In Giappone il termine Super sentai è nato negli anni ’70 e sta a indicare tutte quelle storie in cui un gruppo di personaggi con costumi colorati si ritrova a combattere contro le forze del male attraverso armi o poteri speciali. Spesso i nemici sono kaiju, mostri alieni giganti che hanno il capostipite e nome più celebre in Godzilla, apparso nell’omonimo film del 1954. Pur spopolando in Oriente, questo filone è sempre stato meno florido in Occidente, dove ai più verranno sicuramente in mente i Power Rangers, un franchise nato in America e ispirato proprio alle serie giapponesi dell’epoca.
Tra gli appassionati del genere possiamo annoverare senza dubbio anche i due fumettisti francesi Mathieu Bablet e Guillaume Singelin, che hanno preso ispirazione da questo mondo per realizzare la loro ultima opera, Shin Zero, una serie in tre volumi che arriva in Italia per Bao Publishing.

Si assumono sentai, accorrete numerosi
C’è stato un momento nel passato in cui grandi e possenti Kaiju comparivano dal mare per portare morte e distruzione agli umani. Il governo aveva quindi deciso di creare una squadra di soldati potenziati tramite esperimenti per sconfiggerli. I risultati non erano stati subito rosei, ma alla fine i super sentai avevano ottenuto diverse vittorie e i kaiju erano scomparsi nel nulla. Oggi, la Sentai Corp ha raccolto questa eredità e continua ad assumere ragazzi e ragazze ogni giorno per lavorare come sentai. Basta una veloce iscrizione per diventare eroi ed eroine mascherate che rispondono alle richieste di aiuto dei cittadini e che portano a termine gli incarichi dietro compenso, ricevendo poi recensioni in base al successo o meno delle loro azioni. I grandi mostri sono ormai scomparsi, quindi il più delle volte può capitare di fare da scorta a qualcuno o stare davanti ai negozi per evitare eventuali furti.
Il lavoro di sentai attira molti adolescenti che lo vedono come una possibile alternativa facile a una vita adulta noiosa o monotona o come il modo per emergere e ripercorrere le orme dei vecchi eroi del passato. I cinque protagonisti di Shin Zero si ritrovano insieme quasi per caso e ognuno di loro incarna perfettamente un punto di vista diverso su cosa significa essere un sentai e, più in generale, sui problemi che molti giovani affrontano durante l’adolescenza.

Un unico lavoro, ma tante motivazioni diverse
Heloise ha appena finito il liceo e vuole trasferirsi in città per staccarsi dalla famiglia, ma per farlo ha bisogno di guadagnare qualcosa e pensa che diventare una sentai sia una buona opportunità. Il suo compagno di classe Warren ha ricevuto una borsa di studio per frequentare l’università ma prova anche una certa attrazione per la sua amica, che decide quindi di seguire nel suo nuovo lavoro. In più, ha scoperto da poco che anche che suo padre è stato un sentai in passato, benché abbia rinunciato a quella vita da diversi anni. In cerca di una sistemazione, si ritrovano a vivere con Satoshi, Sofia e Nikki, anche loro attivi come sentai.
Sofia cerca di mettere da parte qualche soldo per un figlio che ora non riesce a crescere, mentre Nikki, come Warren, ha in famiglia un ex sentai, ovvero la sua anziana nonna che ha combattuto nella prima squadra e che porta ancora le conseguenze fisiche e mentali degli scontri con le creature aliene. Prova quindi per questo lavoro un rapporto ambivalente: si rende conto che può essere un’eroina e fare del bene, ma è triste per quello che è capitato a sua nonna. Discorso a parte per Satoshi, l’unico del gruppo a credere tantissimo in questo lavoro e a dedicarcisi anima e corpo, con la convinzione che sia solo questione di tempo prima che i kaiju tornino per spazzare via l’umanità.
Sentai contemporanei e realistici
Nel corso del primo volume di Shin Zero, Mathieu Bablet concede il giusto spazio a ogni personaggio, sia come singoli individui che come parte di un’unica squadra, che prende pian piano forma pur con mille difficoltà derivate anche dalle differenze di carattere che li contraddistingue. A differenza delle classiche avventure dei super sentai, tutta la storia, tolto l’elemento legato ai kaiju, avviene in uno scenario molto credibile e vicino alla contemporaneità, dove si percepisce in primis quel senso di smarrimento che menzionavamo prima e che è ben presente negli adolescenti di oggi di fronte a un mondo che sembra dare poche certezze sul futuro.

Dopo averlo apprezzato su The Grocery e Frontier, Guillaume Singelin compie ancora una volta un lavoro certosino, con il suo tratto preciso e super dettagliato, sia nel costruire l’ambientazione che ricorda un po’ il Giappone ma non solo, e nel rappresentare i singoli personaggi. La scelta del bianco e nero, invece, permette di giocare con i colori, utilizzati solo per i costumi e le maschere dei diversi sentai.
Shin Zero 1 è un primo volume introduttivo ma anche ricco di riflessioni interessanti, che coniuga qualche scena d’azione con un ottimo approfondimento dei personaggi, facendo immergere al meglio il pubblico in una storia cruda e ancora tutta da scoprire. I volumi usciranno a cadenza annuale quindi ci sarà da attendere ancora un po’ per le prossime uscite, ma siamo molto curiosi di scoprire cosa accadrà ai nostri cinque super sentai.



