la sua infanzia tra il Giappone, la Cina, New York, il Bangladesh e il Belgio. Oggi vive tra Bruxelles e Parigi.
Scrittrice di culto non solo in Francia, dove ha esordito nel 1992 con Igiene dell’assassino, ma anche in tutto il mondo. Pubblica un libro all’anno, scalando a ogni uscita le classifiche di vendita. Lei stessa nei suoi romanzi ci racconta che passa quattro ore al giorno a scrivere, con l’intento di pubblicare una nuova opera ad Agosto di ogni anno.
Innumerevoli gli adattamenti cinematografici e teatrali ispirati ai suoi romanzi e i premi letterari vinti, tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo, e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore.
Sete, uscito in Francia nel 2019, è arrivato secondo al Prix Goncourt dello stesso anno.
Primo sangue, suo trentesimo romanzo, si è aggiudicato il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022.

I suoi racconti sono prevalentemente autobiografici e la sua fonte di ispirazione è il suo percorso di vita. I suoi romanzi hanno venduto oltre 18 milioni di copie nel mondo.
Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Voland.

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