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NerdPool > Blog > Videogiochi > A Fisherman’s Tale – Recensione
Videogiochi

A Fisherman’s Tale – Recensione

Fabio Bonardi
14 Aprile 2019
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7 Min
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Una bella storiella, qualche enigma, un’ottima grafica e un po’ della magia data dalla realtà virtuale. Questa è la ricetta di A Fisherman’s Tale l’ultima fatica di Inner Space e Vertigo Games. Ma è possibile fare un buon titolo con così pochi ingredienti a disposizione? ebbene sì, ma c’è un però.

In questa splendida storia vestiremo i panni di un guardiano del faro immerso nella sua routine quotidiana: lavarsi i denti, accendere la stufa, spolverare e lavorare al suo modellino. Il vanto del nostro eroe è proprio la fedele riproduzione del faro nel quale ci troviamo; il gioco inizia proprio con il posizionamento del pezzo finale del modellino, una riproduzione del guardiano stesso.

Fino a qui tutto bene, ma che faro sarebbe senza una tempesta che incombe e una luce da riparare?

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Svegliati dalla radio corriamo alla finestra per vedere la tempesta, ma non vediamo il mare, bensì una replica gigantesca della stanza in cui ci troviamo con un enorme guardiano del faro (stranamente familiare), anche lui intento a scrutare l’orizzonte. Ci spostiamo verso il modellino e vediamo al suo interno che il pupazzetto del guardiano ripete i nostri stessi movimenti. Ci troviamo all’interno di un sistema di stanze a matrioska, e siamo anche diventati un pupazzo a quanto pare! Confusi? Avete delle domande? Anche noi, ma prima le cose importanti, sta arrivando una tempesta!

Ogni azione fatta al modellino si ripercuote sulla stanza in cui ci troviamo, ogni oggetto inserito nel modellino comparirà anche nella stanza in cui ci troviamo, mantenendo le proporzioni di quello inserito nel modellino. Ed è proprio attorno a questa logica che si sviluppano gli enigmi che ci propone A Fisherman’s Tale. In pratica se abbiamo un oggetto troppo pesante da spostare nella stanza, non dovremo fare altro che toglierlo dal modellino e sparirà anche dalla stanza.
E qui arriviamo al primo punto dolente, questo meccanismo di stanze a matrioska è molto innovativo e apre la strada a molte possibilità. Però sembra che gli sviluppatori non abbiano avuto voglia di sperimentare troppo. Gli enigmi sono spesso banali e la soluzione è quasi immediata, difficilmente troverete una sfida che vi possa impegnare.

Un aspetto del gioco su cui la software house ha molto puntato è la resa grafica. Tra le proposte del panorama PSVR questo titolo ha uno dei migliori comparti video. Nel gioco ci troveremo di fronte ad alcuni scorci mozzafiato, e i bordi degli oggetti non appaiono mai frastagliati giocando su una PlayStation 4 Pro. L’impatto visivo indossando il visore è di grande effetto.

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Per giocare a A Fisherman’s Tale bisogna avere 2 PlayStation Move, necessari visto che nel gioco non faremo altro se non afferrare, lanciare e manipolare oggetti di varia forma e natura. Azioni quasi sempre molto gratificanti, se non fosse per il sistema di collisione. Capita che quando stringiamo in mano un oggetto e per sbaglio andiamo contro ad un altro o una parete, la fisica del gioco risponde in maniera poco precisa e il nostro oggetto sfugge dalle nostre mani finendo chissà dove. Fortunatamente dopo pochi secondi che un oggetto non si trova al suo posto ritorna dove lo abbiamo trovato.

Per muoversi all’interno della stanza si usa il teletrasporto, un classico per titoli di questo genere che minimizza anche il senso di nausea che alcuni percepiscono provando la realtà virtuale. Purtroppo però il teletrasporto accentua il difetto riguardante la gestione delle collisioni, facendoci perdere la pazienza di tanto in tanto.

Durante l’avventura verremo accompagnati nella risoluzione degli enigmi da una voce narrante ed alcuni personaggi, tutto rigorosamente in lingua inglese! Purtroppo la software house non ha previsto un doppiaggio in italiano per A Fisherman’s Tale. L’inglese che ci viene proposto è comunque molto semplice e ben scandito, anche i meno ferrati nella lingua anglosassone non avranno problemi a seguire la storia e capire cosa fare. Il gioco dà anche la possibilità di attivare alcuni aiuti per guidarci verso la risoluzione degli enigmi, una funzione di cui proprio non si sente il bisogno data la semplicità delle sfide.

Altro punto a sfavore di questo titolo è la durata che si attesta attorno all’ora e mezza, la bellezza della grafica e la curiosa storia ci faranno ricominciare con piacere l’avventura una o due volte. Ma gli enigmi, già moto semplici durante la prima run, non ci proporranno una nuova sfida. Sono state sparse nel gioco alcune perle da raccogliere, l’obiettivo probabilmente era quello di aumentare la rigiocabilità del titolo. Purtroppo le perle non sono state nascoste in posti difficili da trovare o dietro a qualche piccolo minigioco/enigma, quindi l’azione non risulta essere troppo gratificante.

A Fisherman’s Tale si propone con un costo molto accessibile, solo 14.99€, un prezzo giusto se pensiamo alla sua longevità. Il gioco consiste quindi in un buon acquisto se volete perdervi in una storia ben narrata e con una grafica eccezionale. Sul mercato non ci sono molti altri titoli che propongono qualità simili a questo prezzo. Se invece siete amanti degli enigmi, e cercate un’esperienza più in stile “escape room” potreste rimanere delusi da questo titolo, nel quale non troverete la sfida che state cercando.

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ARGOMENTI:PSVRRecensione
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