La casa editrice Adelphi presenta una nuova traduzione del romanzo del grande scrittore belga George Simenon. Pubblicato per la prima volta nel 1954, il grande Bob è un viaggio alla scoperta dell’animo umano, troppe volte celato da maschere sociali.

Trama
Francia, anni ’50. Mentre è al lavoro nel suo ambulatorio, il dottor Charles Coindreau riceve una telefonata improvvisa: il suo amico Bob è morto annegato. A dargli la notizia è la moglie di Bob, Lulu, sconvolta dall’accaduto.
Bob e Lulu Dandurand erano soliti passare il fine settimana a Tilly, circondati dai loro amici più cari. Quella domenica Bob decise di uscire molto presto per andare a pesca, una cosa molto insolita visto che era sua abitudine lasciare la stanza non prima delle 10 del mattino. Prese un’imbarcazione e si gettò a tutta velocità verso le paratoie della chiusa, provocando uno schianto. Si pensò ad un incidente dato dall’inesperienza di Bob, ma quando il corpo venne recuperato, si notò subito che attorno alla caviglia destra vi erano due giri di corda.
La notizia che Bob si sarebbe suicidato getta nello sconforto il dottor Coindreau, che decide di indagare sulla vita dell’amico. Come mai una persona sempre così allegra e amata da tutti ha voluto compiere un gesto così estremo? Il dilemma lo devasta e per questo inizia a frequentare assiduamente sia gli stessi posti che la cerchia di persone che circondavano Bob. La sua diventa una vera e propria ossessione, che lo porta quasi a volersi sostituire all’amico, per cercare di sentire almeno una volta le stesse emozioni che lui aveva provato.
Scavando nel suo passato, Charles finirà per scoprire la verità su Bob, anche se questo percorso gli permetterà di conoscere soprattutto e profondamente se stesso.
Ha avuto la vita che si è scelto e non si è fatto il sangue amaro. Una volta mia moglie gli ha chiesto se era felice e lui ha risposto che non avrebbe cambiato la sua vita con quella di nessun altro.
Recensione
Che cosa sappiamo degli altri, quando neanche di noi stessi sappiamo granché? Bob Dandurand era un uomo sorridente, che fischiettava sempre ed era circondato da persone che lo amavano. Eppure, all’età di 49 anni, ha deciso di legarsi una corda alla caviglia e di gettarsi in acqua. Cosa lo ha spinto a farlo? Attraverso l’indagine che Charles Coindreau conduce, scopriamo gradualmente la vera vita del Grande Bob, che metterà a nudo non solo il protagonista ma, soprattutto, l’essere umano in generale.
Bob Dandurand è uno studente di diritto dell’ultimo anno di università, quando incontra per la prima volta Lulu. I due provengono da due ceti sociali diversi: lui è figlio di un rinomato rettore universitario, mentre lei è una sorta di escort che vive alla giornata. I due s’innamorano e decidono che da quel momento avrebbero passato ogni minuto della loro vita insieme. Bob non da l’ultimo esame universitario e acquista un negozio di cappelli per Lulu, causando l’ira della famiglia. La loro vita a Montmartre è fatta di spensieratezza e di gioia. La porta del negozio è sempre aperta fino a tarda sera, nel quale tutti sono invitati ad entrare. Non ci sono distinzioni sociali e ognuno è libero di comportarsi come preferisce. Lo stesso Bob ama bere il suo bianchino a qualsiasi ora del giorno, per questo gli è stato dato il soprannome di Grande Bob. Inoltre, nessuno si scandalizza dal fatto che Lulu accetti i tradimenti del marito perché l’importante è che lui sia felice.
Ma di tutto questo, cosa c’è di realmente vero? Al momento della dipartita di Bob le cose cambiano drasticamente e l’unico che continua a frequentare Lulu è Charles. Il motivo è che si rende conto di non aver mai saputo chi fosse veramente Bob. Ha sempre visto la facciata presentata in pubblico, ma Lulu gli racconta aneddoti talmente oscuri sull’amico, che lo inducono a provare le stesse situazioni. Il tradire la moglie, come ha fatto Bob, fa parte dell’immedesimazione e la difficoltà di Charles sarà quella di riuscire a scindere nuovamente il proprio io con quello che si è appena creato. Perché Charles si comporta così? Probabilmente prova noia nel vivere la sua quotidianità e necessita di un pizzico di turbamento per tornare a sentire delle vere emozioni.
La Parigi degli anni ’50 ne fa da padrona in questa storia: si presenta come una città ormai ripresasi dalla guerra e desiderosa di godersi la gioia di vivere. I suoi abitanti, in questo caso del ceto borghese, ci mostrano il loro lato più falso ed egoistico, spinti più dalla mondanità di un luogo che dalla voglia di approfondire i rapporti umani. Lo si nota soprattutto quando Bob muore: tutti spariscono perché non c’è più niente da condividere, specialmente con una vedova non più esuberante e volgare come lo era prima. La stessa Parigi cambia i suoi colori intorno al negozio di Lulu, diventando sempre cupa e poco inviante.
Lo scrittore George Simenon ci mette così di fronte ad una società menefreghista, che segue l’onda di popolarità del momento e trae beneficio solo dagli scandali. Una sorta di trend social anti litteram, che ci fa comprendere quanto in 70 anni la società non sia realmente cambiata. Nelle ultime pagine scopriamo finalmente il motivo principale della morte di Bob e questo ci fa empatizzare con il personaggio. Ci si chiede se anche noi avremmo fatto lo stesso o se ne avremmo parlato con l’unica persona che abbiamo sempre amato e voluto accanto.
Il risultato finale è un buon racconto, scritto magnificamente e con un’arguzia tipica della scrittura di Simenon. Nonostante l’utilizzo di un vocabolario semplice, l’autore riesce a mettere a nudo tutti i personaggi, mostrandoci i lati oscuri degli esseri umani e gettando a terra le varie maschere che indossano.
Il libro lo potete trovare qui
Autore
Georges Joseph Christian Simenon (1903-1989) è considerato uno degli scrittori più importanti del secolo scorso. Autore di centinaia di romanzi e racconti, era solito scrivere fino a ottanta pagine al giorno. Ad oggi, le sue opere sono state tradotte in oltre cinquanta lingue e hanno superato la vendita di settecento milioni di copie.
Simenon deve la sua fama soprattutto al personaggio del commissario di polizia francese Jules Maigret, i cui racconti e romanzi furono tradotti e venduti in tutto il mondo. Sebbene abbia prodotto un numero considerevole di romanzi polizieschi, la critica ha deciso di classificarlo come autore di romanzi gialli, anche se la sua produzione tocca diversi generi letterari, come il noir o il romanzo psicologico.
Il grand Bob fu pubblicato per la prima volta nel 1954 e in Italia arrivò nel 1962 con la traduzione di Elena Cantini. La casa editrice Adelphi ne ha dato una nuova traduzione realizzata da Simona Mambrini e pubblicata ad inizio del 2025.


