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IntervisteLibri

NerdPool incontra Dario Sorgato

Eleonora Trevisan
2 Aprile 2025
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9 Min
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Dopo aver letto e recensito il suo ultimo libro Guarda dove cammini (Ediciclo Editore, 2025), vi proponiamo oggi l’intervista all’autore, Dario Sorgato.

Ciao Dario e benvenuto su NerdPool!
Tu sei il fondatore di NoisyVision, un’associazione senza scopo di lucro che sostiene l’empowerment delle persone con disabilità visive e/o uditive e educa la comunità ai temi dell’accessibilità e inclusione sociale. Perché hai scelto di fondare questa associazione e quali sono i suoi obiettivi?

Dopo aver viaggiato molto da solo ho cominciato a sentire il bisogno di mettere a disposizione le mie capacità organizzative e il mio tempo per consentire anche ad altre persone con disabilità sensoriali di viaggiare nel modo in cui lo facevo io. A piedi. Nella natura. Questo è stato anche il pretesto per creare un contesto associativo che eliminasse le categorie. È vero, abbiamo una particolare attenzione per le persone con disabilità sensoriali, ma tra i nostri soci ci sono tante persone senza disabilità. L’obiettivo principale è quindi quello di consentire a tutti di condividere avventure di viaggio, principalmente attraverso cammini a piedi e viaggi in barca a vela.

Il sito di NoisyVision è un’esplosione di giallo! Raccontaci di più su questo colore e sulla campagna #YellowTheWorld.

Il testo nero su sfondo giallo ma ancor più il testo giallo su sfondo nero, consentono una lettura agevolata per coloro che hanno difficoltà visive. Questi accostamenti cromatici ad alto contrasto rendono più visibili anche gli elementi urbani. Colorare il mondo di giallo sarebbe quindi un modo per renderlo più visibile agli ipovedenti facilitando la mobilità. #Yellowtheworld è un hashtag che racchiude tutto questo: più giallo, più accessibilità, più mobilità.

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Poi nel corso degli anni abbiamo declinato i significati di questa campagna di sensibilizzazione andando a sottolineare le qualità del giallo che esulano dall’alta visibilità: ottimismo, positività, energia, creatività. Che sono poi i nostri valori.

Tu sei un grandissimo viaggiatore, hai camminato per il mondo, hai attraversato l’oceano e scalato perfino l’Everest. È grazie a questi viaggi che hai scoperto la magia del mettersi in cammino? Cosa significa per te camminare?

Sì, è proprio grazie ai numerosi viaggi che ho scoperto il piacere della lentezza, del viaggio a piedi. Da quando ho smesso di guidare, spostarmi a piedi è diventato anche una necessità. Il cammino di Santiago è stato il viaggio che mi ha permesso di approfondire il rapporto intimo con il ritmo lento dei passi.

Magia è la parola adatta per definire tutto quello che il cammino riesce a regalare ad ogni viandante. Camminare significa riconnettersi con il proprio tempo, con il proprio pensiero, con la propria solitudine. Camminare significa avere il tempo di guardare, ascoltare, essere. Di fare pause quando il corpo lo richiede. Quando lo chiede un profumo, una vallata ai nostri piedi, un canto di uccelli, un prato verde. Camminare significa incontrare le persone, siano essi altri viandanti o abitanti dei villaggi.
Camminare significa perdersi e lasciare spazio a tutto ciò che la strada ci può riservare.

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Non sei solo un viaggiatore, ma sei anche uno scrittore: Guarda dove cammini è il tuo nuovo libro, edito Ediciclo Editore, che abbiamo avuto il piacere di recensire qui su NerdPool. Un’opera dedicata al cammino inteso come strumento di inclusione sociale. Ma come è nata l’esigenza di scrivere questo libro?

Durante i cammini con i gruppi di NoisyVision, quando la sera mi metto nel letto, mi piace scrivere qualche pensiero che poi leggo la mattina ai miei compagni di viaggio. Tutto questo materiale è disponibile su Facebook, consapevole della breve durata di tutto ciò che la cronologia mostra. Ecco quindi l’idea di raccogliere tutto in una forma più duratura. E questo è il lato romantico.
La vera motivazione è nata dal desiderio di mettere un punto fermo nell’ambito dei cammini inclusivi. NoisyVision è diventata negli anni un punto di riferimento e un modo di camminare in maniera condivisa. Questo libro vuole essere il raccoglitore dei passi e dei percorsi che hanno invitato il cambiamento.

Nel tuo libro parli dei tanti cammini condivisi e inclusivi che hai organizzato in questi anni, ma ce n’è uno che ti è rimasto particolarmente nel cuore? E perché?

Di getto mi verrebbe da rispondere con un cammino che nel libro non c’è: il cammino di San Nilo. Io e la mia compagna Marina lo abbiamo percorso da soli nel 2022. È stato un viaggio potentissimo.
Nel libro non è citato perché tecnicamente non rientra tra i viaggi inclusivi dell’associazione. Ecco allora che la mia risposta si ramifica in Via degli Dei, perché da lì tutto è partito, Rota Vixentina, perché hai l’oceano come compagno di viaggio, Sentiero dell’inglese, perché è quanto di più profondo abbia assaporato in Italia.

Nel libro spieghi che i cammini che organizzate sono aperti a tutti, indipendentemente dalle abilità fisiche, cognitive, emotive o sensoriali di ciascuno. Non c’è quindi distinzione tra accompagnati e accompagnatori. Raccontaci i motivi che stanno dietro a questa scelta e quali vantaggi porta all’esperienza complessiva.

L’effetto di questa assenza di ruoli è quello di porre tutti su uno stesso livello. Per dirla in maniera molto spiccia, i ciechi non si sentono ciechi ma persone. Sembra banale ma non è scontato perché quando una persona che non vede si affida a un’altra persona: è come se usufruisse di un servizio, che crea una distanza, una barriera.
Ne consegue che tutti si sentono liberi. La disabilità viene spesso dimenticata creando un’atmosfera di leggerezza che in alcuni casi è una scoperta da portare a casa.

C’è un passaggio del libro che consideri particolarmente significativo o che ti è stato particolarmente caro durante la scrittura?

Mi viene da dire la parte autobiografica perché mi ha permesso di riordinare pensieri e parole che ho raccontato tante volte e che la forma scritta consente di cristallizzare. Inoltre alcuni dei testi poetici che ho scritto durante i vari cammini e che compaiono nella terza parte, sono dei veri e propri tuffi nel cuore del viaggio. Rileggerli è stato come viaggiare nel tempo. Ripensare ai dettagli che hanno ispirato le parole mi mette i brividi. Per esempio i granelli di sabbia del deserto. Mi sembra di sentirla sotto i piedi. Fredda nella notte quando uscivo dalla tenda per andare a fare la pipì sotto un cielo di stelle (che non vedevo, ma mi bastava sapere che erano tantissime).

C’è qualcosa di concreto che possiamo fare noi tutti, nel nostro piccolo, per rendere il mondo più inclusivo?

Camminare con NoisyVision.
Lo dico sul serio.
Lo scrivo anche nel libro, nella dedica iniziale.

Concludiamo l’intervista con un consiglio per i nostri lettori: quale libro secondo te deve trovarsi assolutamente nelle nostre librerie e perché?

Camminare, di Erling Kagge. Perché mi ha fatto capire la rivoluzione del cammino. Dello stesso scrittore anche Il Silenzio, perché adoro il silenzio. Lo ritengo necessario, soprattutto nei cammini  condivisi.

Ringraziamo Dario Sorgato per la disponibilità e vi invitiamo a visitare il sito della sua associazione NoisyVision e a leggere, se non lo avete già fatto, il suo libro Guarda dove cammini! 

Potete acquistarlo a questo link.

Noi ci leggiamo sempre qui su NerdPool.it per altri imperdibili contenuti dal mondo dei libri!

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